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Maltrattamenti in asilo a Mattinata. La maestra sospesa per 12 mesi. ''La decisione avvalora e conferma la tesi accusatoria e le indagini''

Martedì 23 Febbraio 2021
Sospesa per 12 mesi. E' questo il contenuto dell'ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Bari con la quale è stata disposta la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione di insegnante e di educatore socio pedagogico nei confronti della maestra M.L., 47 anni, che lavorava all'istituto comprensivo statale di Mattinata, ritenuta responsabile - dagli inquirenti - di aver abitualmente maltrattato minori di età compresa tra i 2 e 5 anni che frequentavano la scuola materna, a lei affidati per ragioni di educazione, istruzione e custodia.


"E' stato rigettato il ricorso del legale della maestra incriminata e confermata la sospensione che era stata disposta da un provvedimento cautelare - ha confermato a l'Attacco Michele Arena, avvocato di alcune famiglie mattinatesi -. Questa decisione avvalora la tesi accusatoria e conferma le valutazioni del Tribunale della Libertà che si è espresso, al contrario di quello che sosteneva il Giudice per le indagini preliminari (Gip), sostenendo le ragioni dell'accusa e quindi di tutto il lavoro della Procura. E soprattutto ha confermato che gli atteggiamenti ripresi dai filmati e sviluppati poi dai carabinieri in maniera molto attenta, perché hanno riportato pedissequamente tutte le frasi, le urla, gli improperi e i comportamenti della maestra, rimarcando a nostro avviso la tesi accusatoria. La nuova udienza preliminare non è stata ancora fissata, però questa decisione sicuramente è un elemento a favore della tesi accusatoria che noi affianchiamo e sosteniamo".

Solo all'udienza preliminare, dunque, si saprà se si arriverà al giudizio con un rito alternativo, che potrebbe essere anche un patteggiamento o un rito abbreviato, oppure andare a dibattimento e sentire i testimoni. "In un modo o nell'altro, l'impalcatura del quadro probatorio dovrebbe essere ripresa anche da altri giudici", ha affermato Arena. La vicenda è venuta alla luce alla fine del 2018, quando il dirigente scolastico dell'istituto comprensivo ha raccontato ai carabinieri di aver ricevuto delle segnalazioni da parte di alcuni genitori allarmati dalle confidenze e dal comportamento dei propri loro figli che frequentavano la scuola materna "Giorgi". In particolare, la dirigente riferiva di aver appreso che i genitori di una bambina avevano chiesto conto e spiegazione della presenza di un livido sulla natica della loro figlia.


Quello della maestra - secondo quanto affermato da persone informate sui fatti e accertato dalle immagini - è sembrato essere un atteggiamento perpetrato nel tempo e continuo, quindi non ha riguardato un caso isolato, ma un modo di fare costante. Per quanto riguarda altre maestre, dalle telecamere si evince che un'altra professionista abbia avuto dei comportamenti poco consoni nei confronti degli alunni, però la sua posizione o non è stata ancora valutata dal pubblico ministero o non è stata ritenuta lesiva. Si presume che altri fossero a conoscenza degli atteggiamenti e delle azioni perpetrate dalla maestra incriminata, anche perché dalle immagini si nota ciò, quindi qualcuno avrebbe più che percepito questi episodi, però ha parlato solo in fase di interrogatorio e testimonianza.

I carabinieri, grazie alle intercettazioni ambientali audio-video, hanno documentato, senza dubbio alcuno che la maestra aggrediva sistematicamente i bambini, offendendoli, ingiuriandoli e strattonandoli, rivolgendosi a loro in modo minaccioso e incontrollato, comportamento tale da renderne mortificante la permanenza a scuola, al punto di ridurre gli stessi in uno stato di paura e soggezione psicologica. Le frasi proferite dalla donna e ascoltate dai carabinieri nei filmati sono agghiaccianti: "%u2026Fannullone e maiale", "pazzo", "cretino", "scimunita", "cretina patentata", "deficiente", "animale", "bestia". Nel rimproverarli l'insegnate più volte si è lasciata andare ad altre pesanti volgarità: "Vai a fare la pipì, vai e buttati nel gabinetto", "ti faccio la mano lividi lividi, sì oggi ti devo fare vedere io. Ti do due schiaffoni che ti faccio volare stamattina". E ancora: "Non ce la fai a stare col culetto sulla sedia, ti faccio una faccia che non puoi vedere". Il tutto spesso accompagnato da strattoni, spinte, schiaffi, calci e lancio di oggetti, una bottiglietta d'acqua in particolare.


Pietro Capuano