Urbanistica, PUG. ''Se la politica vuole, chiudiamo l'iter entro l'anno''

Giovedì 21 Gennaio 2021
Nonostante i rallentamenti dovuti all'emergenza Covid, nonostante le vicissitudini interne all'amministrazione Landella, potrebbe essere approvato entro la fine del 2021 il Piano Urbanistico Generale del Comune di Foggia. "Il processo decisionale, naturalmente, non lo comando io, ma credo che ragionevolmente entro l'anno ci siamo", ha affermato a l'Attacco nell'edizione di ieri il professor Francesco Karrer, che se ne sta occupando.

"Mi prefiggo di dare risposta alla delibera di giunta il più presto possibile, entro aprile. Poi partiranno le consultazioni interne ed esterne. Non sarò più io il dominus, lo sarò fino alla elaborazione della proposta. In questo periodo di pandemia la consultazione pubblica è impossibile, lo faremo online ma questo significa togliere al 90% la partecipazione dei cittadini".

Karrer ha spiegato quali e quante difficoltà rendano impervio l'iter e incidano sui tempi. "La stagione della nuova pianificazione, iniziata in Italia ormai da diversi anni, è complessivamente deludente. Io ho visto l'anno scorso, finalmente, la conclusione dei Piani di Reggio Calabria e Vibo Valentia, i primi Piani fatti in Calabria con la nuova legge urbanistica. Ci ho lavorato, pensi un po', 15-16 anni. Perché? Le leggi fatte hanno dei difetti molto forti, hanno cercato di superare problemi ma ne hanno introdotto altri a partire dalla diffidenza. Hanno introdotto un processo molto complesso e articolato che i cittadini e spesso anche gli amministratori non comprendono. Questo crea delle difficoltà. Poi sono astratti, impegnativi dal punto di vista economico, fortemente conoscitivi e poco propositivi. E sono il momento in cui il cittadino scopre vincoli, previsioni paesaggistiche, rischio idraulico, etc. Questa quantità enorme di documenti allunga il processo di formazione del Piano. Poi naturalmente c'è il protagonismo politico. Se non c'è un animatore i Piani si fa fatica a farli. fare un Piano non paga più come una volta politicamente parlando. Un tempo era un vanto per un sindaco. Oggi molto meno perché un Piano è diventato più difficile, premia meno. Oggi sono tutti Piani di aggiustamento, non sono più i grandi piani di espansione. Oggi ricucio, riammaglio, rigenero. È urbanistica sartoriale, così io la chiamo, non solo perché sono su misura ma perché uno è costretto a fare i rammendi. Essendo un piano di rammendi politicamente non è che dà grande immagine. Vengono meno interessi, non servono aree di espansione ma serve solo fare rigenerazione urbana. Quando si faceva un piano di espansione erano tutti contenti, invece. Sono più difficoltà che grandi vantaggi. Poi, certo, se uno riesce a fare un piano di rigenerazione che ha del consenso e porta grandi risultati ha fatto bingo. Però è molto più difficile", ha precisato il docente di urbanistica alla Sapienza di Roma, ex presidente del Consiglio superiore per i lavori pubblici.
"A me è capitato di fare Piani da consulente e altri da progettisti. Dipende tutto dalla struttura dell'amministrazione. Oggi, purtroppo, le tecnostrutture sono tutte molto debilitate com'è noto. Non hanno organico né dotazioni tecniche, trovi il geometra a scavalco che fa servizio in più Comuni. Allora diventa difficile. Dipende tutto dal livello di organizzazione e dalla capacità di pilotare il processo, che sia interno o esterno o in forma mista. Anche se il processo è fatto tutto all'interno, se non c'è questo input...".

Cosa pensano rispetto alla tempistica immaginata dal professore in maggioranza e minoranza? L'Attacco lo ha chiesto a due degli eletti più preparati in materia urbanistica. "Dobbiamo puntare a velocizzare l'iter", afferma a l'Attacco l'ingegnere Giovanni Quarato, candidato sindaco del M5S alle comunali 2019 e oggi presidente della commissione ambiente e territorio.

"Come commissione ci siamo dati da fare e ce la metteremo tutta per licenziare gli indirizzi che stiamo perfezionando. Dovremmo essere in dirittura d'arrivo. Gli ultimi eventi comunali ci hanno un po' preso ma è questione di pochi giorni ancora. Ci aspettiamo che questi indirizzi vengano portati in consiglio per una discussione generale per poi consegnarli al professor Karrer. In generale, purtroppo, anziché badare alla sostanza dei problemi ci facciamo distrarre dalle questioni politiche. Senz'altro queste fibrillazioni presenti in maggioranza possono rallentare qualunque processo decisionale, specie uno così delicato come quello del PUG. E' lo strumento che deve contenere la visione della città per i decenni futuri e serve avere la mente serena per affrontare la questione". Il pentastellato concorda con Karrer sull'importanza del "protagonismo politico".

"Sono perfettamente d'accordo, il suo ruolo conta fino a un certo punto ma poi la riuscita dell'iter dipende dalla politica. Il tecnico incaricato ha un compito ma chi deve dare input e indirizzi siamo noi politici. Dobbiamo essere molto bravi a darli nella maniera giusta. In commissione", sottolinea Quarato, "abbiamo individuato due assi portanti: la rigenerazione urbana, essenziale specie nei quartieri più centrali della città, e il soddisfacimento delle esigenze legate all'abitare sociale, con una revisione della città. Non sono gli unici elementi fondamentali ma se riusciamo a concentrarci su questi due punti facciamo molto. In questo momento Foggia ha due problemi che sono superiori a tutto il resto: da un lato il degrado urbano, non più sostenibile neanche visivamente, e dall'altro la necessità di abitazioni di edilizia pubblica, un'esigenza che non può più aspettare.

Stiamo cercando, nella interlocuzione con la Regione Puglia, di capire a che punto sono i famosi programmi di housing sociale punto. Personalmente non mi piace questa edilizia negoziata perché implica una trasformazione non ordinata ma abbastanza sporadica. Karrer ha ragione rispetto alla necessità di ricucire, è un lavoro di sartoria. Bisogna cercare di contemplare più esigenze e questa per me è la sfida più difficile sia per lui che per noi come amministrazione comunale. Quanto più si entrerà nel dettaglio tanto più sarà delicato trovare questo equilibrio, bisognerà stimolare l'iniziativa del privato e andrà fatto con coraggio e lungimiranza".

Quarato evidenzia l'importanza della rigenerazione: "Stiamo affrontando il problema del rinnovo urbano dei quartieri storici a cominciare da quelli settecenteschi, ma dovremmo cominciare a pensare anche ai quartieri degli anni '60 e '70 del secolo scorso, che pure hanno necessità di essere ammodernati. Siamo in forte ritardo anche rispetto a questa edilizia che non è antica ma è comunque già vecchia. Siamo molto, molto indietro. Serve uno scatto in avanti, che può generare anche una nuova economia per la città. E' importante agire sul già costruito, le nuove costruzioni sono poco o pochissimo richieste. Peraltro, abbiamo avuto circa 1200 residenti in meno tra 2019 e 2018, mentre la media negli anni precedenti era sui 500 l'anno. Il nuovo edificato è da perseguire poco se non per fare operazioni di rinnovo urbano di sostituzione in maniera compensativa".

Il presidente della commissione ambiente e territorio ammette, come Karrer, che il PUG smuove meno interessi rispetto ai vecchi PRG e sul piano elettoralistico non paga per gli amministratori pubblici.

"Noto meno pressioni, parlando con la classe imprenditoriale vedo che capisce che è inutile un'ulteriore espansione della città. Molti programmi del resto sono fermi da parecchio tempo. È molto più difficile agire sulla riqualificazione dell'esistente e trovare gli strumenti per farlo. Alla fine la stessa premialità in questa fase storica è meno appetibile rispetto al passato. Lo sforzo va però fatto concentrandosi su pochi elementi: preferisco raggiungere pochi obiettivi essenziali piuttosto che fare un PUG annacquato che vuole accontentare tutti ma non risolve alcun problema. E una classe politica deve saper guardare più lontano,  se riusciamo a migliorare il volto di questa città ci sarà un ritorno politico a lungo termine", conclude Quarato.


"Housing sociale, la soluzione di mezzo inserendo progetti in zone di ambito""Il professor Karrer ha ragione rispetto alla possibilità di chiudere l'iter entro quest'anno. Per me, anzi, il PUG potrebbe essere approvato in consiglio entro 6 mesi a partire da oggi se c'è la volontà politica", afferma a l'Attacco il big della maggioranza Bruno Longo.

"Tutte le carte sono state approntate, la delibera di giunta è stata approvata nel 2020 e ora non ci resta altro che assemblare la documentazione degli altri enti per poi andare in consiglio ad approvare il cosiddetto Piano strutturale con i principali obiettivi che l'amministrazione si vuole porre. Ad esempio, creare le condizioni per la seconda stazione, stabilire qual è la cifra per metro quadro per abitante, come strutturare il reticolo del verde in città, che cosa fare dei piani complessi e dell'housing sociale. Rispetto all'housing sociale", continua il meloniano, "ci sono 25 o 26 progetti che ormai ballano da 15 anni. Bisogna fare una scelta: o tornare su questi progetti e lasciarci condizionare da scelte fatte negli anni precedenti in assenza del Piano oppure programmare uno sviluppo della città basato sull'armonia del PUG. Ci può essere, però, una soluzione di mezzo, in cui questi progetti di housing sociale si inseriscono nelle cosiddette zone di ambito. Questa soluzione non consentirebbe di costruire con quegli indici previsti dall'housing sociale ma con indici molto più bassi. Il vantaggio per il privato sarebbe non dover rispettare quanto era previsto come benefit da versare al Comune, pari al 20% delle volumetrie realizzate. In tal modo si abbassano gli indici ma c'è un costo in meno per costoro. Un altro problema", continua Bruno Longo, ex assessore all'Urbanistica i tempi di Paolo Agostinacchio sindaco, "riguarda i piani complessi come i Prusst scaduti o che sono in scadenza. Non è che si possa usufruire di tutte queste volumetrie pregresse e chiederne al contempo altre nell'ambito di una ulteriore espansione della città.  O l'una o l'altra cosa. Peraltro, quelle volumetrie rappresentano uno sviluppo irregolare e disordinato, mentre col PUG andiamo a dare omogeneità nelle zone di ambito".

Karrer ha evidenziato che, rispetto ai vecchi PRG, i PUG non pagano in termini elettorali non essendo piani di espansioni bensì di rigenerazione.

"I fattori sono tanti, a cominciare dalla struttura e genesi di un PUG", puntualizza Longo. "Il PUG nasce in un periodo di crisi del mercato immobiliare, i soldi che non ci sono, le banche non erogano più mutui come in passato. Le pressioni sono davvero poche o quantomeno a me totalmente sconosciute".
Quanto possono incidere sui tempi dell'iter le magagne della maggioranza? "Uno strumento di programmazione come il PUG - dove c'è il coinvolgimento di tutte le parti politiche, sindacali e imprenditoriali - non può essere influenzato dalle beghe di Palazzo. Da come vanno le cose dipende anche la serietà di un'amministrazione comunale. Noi stiamo facendo varie riunioni come Fratelli d'Italia per fare un decalogo delle attività da riprendere. Quel che posso dire è che non ci sono pressioni e situazioni esterne che possono armare, a favore o contro il PUG, i consiglieri comunali come quelle viste ai tempi dell'approvazione del Piano Benevolo. Nutro grande fiducia sul fatto che lo concluderemo nei tempi che ci siamo detti".
(Lucia Piemontese - l'Attacco)©