Piccirilli: ''Pittura e natura per tornare a guardare il mondo con speranza''

Mercoledì 28 Aprile 2021
Ci sono linguaggi che hanno accompagnato il mondo durante questi 14 mesi di pandemia. Nella lotta contro il demone Covid è stato al mondo della cultura e dell'intrattenimento che le persone si sono rivolte per staccare qualche minuto dalla realtà. Nella recrudescenza di quello che il virus si lascia dietro, il mondo dell'arte accorre in soccorso delle anime in cerca di qualcosa di bello.

Nel padiglione che accoglie il mondo della cultura e dello spettacolo, spiccano le opere votate alla natura e alla bellezza della docente e artista Stefania Piccirilli, che nel nome di pittori e scultori noti al piccolo e al grande pubblico realizza opere per lanciare un messaggio di speranza. La sua pagina Facebook è arricchita dai lavori di "Invasati d'arte", un'idea nata in questo particolare periodo per raccontare una storia, un'emozione e dare supporto.

"Tutto questo nasce da un'osservazione - spiega a l'Attacco Piccirilli - A casa, sequestrata come molti, ho guardato un vecchio vaso che avevo sul balcone e mi sono detta che in questo periodo sarebbe stato bello legare l'arte alla natura. Un messaggio non solo didattico ai fini artistici, i vasi per me hanno significati molteplici. La decorazione vaso di plastica vede l'idea di riciclo, riutilizzarlo per poter creare qualcosa per raggiungere la gente, rendendo l'arte qualcosa di semplice e comprensibile, non elitaria come spesso accade. Un vaso con decorazioni ispirata a Modigliani e Picasso, che raggiunga la vista e il cuore delle persone che magari non hanno preparazione in merito. L'idea di decorare dei vasi con dei semi per seminare fiori, un messaggio di speranza in questo periodo difficile. Ho immaginato che curare una pianta che cresce e nasce e si evolve in qualcosa di bello poteva essere un messaggio di positività. E poi, la cura per la bellezza della natura, una cura per la nostra Terra che spesso manca. I miei vasi sono nati in una condizione molto intima, è un progetto tutto personale. Invasati d'arte ha convolto che anche le bottiglie, riciclando bottiglie di vetro, che si chiamano "Imbottigliarte", un filone che nasce da questo. Il tema del riciclo è predominante in queste idee. Mettere dei fiori o tenere queste bottiglie da tenere in casa come stimolo alla creatività. Tutto quello che ho in casa mi dà lo stimolo per far diventare una certa cosa qualcos'altro, quello che cioè elabora la mia mente in questo momento".

L'arte si è sempre dimostrata vittima di un paradosso perpetuo: necessaria eppure opinabile, essenziale come cibo per la mente e inefficace contro le regole del politicamente corretto. Ma è nel mondo della cultura che l'animo umano sembra trovare la pace.

"L'arte è stata penalizzata molto - prosegue l'artista - Sono presidente dell'associazione i PerCorsi dell'Arte e al momento è più attiva. Esiste come associazione, ma non c'è più un luogo per promuovere queste idee, mi ha portata a rimanere a casa e a trasferire la mia creatività che in dieci anni ho dedicato per gli altri, adesso l'ho dedicata alla cura di me. Stando in casa abbiamo avuto più tempo di creare, di dedicarci all'arte, anche se la cultura in generale è stata penalizzata tantissimo, creando un paradosso. Anche l'idea di riflettere sulla forza dell'arte in questo periodo in questi lavori si vede. Nascono casualmente dei lavori, da uno stato di sofferenza e disagio".

Vivere d'arte è imparare ad essere resilienti, come spiega Piccirilli. "Sono una pittrice e ho sempre vissuto in questo modo, quello che non avevo mai fatto era progettare su degli oggetti - dice - Mi limitavo alla scultura e alla pittura su tela, ma questo periodo mi ha portato ad osservare quello che mi circonda. Stranamente la pandemia e la sofferenza nata da questa situazione terribile ha consentito alla mia mente di sperimentare, progettare. Una sfida contro la melanconia, la morte, tutti sentiamo i telegiornali e un modo per esorcizzare la paura e confortarci l'ho trovata in questa nuova forma di creatività. È stata un aiuto a non perdere la speranza e la progettualità. Credo che quello che ci ha tolto questa esperienza è stato il fatto che non sia possibile fare progetti.  L'arte aiuta a progettare anche lì dove non si vede il barlume di luce. Sono stata una fortunata, non ho sofferto la pena del lavoro e ho potuto continuare a lavorare, quindi non ho vissuto la tragicità della gente che l'ha perso. Da questa esperienza quello che mi resta è un profondo vuoto dal punto di vista emotivo, perché anche la non frequentazione con gli altri, gli affetti che si congelano, mi ha lasciato un certo smarrimento che non so spiegare. Quello che mi ha lasciata nel qui ed ora è stata proprio l'arte, che secondo me ha la grande forza di comunica laddove le parole non sono sufficienti e non possono esprimere qualcosa - conclude - L'arte rappresenta quello che noi siamo e non siamo in grado di essere. Una forma di libertà. Noi siamo stati rinchiusi per mesi, l'arte rappresenta la liberazione, le uscite. Lì si è condensato tutto, mentre dipingevo parlavo con i miei amici e la mia famiglia".

Silvia Guerrieri