E' la fine di un'era, a Lucera chiude lo storico forno di via Zunica

Mercoledì 17 Febbraio 2021
La chiusura di un'attività commerciale desta sempre grande interesse all'interno di una comunità, soprattutto se si tratta di un luogo appartenente alla memoria collettiva della società cittadina. Ed oggi più che mai, nell'era della pandemia, gli effetti economico-sociali di uno stato di emergenza che non accenna a fermarsi provocano grande agitazione e tristezza all'interno delle comunità di Capitanata.

Sono tante le attività del territorio che non hanno retto ai colpi di coda procurati dall'emergenza sanitaria. Nella sola città capoluogo sarebbero almeno una decina i pub che avrebbero chiuso per sempre la serranda. Locali gettonati, amati e vissuti da giovani e meno giovani, ma la cui sorte si è intrecciata irrimediabilmente con quella della sopravvivenza ad una situazione di paralisi dell'economia e di quella proveniente dal mercato della notte e della ristorazione in particolare.

Ma nonostante il ritorno in zona gialla ci sono attività per le quali la chiusura, quale che siano le ragioni alla base della decisione, resta l'unica via possibile e percorribile. Con un post Facebook telegrafico ma assai sentito, il sindaco svevo, Giuseppe Pitta, ha fatto sapere della chiusura improvvisa dello storico panificio Ricci, suscitando come ben sapeva di fare, sgomento e rammarico tra i suoi concittadini. La comunicazione istituzionale e le note per così dire di colore relative alla comunità lucerina sono ormai affidate allo strumento social, un utilizzo questo del neo sindaco lucerino, ereditato dal suo predecessore ma che ben si presta oggi durante il periodo di pandemia.

Con la chiusura del forno Ricci, storica attività del centro federiciano, termina un'era, quella degli incontri post drink in Piazza Duomo che ha visto tante generazioni di giovani radunarsi nel vicolo di via Zunica per mangiare in compagnia della pizza casereccia, sorseggiando una birra direttamente dalla bottiglia. Un'era naif e sicuramente lontana da quella attuale in cui una situazione del genere metterebbe in allarme le forze dell'ordine, deputate al rispetto dei protocolli anti-Covid. E allora la chiusura di un antico panificio posto in una caratteristica viuzza del centro storico di Lucera si qualifica proprio come la fine di un periodo in cui non vi erano divieti al vivere civile, allo stare insieme, consumando fuori dai locali.

Le ragioni per le quali l'attività abbia chiuso non si conoscono ancora, poco motivato a parlarne è stato il titolare, Fiore Ricci. Ma del ricordo di un'attività presente sul territorio lucerino da almeno sessant'anni ha voluto parlare Antonio Faratro, dipendente dell'attività per circa quattordici anni che a l'Attacco racconta il rammarico nell'aver appreso la notizia della chiusura.

"E' triste leggere notizie di questo tipo", racconta. "Ho trascorso molto tempo in quel panificio, avevo sedici anni quando ho iniziato a lavorarvi. Ho lasciato l'attività da due anni per ragioni personali, mia moglie è foggiana e ho pensato di trasferirmi nel capoluogo. Ho molti ricordi. Ho lavorato come dipendente per quattordici anni, è lì che ho appreso l'arte bianca. I titolari mi hanno accolto come un figlio, insegnandomi quello che è poi diventato il mio mestiere e continua ad esserlo. So che dopo il mio allontanamento non c'è stato nessun altro dipendente, l'attività ha continuato ad essere gestita da Fiore e dai suoi genitori. Purtroppo venire a conoscenza della chiusura di un'attività in cui si ha lavorato per decenni è molto triste. Il forno è stato di proprietà della famiglia Ricci da circa quarant'anni ma è un'attività storica della città di Lucera, da quel che si dice è attivo da almeno sessant'anni".

Claudia Ferrante