Don Giulio smonta il caso: ''La lettera a don Claudio è il gesto di un mitomane. Vicenda scaduta nel folklore''

Lunedì 29 Marzo 2021
"Il messaggio ricevuto da don Claudio Manfredi? Quello sicuramente non riguarda la faccenda, lo posso dire con estrema certezza". Parola di don Giulio Dal Maso, segretario di mons. Vincenzo Pelvi, che ha così commentato la lettera minatoria ricevuta dal parroco della chiesa dell'Annunciazione.

"La lettera sicuramente non ha a che fare con la questione settaria - ha aggiunto don Giulio a l'Attacco - perché la parrocchia dell'Annunciazione, tra l'altro, non appare nell'elenco di quelle nelle quali sono avvenuti furti sacrileghi. Mitomane? Sicuramente si, lo si comprende anche da come scrive, in particolare quando si riferisce alla 'cassetta' delle ostie, quando invece noi abbiamo specificato che le particole vengono trafugate nel momento della Comunione e non certamente nei posti in cui non sono ancora consacrate".

Perché non c'è stata nessuna riposta alla mail inviata da don Claudio? "È chiaro, secondo me, che si tratta di un soggetto alla ricerca di ribalta - ha evidenziato il segretario vescovile -. Non abbiamo risposto semplicemente perché la questione non rientra in quella più ampia sollevata da monsignor Pelvi e significherebbe dare adito a questa gente e creare ulteriori problemi". Rispetto ad altri aspetti della vicenda, infatti, don Giulio non ha voluto più rispondere "perché abbiamo notato che si sta allargando un fenomeno quasi più di folklore che di contenuto e quindi abbiamo ritenuto di parlare di nuovo quando avremo informazioni utili".

Nella chiesa dell'Annunciazione di Foggia, invece, non si parla d'altro: qui martedì scorso don Claudio Manfredi ha ricevuto un messaggio minatorio, letto anche da l'Attacco, dal contenuto molto esplicito (e volgare). "Abbiamo provato ad aprire la cassetta delle ostie, ma non ci siamo riusciti perché ci hanno detto che sei stato tu. Se non possiamo, tu mur accis (muori ucciso, ndr), fam*oc te e sort (e tua sorella, ndr). E metti pure i ricc**oni di me*da a fare gli str**zi con te sull'altare. Ti deve venire un cancro, bast**do pezzo di me*da".

"Ho inviato un messaggio di una certa gravità, ma non ho ricevuto nessuna risposta - ha rimarcato a l'Attacco don Claudio -. Mi aspettavo qualche parola di conforto, anche perché ho ricevuto quel fogliettino dopo aver riportato le parole dell'arcivescovo". "Si è venuti a conoscenza della presenza nella città di Foggia di gruppi satanici che girano per le parrocchie - aveva detto mons. Pelvi - e che, invece di nutrirsi dell'Eucarestia, la prendono e la trattengono sotto la mascherina o in mano e ne fanno poi usi impropri".

Come detto da don Giulio, la chiesa dell'Annunciazione non ha subito furti. Nel messaggio minatorio, infatti, si fa riferimento a un tentativo. "La telecamera fissa sul tabernacolo è stata inserita circa due anni fa e in questo lasso di tempo non vi è stata mai nessuna persona che abbia tentato di trafugare delle ostie - ha confermato don Claudio -. Ho deciso di installare la videosorveglianza perché avevo subito dei piccoli furti di altro genere. Il rafforzamento del tabernacolo, invece, è stato fatto subito, al mio arrivo, cinque anni fa. Mi sono premurato di far eseguire questi lavori perché nel settembre del 2016 ci fu il furto delle ostie nella chiesa della Madonna della Croce. Parlo per ipotesi, chi ha scritto quel messaggio avrà provato a rubare da quel periodo e fino a due anni fa, il tabernacolo però è blindato".

"Ripeto, prima della pandemia i ministranti e i ragazzi mi davano una mano a controllare che il momento della Comunione si svolgesse senza intoppi - ha aggiunto -, questa situazione è diventata più difficile da certificare con l'utilizzo delle mascherine anche perché, secondo quanto ha detto dallo stesso arcivescovo, chi ruba le ostie utilizza proprio questo strumento per nasconderle".

Come detto già su queste colonne, sospetti ed eventi di messe e riti satanisti sono presenti nel capoluogo dauno già da diverso tempo. "Nel 2007 organizziamo un convegno sull'occultismo a Palazzo Dogana e già all'epoca ravvisammo questo fenomeno di ostie trafugate durante la Santa Comunione - ha riferito a l'Attacco don Daniele d'Ecclesia, parroco della Cattedrale -. Purtroppo esistono questi gruppi, però raramente si tratta di un satanismo di facciata, è più una volontà di ribellione a tutto, solo in piccolissima parte vi è una forma più grave attraverso le quali si arriva anche a sacrifici di animali".

Allargando il discorso, don Daniele ha aggiunto: "Purtroppo, inoltre, inoltre vi è un'educazione all'occultismo anche attraverso film, cartoni animati e giochi: questo può risultare come una sorta di avviamento al demonismo, soprattutto con elementi nascosti, messaggi subliminali che colpiscono l'inconscio. Il rischio di questi messaggi è quello dell'emulazione, anche perché viviamo in una società fatta di immagini e di fare come vedo e come sento".

Pietro Capuano