Lucera, cittadino rumeno tenta di richiedere il reddito di cittadinanza con documenti falsi: arrestato

Lunedì 29 Marzo 2021
I carabinieri di Pietramontecorvino in servizio di pronto intervento per le strade di Lucera hanno arrestato un cittadino rumeno, già noto alle forze dell'ordine, per possesso illegale di documento d'identità contraffatto, ricettazione, uso di atto falso e tentata truffa.

Tutto è partito dalla solerzia della direttrice di uno degli uffici postali di Lucera: quella richiesta d'istruire la pratica per la percezione del reddito di cittadinanza non l'aveva convinta affatto. Da un lato il cittadino di origine rumena con "un'attestazione di soggiorno per i cittadini dell'Ue", con tanto di timbro del Comune di Ordona, zeppa di errori di ortografia. Dall'altro l'allert messo in giro da colleghi di altri uffici postali dei paesi limitrofi di truffe perpetrate proprio con quella modalità: false attestazioni, falsi documenti per avviare pratiche volte all'indebita percezione della predetta misura assistenziale. Anche ai militari la situazione è sembrata poco chiara e i controlli sono stati approfonditi in caserma.

I militari, coadiuvati dai colleghi della stazione di Lucera, hanno iniziato una serie di serrati accertamenti interrogando banche dati, coinvolgendo Interpol e comandi di Polizia di altri paesi e regioni d'Italia. A seguito della meticolosa e accurata attività d'indagine è emerso che il soggetto era in possesso non solo della predetta falsa attestazione, ma anche di carta d'identità rumena regolarmente valida per l'espatrio sapientemente contraffatta: da un lato difatti, diversi "elementi di sicurezza" del documento (ossia simboli grafici con finalità di anticontraffazione) erano assenti o difformi dal modello originale; dall'altro lato, incrociando i dati in possesso delle autorità rumene, debitamente interpellate tramite Interpol, e la compiuta identità della persona fermata così come risultante a seguito di relativo "foto segnalamento", è emerso che solo la fotografia sul documento era riconducibile alla persona fermata, mentre tutti i relativi dati (cognome, nome, data di nascita, data di rilascio del documento) erano riferiti ad altra persona la cui identità, di fatto, era stata indebitamente "rubata" dal fermato.

Nel corso degli ulteriori accertamenti e sviluppi investigativi, resi particolarmente laboriosi dall'esistenza di diversi "alias", ossia diverse identità riferibili tutte al prevenuto, i carabinieri sono riusciti a scoprire che l'arrestato era gravato anche da mandato di cattura emesso dal Tribunale di Milano, dovendo scontare la pena di nove mesi di reclusione per i reati di ricettazione e di porto di strumenti di effrazione commessi nel 2012 nel territorio meneghino.

Il cittadino rumeno è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Foggia: nella mattinata odierna si è celebrata l'udienza di convalida che ha disposto la misura dell'obbligo di dimora nel comune di Milano, dove risulta risiedere. Tuttavia per i prossimi 9 mesi rimarrà, comunque, recluso presso il carcere di Foggia.