Profumi contraffatti in arrivo dall'Est Europa, indagini e perquisizioni anche in provincia di Foggia

Mercoledì 23 Giugno 2021
I militari del Nas di Torino, a conclusione di articolate indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno eseguito 20 decreti di perquisizione locale e personale emessi nei confronti di altrettanti soggetti a vario titolo coinvolti in un traffico illecito di profumi contraffatti.

L'operazione - convenzionalmente denominata "S. Fiacre" - si è sviluppata nell'ambito delle province di Caserta, Cuneo, Fermo, Foggia, Milano, Monza Brianza, Napoli, Pistoia, Taranto, Torino e Venezia, con epicentro principale in Piemonte, e ha interessato per la collaborazione in fase esecutiva tutti i Nas competenti per i rispettivi territori, i locali Comandi provinciali dell'Arma territoriale e personale operativo di Europol.

L'indagine ha consentito di disarticolare un consolidato sistema finalizzato al traffico di profumi e merce contraffatta, attivo in tutto il territorio nazionale e con legami commerciali all'estero, in particolare sulla rotta balcanica tra Turchia e Paesi dell'Est Europa, da dove avveniva l'approvvigionamento dei prodotti, facilitato nell'immissione in commercio sul territorio nazionale dalla complicità di soggetti in grado di movimentarsi in aree extranazionali.

Le indagini sono state avviate nel 2020 a seguito di un sequestro di oltre 600 confezioni di profumi riconducibili a noti marchi di moda internazionale, privi di documentazione attestante la provenienza e risultati non originali all'esito delle opportune perizie.

La Procura di Torino ha emesso i provvedimenti di perquisizione nei confronti dei soggetti di interesse investigativo che hanno consentito di rinvenire: 1.104 confezioni di profumi; 597 capi di abbigliamento; due orologi; 30 accessori di pelletteria; 313 accessori informatici; 7mila euro in contanti ritenuti provento dell'attività illecita; un immobile adibito al confezionamento clandestino dei cosmetici dove sono state rinvenute alcune etichette riportanti l'indicazione di marchi famosi e più di 2mila confezioni per profumi ancora da assemblare.

L'attività ha consentito di rimuovere dal mercato illecito un quantitativo di prodotti che, se posti in commercio, avrebbe fruttato approssimativamente 80mila euro ai venditori, consentendo una illecita rendita mensile media per i principali indagati stimabile in 15mila euro.

(fonte: lanuovapadania.it)