Progetto Seasif, Magliette Bianche Manfredonia: ''Nessuna associazione sipontina ha partecipato al processo decisionale''

Giovedì 25 Febbraio 2021
"Il nuovo assalto fossile, anzi super fossile, alla realtà socio culturale prima che economica dell'area del bacino di Manfredonia è sinceramente un tuffo nel passato oscuro dell'industrialismo sfrenato italiano che ha lasciato ferite incurabili ancora oggi sanguinanti". Sono tre le osservazioni che le Magliette Bianche di Manfredonia pongono.

"La prima è nel merito appunto del tipo di non economia che si vuole imporre al porto Alti Fondali, un porto in cerca di autore e di paternità dal momento che sembra essere molto simile alla giara pirandelliana con la sola aggravante che a rompersi è la cittadinanza di Manfredonia. Una cittadinanza stanca, frustrata e ormai in perenne lutto per i mai cessati decessi oncologici dovuti al perenne inquinamento della Zona Sin. Non è un caso se nella classifica delle zone Sin Italiane essa risulti fra le prime 6 per gravità (vedasi report 2019 del Corriere della Sera e alter)".

"E' in corso da parte della regione Puglia un atteggiamento fortemente garantista sulla salute dei pugliesi riguardo al rischio Covid, che condividiamo, e lascia basiti la trascuratezza con cui non si adottano i medesimi principi di tutela della salute e riduzione di esposizione al rischio biologico/oncologico quando si parla della zona Sin di Manfredonia".

"La teoria della finestra rotta Manfredonia la rigetta. A questo riguardo il messaggio lanciato al Mise e alla Regione Puglia del referndum No Energas è inequivocabile: non si vuole più che sul territorio si impiantino industrie ad alto impatto ambientale e le cui sequele in termini di inquinamento a medio e lungo termine (qui si parla di concessioni a 25 anni più rinnovo) sono già note. L'industria di trasformazione della plastica e dei materiali a origine petrolifera produce inquinamento. Quale medico in presenza di una patologia grave esporrebbe volontariamente il proprio paziente a forti rischi per una seconda malattia altrettanto grave? Nessuno. Allora perché l'assessore alla Salute della regione Puglia non interviene sulla Zona SIN di Manfredonia?".

"Una seconda considerazione riguarda il metodo: a oggi nessuna delle associazioni attive sul territorio sipontino è stata resa partecipe del processo decisionale. Non è una esimente la giurisdizione prevalente del Comune di Monte Sant'Angelo.  Ancora una volta altri decidono per i sipontini. Altri dispongono del futuro pseudo economico della città, senza che la città ne sia informata. Non basta convocare una riunione zoom con politici ed eletti del luogo. Davvero si rasenta il grottesco. Si sta agendo come se Manfredonia fosse popolata da un grande gregge da imbonire con piccole promesse occupazionali e tanti 'vedremo, fidati...'. La adovocacy sociale sullo sviluppo già obsoleto che si vuole imporre non è stata espletata. Vogliamo parlare di rischi di avere un rigassificatore a meno di 1 km dalle case di Manfredonia? Non si può è comune di Monte Sant'Angelo. Tutto questo sa di sbagliato".

"Terza considerazione più politica: lo schema vincente che portò all'impianto dell'Anic si sta ripetendo. Sarebbe interessante ed anche inclusivo che i già 200 candidati dichiarati per le prossime amministrative di Manfredonia discutessero della polpetta avvelenata nuovamente proposta.  Di nuovo, ripetiamo, altri stanno decidendo il futuro, un cattivo futuro per i prossimi 50 anni della città".