Calcio Foggia 1920, rispunta la Triade

Mercoledì 21 Luglio 2021
Rispunta la Triade. Come ai tempi d'oro di Pasquale Casillo. Al primo giorno di scuola, dalle parti dello Zaccheria sembra di essere tornati indietro nel tempo. 

Il nuovo Foggia che ha le stimmate di Nicola Canonico e che nasce nel nome e nel segno di Peppino Pavone e Zdenek Zeman, per la prima volta si ritrova compatto attorno ad un tavolo nella sala-conferenze Fesce verso ora di cena. Orario insolito per indire una conferenza-stampa, la convocazione arriva soltanto a pomeriggio inoltrato, e costringe tutti ad una affannosa rincorsa. 

Con il patron Canonico, chiamato a fare gli onori di casa, che prova a giustificare il ritardo, nel giorno in cui tecnico e ds tornano a sedere l'uno al fianco dell'altro allo Zaccheria: "Dovevamo chiudere la questione relativa ai contratti, e ci siamo attardati - attacca il neo-presidente -. Qualcuno temeva che Pavone fosse un bilico, ma sul suo conto non c'è mai stato alcun un dubbio, avevamo solo bisogno dei tempi tecnici. Con lui siamo al lavoro ormai da un mese. Nessuna frizione, tutto procede come meglio non potrebbe. Vi chiediamo solo un briciolo di pazienza". 

Pazienza e serenità, sono le costanti che tornano spesso nelle riflessioni di Canonico, che evidentemente in questa delicatissima fase della stagione non  vuole che l'ambiente sia sottoposto a troppe pressioni. Che potrebbero poi ripercuotersi negativamente. 

Lo staff di Zeman, intanto, è al completo, tutto come previsto, l'unica novità riguarda il match-analyst che sarà Diego Labricciosa. "L'organigramma societario, invece, - ha precisato ancora Canonico - lo ufficializzeremo la prossima settimana". Assieme alla squadra invisibile, per la quale sono in ballo ancora alcuni nomi. 

Sul mercato che invece stenta a decollare, l'imprenditore barese è apparso particolarmente tranquillo: "Abbiamo tanti giocatori sotto osservazione, e vi garantisco che questo è l'ultimo dei problemi. Il mercato ha i suoi tempi, è una partita di poker dove spesso vince chi sa bluffare meglio. In ritiro di certo non andremo senza squadra, questo ve lo garantisco". Al momento, a tre giorni dalla partenza per il ritiro di Saint Vincent l'elenco dei convocati comprenderebbe una quindicina di nominativi, fra i quali non c'è però Alessio Curcio, che non ha risposto alla convocazione e che ha inviato un certificato medicoGatta ci cova. Non ci sarà nemmeno Salvi, che proprio ieri ha rescisso e si è accasato al Legnago, oggi potrebbe toccare a Fumagalli, con Del Prete si sta provando a trovare un'intesa, mentre sia Anelli che Gentile (dati già a Seregno con Corda ndr) sono in realtà ancora sotto contratto col Foggia, e per giunta aventiniani, visto che non si sono presentati in sede, giustificando la loro assenza con un certificato medico. La lista degli abili ed arruolati al momento dovrebbe comprendere Alastra, Pompa, Agostinone, Diallo (difensore centrale senegalese la passata stagione in forza al Molfetta), Martino, Garofalo, Di Masi, Turi, Felleca (esterno d'attacco classe 1998), Claudio Ferrante, (classe 2002, attaccante in forza al BisceglieMerkaj, Petermann, Nivokazi e Di JennoPeppino Pavone ha inquadrato la strategia del club: "Il mister per sua abitudine vuole la squadra costruita fin dal ritiro. Avanti ci sono ancora tre giorni, e contiamo di chiudere altre trattative, mi piacerebbe mettergli a disposizione prima di sabato già il 70-80% della rosa. Volevamo essere più avanti nell'allestimento della squadra, ma ci rendiamo conto che le dinamiche del mercato spesso richiedono tempi diversi. Ci sono giocatori che vorrebbero la B, e che prima di darci una risposta definitiva ci chiedono di aspettare". 

E pazientare, proprio come chiede Canonico.  E Zeman? Se n'è stato tutto il tempo ad ascoltare con il suo sguardo sornione. Abbronzato e concentrato, qua e là ha regalato qualche battuta a chi ha provato a coinvolgerlo nella discussione: "Aspetto fiducioso, mi fido della società, così come mi fido del direttore sportivo. Poi sarà il campo a dire chi siamo". 

E a chi gli chiedeva se sia orientato a  salvare qualcuno dei componenti la vecchia rosa, il boemo ha ribattuto: "Ho visto alcune partite dell'ultimo campionato, tre o quattro potrebbero anche fare al caso nostro. Se cambiamo è perché sono convinto che si debba andare in un'altra direzione come guida e come concetti. C'è bisogno di ricambi e di motivazioni nuove". 

Zeman non ha battuto ciglio nemmeno di fronte alla domandina impertinente di chi gli ha chiesto di tornare a far rivivere gli anni ruggenti di Zemanlandia: "Mi presento quì per la quarta volta, ma la voglia di fare bene è sempre la stessa. Prima eventualmente di tornare in A però ci vuole tempo. Abbiamo ambizioni importanti e vogliamo dare soddisfazioni ai tifosi". Fuori nell'antistadio non c'erano tanti tifosi a salutare vecchi e nuovi. Segno che la piazza dopo l'arrivo trionfale del Messia, adesso è tiepidina. Vorrebbe qualche nome di grido che dia smalto ad una campagna-acquisti finora piuttosto in sordina. Ma inutile farsi illusioni. Il top-player non arriverà, la nuova cantera rossonera verrà ricostruita dalle fondamenta. Ma senza fare follie. Prendere o lasciare.

Pino Autunno