KULTURKRITIK | Cittadinanza digitale e spirito critico (da ricostruire)

Martedì 20 Luglio 2021
L'esperienza di vita all'interno delle società contemporanee muta costantemente, a mutare non sono solo i volti di queste società, ma anche il modo di vivere e di concepire l'esistenza. Il ruolo del cittadino, in tutto ciò, è sempre stato orientato all'acquisizione del "saper vivere in comunità", accompagnato dalla consapevolezza di quali siano i propri diritti e i propri doveri. L'educazione alla cittadinanza, non a caso, ha arricchito anche i programmi scolastici, con l'obiettivo di porre le basi per una educazione civica, e alla sana convivenza tra i membri di una società. 

Fondamentale in tutto ciò è poter allenare al pensiero responsabile e critico, un pensiero che sappia distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Concepire la propria esistenza come del tutto scollegata da quella degli altri non solo è errato, ma genera inevitabilmente una serie di azioni che minano l'equilibrio di tutta la struttura sociale e il benessere dei suoi cittadini. Appurata l'importanza di una educazione alla cittadinanza, possiamo proseguire analizzando gli spazi della vita sociale. Ci verrebbe innanzitutto da pensare ai luoghi di aggregazione, dalle piazze alle scuole, sedi associative, ricreative, o comunque ogni qual si voglia luogo pubblico, senza dimenticare però che il primo vero contesto dove si fa esercizio di convivenza è proprio la famiglia. 

Ma in tutta questa complessa rete del mondo delle relazioni, dove ognuno di noi svolge quotidianamente il proprio ruolo di membro di una collettività, da tempo si è aggiunto un nuovo spazio, non fisico, ma non per questo meno rilevante: il mondo del web e del digitale. 

Passiamo le nostre giornate a condividere la nostra vita sui social network, partecipiamo a dibattiti e confronti, ci affrettiamo a dire le nostre idee, pubblichiamo momenti della nostra vita e facciamo esperienza di quella degli altri. Tutto ciò che svolgevamo all'interno dei luoghi fisici, la nostra totale esistenza, oggi è vissuta allo stesso modo all'interno di questo nuovo mondo. Ed è così che la società contemporanea estende i suoi spazi, luoghi virtuali dove poter continuare a fare esperienza politica, sociale, culturale e privata. Ma il concetto di "virtuale" ha legittimato negli utenti, cittadini digitali, una sorta di deresponsabilizzazione, quasi giustificata dalla falsa credenza che "virtuale" corrisponde a "falso". 

Per quanto il mondo del web sia animato da fake news e finte identità, questo non deve distogliere dal fatto che è un mondo abitato da persone reali, e sta a noi distinguere la verità dalla finzione, così come è compito nostro occuparci e preoccuparci di contribuire ad una sana convivenza all'interno di questo nuovo spazio sociale. La differenza tra il mondo virtuale e fisico e i rispettivi pro e contro, possono essere colti solo dotandoci di un rinnovato senso critico. Questa nuova cittadinanza digitale, necessita di una educazione, così come spiegato nell'introduzione, della capacità di "saper vivere in comunità", e dunque la consapevolezza dei propri diritti e doveri, e di quelli degli altri. Non considerare l'importanza della formazione del cittadino digitale equivale a contribuire ad incrementare tutti quei fenomeni, che nella vita "reale" abbiamo già difficoltà a contrastare: bullismo, sessismo, omofobia, ed ogni tipo di violenza fisica o psicologica. Fenomeni che animano il mondo del web in modo del tutto incontrollato, aggravando l'emergenza già esistente a cui si sommano i nuovi rischi di questa violenza fuori controllo. Occuparsi di cittadinanza digitale vuol dire inoltre affrontare il divario tra chi può e riesce ad accedere alla rete. Un divario che se non colmato replica la medesima disparità tra persone, che ha generato e genera ancora oggi cittadini di serie A e di serie C. Il cittadino digitale deve avere la possibilità di accedere liberamente alla rete, di integrarsi in questo spazio di socialità e convivenza, deve possedere le giuste competenze e capacità per esercitare i propri diritti e tutale quegli degli altri, deve poter essere in grado di difendersi dai rischi della rete ed essere autonomo, deve dimostrare di essere capace di rispettare gli altri e confrontarsi in modo costruttivo con le differenze. Rispetto, Educazione e 

Protezione, verso sé stessi e il prossimo, questi sono i tre macro temi che riguardano la cittadinanza digitale. Concetti che vanno insegnanti fin da subito, nelle scuole, e nei luoghi di formazione. L'uso delle tecnologie non può essere in nessun modo lasciato al caso. Questa è una fase particolare e critica, poiché stiamo ritardando ad acquisire una consapevolezza collettiva di quanto appena detto, e la fascia genitori/insegnanti risulta parzialmente preparata a guidare le generazioni, considerando che in termini di navigazione probabilmente i giovani ne sanno più degli adulti. Nell'attesa di una più precisa bussola che sappia guidarci tutti verso questa cittadinanza digitale, è importante ricordare a noi stessi e agli altri che "virtuale è reale", e che tutto ciò che diciamo o facciamo nel web ricade nel bene e nel male su di noi, sulla collettività e sul mondo. 

Simona Regina