Vieste, riaprono il Museco civico Archeologico e il Parco La Salata: visite da prenotare per tutta l'estate

Lunedì 12 Luglio 2021
Riaprono al pubblico, dopo i positivi riscontri delle passate stagioni estive, il Museo Civico Archeologico Michele Petrone e il Parco Archeologico di Santa Maria di Merino-La Salata di Vieste.

Il Comune di Vieste, con il coordinamento scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, coadiuvato da Archeologica s.r.l. - Servizi e Progetti per i Beni Culturali, riapre due dei suoi principali attrattori turistici per i mesi di luglio, agosto e settembre: i turisti italiani e stranieri in vacanza a Vieste e sul Gargano potranno prenotare una visita alla necropoli "La Salata" e al museo civico "M. Petrone" e apprezzare gli allestimenti che valorizzano lo straordinario patrimonio culturale viestano.

Intitolato al medico Michele Petrone (1867-1935), Regio Ispettore Onorario dei Monumenti e Antichità di Vieste che donò al comune la sua collezione di reperti archeologici, il nuovo allestimento del Museo Civico Archeologico è ospitato nel complesso conventuale della Beata Vergine degli Angeli. Le prime sale del percorso espositivo mostrano una selezione dei numerosi reperti provenienti dal territorio databili dall'Età dei Metalli all'Età ellenistico-romana.

Tra questi, spiccano le epigrafi con testo in greco antico ritrovate proprio a Vieste, le cosiddette "iscrizioni messapiche", iscrizioni votive dedicate a Demetra e il ricco nucleo di anfore da trasporto ed ancore in pietra e in piombo di età romana e tardo antica. Le altre sale del piano terra sono riservate alle miniere preistoriche di selce del territorio di Vieste, tra cui la miniera più antica d'Europa, la Defensola. Salendo al primo piano dell'edificio, nella grande sala, è esposto il ricco corredo della tomba a semicamera rinvenuta nel cortile del Palazzo Comunale di Vieste.

Al suo interno sono stati recuperati i resti di ventisei individui, adulti e bambini, appartenenti a un medesimo gruppo familiare, deposti durante un arco cronologico compreso tra il III e il II sec. a.C. Eccezionali sono i ricchi corredi rinvenuti: piatti, unguentari, fibule, strigili e monete, preziosi oggetti in osso. Da segnalare la lagynos acroma a corpo biconico, un vaso utilizzato nei rituali delle feste dionisiache; l'oinochoe di tipo alessandrino in pasta vitrea, ornato con un motivo a piuma e festone; il pendaglio in oro a doppia lamina; lo sphraghis scaraboide in cristallo di rocca con la pregevole incisione di un cane dalla silhouette slanciata, probabilmente un cirneco dell'Etna, razza molto antica importata da mercanti fenici.

La Necropoli La Salata è un articolato complesso funerario ipogeico di età tardoantica posto a nord-ovest di Vieste, nei pressi della villa romana e del Santuario di Santa Maria di Merino. Il complesso è costituito da nove ipogei funerari che si sviluppano attorno a un'area subdiale più antica e sepolture scavate lungo la parete a strapiombo 80 loculi, isolati o sovrapposti, talvolta per file di due, a cui si alternano una decina di arcosoli, per lo più monosomi scavati con discreta perizia, in alcuni casi al di sopra delle file di loculi, databili lungo un arco cronologico che va dal IV al VI secolo d.C.

Lo spazio semicircolare a cielo aperto è caratterizzato da forme e sarcofagi in muratura, coperti da tegoloni, allineati lungo le pareti degli anfratti, mentre la porzione centrale era lasciata libera per i riti di deposizione. Le strutture ipogeiche presentano diverse planimetrie dettate dall'andamento della roccia, in alcuni casi dotate di dromos di accesso; all'interno ospitano tombe ad arcosolio monosome o polisome, loculi e formae scavate nel piano pavimentale.

A partire dal mese di luglio e per tutto agosto e settembre sarà dunque possibile visitare su prenotazione i due principali luoghi della cultura di Vieste.