Parco San Felice, Pd: ''Revocare la concessione data quattro giorni prima del voto''

Giovedì 28 Gennaio 2021
Bisogna revocare "immediatamente e senza esitazione" la concessione per la gestione dell'impianto sportivo di Parco San Felice, perché "la procedura è illegittima, i lavori abusivi" e si può "configurare l'occupazione illecita di un'area pubblica". Lo dichiarano in una nota i consiglieri comunali del Partito democratico Pasquale Dell'Aquila (capogruppo), Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Anna Rita Palmieri.

"Lo abbiamo messo nero su bianco nella diffida inviata questa mattina al sindaco Franco Landella - oltre che per conscenza a presidenza del Consiglio comunale, Prefettura, Corte dei Conti e Anac - facendo rilevare evidenti vizi procedurali e più di qualche stranezza nel carteg-gio tra i diversi uffici competenti per materia dopo esserci attivati per l'accesso agli atti".

"Sostanzialmente, ci siamo trovati di fronte alla concessione di un ettaro di Parco San Felice con l'intento di realizzare un vero e proprio impianto sportivo, non la riqualificazione del cam-po di calcetto esistente, che prevede anche la costruzione di strutture, con l'investimento di 200mila euro. Il tutto per ottenere, a vantaggio del Comune, poco più di 4mila euro l'anno".

"E c'è un'ulteriore stranezza che può fornire qualche spunto di riflessione: la determina dirigenziale con cui si affida la concessione dell'area è la n.722 del 22 maggio 2019. Il 26 maggio, appena quattro giorni dopo, si aprirono i seggi elettorali e i foggiani si recarono alle urne per sceglie-re il sindaco e i consiglieri comunali. Quanta fretta! Non sarebbe stato meglio aspettare un paio di settimane? Non sarebbe stato meglio evitare di disporre di una porzione così estesa e delicata del territorio comunale a quattro giorni dal voto? Quanto accaduto per Parco San Felice sembra la replica del 'metodo' utilizzato dall'assessorato alle Politiche sociali per la distribuzione dei fondi del Piano Sociale di Zona, denunciato in piena campagna elettorale".

"La risultanza analitica della nostra ricerca fa rilevare anche l'esautoramento del Consiglio comunale e il disprezzo delle sue competenze istituzionali da parte del sindaco e della Giunta, con buona pace del presidente dell'assise che fino a oggi non ha pronunciato una sola parola. Revocare la concessione, quindi, è ancor più indispensabile a tutela del Comune e dei cittadini".