CONFLITTI | Non solo complotti, la guerra civile degli animalisti

Giovedì 15 Luglio 2021
L'ennesimo vaso dei problemi di questa città è traboccato, anzi si è rovesciato e spaccato tra cocci e liquido inquinato da anni di abbandono e mala amministrazione. 

Nel difficile mondo delle associazioni animaliste foggiane è finita la guerra fredda ed è scoppiata la guerra civile. Passatemi la metafora ma si è evidentemente raggiunto il punto di non ritorno ed a perderci sono tutti, in primis gli animali. Provo a raccontare dal mio punto di vista cercando di dare spazio ed importanza a tutte le voci in causa, anche alla luce del fatto che la stampa sia stata accusata di aver affrontato superficialmente la questione. E' il 30 giugno e di punto in bianco mi arrivano telefonate minatorie per far rimuovere un video dal gruppo facebook che amministro "Foggia non si Lega". 

La voce ed i modi (non propriamente accademici) sono quelli di Annarita Melfitani, volto noto in città e personaggio sui generis ed indubbiamente divisivo, del quale ognuno ha la sua opinione. Il  video in questione è una denuncia davanti al locale in Corso Giannone gestito dall'Associazione "Guerrieri con la coda" della Melfitani stessa, nel quale si mostrano serrande abbassate, si sentono cani abbaiare e si descrive una situazione di puzza e degrado. 

L'autore della denuncia definisce "Lager" quello che sta riprendendo ed aggiunge che sono settimane che la situazione sia così. Poco dopo un altro post su facebook alza il livello dello scontro mediatico. Un'altra nota animalista, Terry Marangelli della Ass. Protezione Animali, è entrata in questo stesso locale ed ha raccontato a parole e con fotografie cosa ha visto: "Un numero imprecisato di cani e gatti rinchiusi con la serranda abbassata in una condizione di degrado inimmaginabile, senza aria ed a 40 gradi. 

ADESSO BASTA". Le fotografie sono scattate di straforo e mostrano reti di materasso utilizzate come divisionali ed una situazione abbastanza confusa. La Marangelli è riuscita ad entrare approfittando del momento in cui il luogo era presidiato da una volontaria. Da quel post monta l'indignazione e probabilmente tante altre segnalazione alle forze dell'ordine. Nonostante stessimo parlando di una realtà nota da tempo, la valanga scatenatasi non poteva più essere contenuta ed ignorata. La Melfitani, con il suo spirito indomito, passa al contrattacco minacciando querele e lanciando accuse forti contro le due cittadine che hanno fatto la denuncia del presunto maltrattamento degli animali. In mezzo a queste accuse ci finisce anche il gruppo "Foggia non si lega" ed il comitato che rappresento "La Società Civile" accusata di essere "incivile". In realtà per quanto avrei potuto assegnare meriti impropri, queste due realtà non c'entrano nulla, se non nel dare spazio e visibilità ai cittadini che fanno segnalazioni e si attivano per la città. Sul gruppo si posta con il proprio nome, in maniera orizzontale e democratica. 

Nel rispetto delle regole e dei modi si dà spazio a tutte le opinioni, anzi sarebbe grave ed ambigua la censura a priori. In generale poi se si è nel giusto e nella legalità non si deve temere un post in un gruppo facebook. La realtà è che il giorno dopo le cose salgono ulteriormente di grado ed interviene l'ASL. Sequestro degli animali e chiusura forzata dell'attività dell'Associazione. A giorni leggeremo il report della loro misura amministrativa ma indiscrezioni dicono che sarà molto pesante rispetto allo stato di ritrovamento degli animali. 

Pare si parli di escrementi sui muri, gabbie improvvisate, segni di maltrattamenti, e aggressioni reciproche tra cani in condizioni di forte stress. Le vetrate oscurate per non far vedere all'interno e l'assenza di personale per la maggior parte della giornata sono stati gli elementi di urgenza che hanno portato ad un intervento dopo mesi di monitoraggio. La Melfitani ha filmato in diretta lo sgombero ed ha chiesto il sostegno dei suoi sostenitori ed amici. Fondamentalmente con i suoi toni più o meno estremisti dice che c'è un complotto in atto ai suoi danni ordito dalla dottoressa Puccini dell'ASL e le altre associazioni animaliste. L'ordinanza quindi è per lei viziata ed architettata, compreso quello che descriveranno le carte. Lei non ha firmato alcun sequestro e quindi sarebbe tutto illegittimo. Accuse pesantissime. "Andrete a pulire i cessi" promette più volte ai suoi detrattori. 

In questo caos ogni accusa vede una risposta uguale e contraria in un'escalation di imputazioni e violenza verbale che getta nella confusione e nello sconforto la cittadinanza sensibile alla causa degli animali domestici. In queste video dirette la Melfitani più volte sostiene che aveva già trovato altra sistemazione e le servivano addirittura solo 24 ore di tempo per trasferirsi. Denuncerà tutti, la vogliono distruggere come personaggio pubblico perché scomoda, e quello che sta avvenendo è paragonabile a ciò che è successo ai "bambini di Bibbiano", dice. "I giornalisti scrivono cagate ad cazzum", aggiunge. 

"Non siamo l'unica associazione non a norma ma siamo l'unica che non ha amicizie nell'ASL", sentenzia. La contro-risposta che le viene data è che questo fantomatico trasferimento sia stato stimato da lei in altri frangenti in almeno 20 - 30 giorni e non affatto 24 ore, e che nella realtà dei fatti il nuovo posto trovato (Via San Severo pare) manchi praticamente di tutto, come dimostra un post della stessa Melfitani che chiede sempre nel gruppo "Foggia non si lega" interventi edili, idraulici ed elettrici di tipo volontario per mettere in piedi una struttura da zero. 

Tra i suoi accusatori si sostiene che non pagasse l'affitto in corso Giannone e quindi il proprietario dell'immobile abbia proceduto con lo sfratto determinando la necessità di trovare un altro posto (possibilmente lontano dal centro e dagli occhi indiscreti che da tempo la monitoravano), tutt'altro che pronto ed in regola però. Altra accusa che le muovono è che la stessa associazione non sia registrata e riconosciuta, che abbia messo in piedi questa realtà spregiudicata di accumulazione di cani per vivere di donazioni, e che debba rispondere del passato e del presente e non di ciò che promette che avrebbe realizzato in futuro. Con altri termini la stessa Melfitani dichiara che il suo essere stata così invisa all'amministrazione Landella (e gliene si dà atto) l'abbia portata ad avere difficoltà nell'accudire i cani, di aver subito diversi sabotaggi e di poter far affidamento solo sulle donazioni e le adozioni dei sostenitori. E' un lei ed i suoi contro tutti. Dando per buono che ci siano le migliori intenzioni, e ribadendo che io stia raccontando queste vicende con occhio terzo ed imparziale, la situazione in generale era diventata ingestibile. 

Questo triste spettacolo si è verificato dopo anni di assenza di politiche locali sull'accudimento e la tutela dei cani, sul randagismo e sul sostegno alle associazioni specializzate. Quello che ho in passato rilevato per i settori cultura e spettacolo, politiche per l'infanzia, politiche sociali e via dicendo si può tranquillamente proiettare e moltiplicare per il mondo degli animali domestici, con l'aggiunta di un livello di menefreghismo e volontà di non investire soldi senza paragoni. Anzi l'amministrazione aveva anche il suo metodo per lavarsi le mani e non rischiare responsabilità da queste vicende marcescenti, ovvero dichiarare l'inagibilità (come per il canile, senza preoccuparsi di rimediare e attivarsi realmente per un trasferimento) e fare ordinanze di sgombero e diffide che, eseguite o meno, servivano solo ad autotutelarsi e dichiarare l'estraneità da qualsiasi responsabilità o addebito. Non sono state poste politiche concrete ed alternative, non sono state destinate voci di bilancio adeguate provocando anche procedimenti giudiziari oltre al disagio ed alle illusioni di chi vorrebbe vedere rispettata la dignità degli animali. 

Con una determina dirigenziale del 20 aprile di quest'anno, l'amministrazione comunale aveva messo a disposizione 628mila euro per la costruzione e gestione per 3 anni di un nuovo canile, una somma del tutto insufficiente tant'è che il bando è andato deserto. Bando di gestione che anche lo scorso anno in pieno lockdown è andato deserto per via dei tempi insufficienti per presentare la domanda. Oggi con il commissariamento si sta assistendo ad una sottovalutazione di queste problematiche per via del numero e della gravosità delle altre questioni che attanagliano la città. Le associazioni animaliste quindi si trovano in una situazione di totale abbandono, senza regole e senza aiuti, messe nella situazione di doversi fare la guerra. 

Facendo un distinguo ed plauso a chi nonostante ciò continui a lavorare bene ed in maniera veramente eroica, si è creata comunque questa sorta di anarchia fatta di fazioni e diffidenza, in cui la caccia alle donazioni rappresenta l'ossigeno e si è purtroppo permeabili a chi non abbia i requisiti e le competenze per occuparsi di un così gravoso compito. Senza una definizione dei ruoli, una programmazione a lungo termine e senza un censimento ed una valutazione istituzionale delle realtà presenti sul territorio abbiamo ereditato un sistema degenerato che può riprodurre facilmente situazioni di poca trasparenza , conflitti ed uso improprio delle donazioni stesse. 

Come dicevo, un sistema del genere vede tutti nella situazione di vittime, anche se si aggrediscono a vicenda. E' La cosiddetta guerra tra poveri, a danno di chi lavora bene e sui quali sono scaricate tutte le responsabilità nonché il dramma della città più insensibile d'Italia, amministrativamente parlando, ai diritti degli animali.

Francesco Strippoli