Nasce a San Giovanni Osea, l'osservatorio per far ''volare'' il territorio

Lunedì 25 Gennaio 2021
Nel paese di San Pio nasce OSEA, Osservatorio Società Economia Ambiente, un progetto nato dalla volontà di un gruppo di giovani guidati da Tony Augello di monitorare le potenzialità inespresse di un territorio, attivando canali strategici di comunicazione con enti, cervelli in fuga, istituzioni e mondo della formazione.


Cinque le macro aree su cui il team di Osea si concentrerà: scuola, orientamento post-diploma, NEET; Lavoro, cervelli in fuga, south working, startup e cultura d'impresa; arte, cultura e turismo; ambiente e sport; pubblica amministrazione, fondi europei, digitalizzazione e infrastrutture.La pandemia, come fanno sapere su queste colonne gli organizzatori, ha infatti portato ad interrogarsi sul futuro di una società che vede assente la generazione dei facitori, giovani di media età, quella che dovrebbe produrre e darsi da fare per un futuro migliore non solo proprio ma anche del territorio e dei contesti in cui si trova a vivere. Insomma, la nascita di un osservatorio è frutto ponderato di un'analisi impietosa, lucida ma anche e soprattutto propositiva che nasce dall'amore per una terra, quella di Capitanata, soffocata da atavici problemi che di decennio in decennio rischiano di paralizzare risorse economiche e umane nel pantano dell'indifferenza generale ed istituzionale.


La crisi economica generata dalla pandemia ha infatti posto sotto la lente quei problemi presenti ed ora o mai più è il momento per risolversi. L'osservatorio dunque nato di recente, mira proprio a consegnare, attraverso analisi e report, un'immagine di un territorio che deve puntare verso il miglioramento in tutti i suoi ambiti: sociale, economico, ambientale e culturale."E' una grande sfida, realizzare questo tipo di attività in maniera volontaria è uno sforzo che coloro i quali hanno voluto impegnarsi, devono fare quotidianamente", racconta su queste colonne Tony Augello.


"Abbiamo per il momento circoscritto al solo territorio di San Giovanni Rotondo l'azione dell'osservatorio, ci auguriamo di vincere questa sfida. Il nostro è un lavoro impegnativo e lungo nel tempo e comporta l'individuazione di un tema e la raccolta ed elaborazione dei dati. Ogni ambito analizzato entro le macro aree, sarà sottoposto ad una compiuta disanima per la quale occorrono almeno 3 mesi. Per facilitare il lavoro di analisi le circa 20 persone che hanno aderito, si tratta in particolar modo di giovani professionisti del territorio che si spenderanno in questa attività, abbiamo diviso la nostra azione in cinque macro aree. Il progetto sta riscuotendo un discreto successo, siamo infatti partiti in ventitre e siamo arrivati a trenta. Tutti i collaboratori lavoreranno a titolo volontario e gratuito, ma non ci precludiamo la possibilità di remunerare l'impegno, tutto dipenderà dalla nostra capacità di intercettare qualche bando. Lo spettro di intervento è ampio, il Covid ha fatto scattare in noi un meccanismo di rivalsa che punta a cambiare i destini del territorio, sebbene per i primi 24 mesi di attività l'osservatorio mirerà a circoscrivere le attività al solo Comune di San Giovanni, ricco di importanti leve sociali ed economiche tali da non renderlo un paese sperduto di montagna, ma una realtà in cui si possono assimilare buone pratiche", prosegue Augello, parlando dell'assenza di felicità sociale, un elemento che impedisce ai territori di crescere e svilupparsi a causa dell'atteggiamento abulico e della disillusione di una generazione, quella dei 35enni, chiamata anche lost generation.

"Purtroppo il disfattismo di tanti giovani si concretizza in un atteggiamento di impassibilità. La mia generazione, vicina agli 'anta', è disillusa, nonostante non patiamo la fame come i nostri nonni, siamo stanchi. Con questo progetto vorremmo rendere partecipi altre persone. Credo nelle sfide e nelle potenzialità inespresse del Gargano, una terra che ha tanti vantaggi, ma non ci si salva da soli, è necessario fare rete. Vorremmo essere un ponte per quelli che sono andati via dal territorio e quelli che, invece, sono rimasti ma si sono arresi, chiedendo a chi ha lasciato la Capitanata di poter aiutare il territorio anche a distanza, proponendo idee. La nostra è una terra vocata allo sport, ci sono scuole di vela, si pratica molto il trekking, occorrerebbe che si crei un'imprenditoria giovanile in tale settore. Credo che se cercassimo di valorizzare le eccellenze del territorio, sia umane che non, creando dei link tra le risorse, le eccellenze e gli enti, facendo delle proposte per essere interpellati come stakeholders, molte cose potrebbero cambiare. L'osservatorio non è un progetto narcisistico, ma nasce per dare un piccolo contributo alle dinamiche economiche e sociali del territorio. Non si può immaginare uno sviluppo a correnti alterne".

Claudia Ferrante