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Divampa la polemica sui buoni pasto Covid a Troia: 'La maggioranza proponga una commissione consiliare d'inchiesta'

Si infiamma il dibattito politico tra maggioranza e minoranza al Comune di Troia. Galeotta fu una interrogazione del capogruppo di maggioranza Antonio D'Apice avente ad oggetto un post sui buoni spesa dal titolo "Per Grazia Ricevuta" della consigliera d'opposizione Dina Pillo di Città Libera, di cui ha dato lettura in aula consiliare.

Il movimento di Città Libera ha replicato, ironicamente, con un manifesto dal titolo: la PILLOla non va giù - buoni spesa - emergenza Covid: botti di fine anno. "Il nuovo avviso per i buoni spesa sarà un po' più stringente, cioè avrà dei criteri un po' più rigidi rispetto a quello dell'avviso precedente, in quanto in questo caso non sono fondi governativi ma sono fondi comunali e quindi di conseguenza abbiamo cercato di individuare una platea di persone, quella fascia di popolazione che veramente si trova in estrema, ma dico estrema difficoltà". Così si esprimeva il sindaco Leonardo Cavalieri in una diretta Facebook il 15 maggio 2020.

Nel post sotto accusa, Pillo si augurava di non leggere nell'elenco dei beneficiari di buoni spesa i nominativi di ditte amiche e compagni lavoratori in servizio ma solo ed esclusivamente di bisognosi, al fine di fugare i dubbi sul presunto uso distorto dei buoni che avrebbe destato perplessità tra gli stessi commercianti "quando si sono trovati di fronte persone che non avevano alcuna difficoltà a mettere piatti a tavola", evidenziano dall'opposizione. "E allora? Distribuzione a pioggia con fantasia? - si chiedono ancora dalla minoranza -. Finalmente anche nella maggioranza qualcuno comincia a fare domande: il consigliere D'Apice, già assessore ai servizi sociali, relegato ormai ad un ruolo da comprimario, chiede con interrogazione urgente rivolta al sindaco di sapere se quanto denunciato dalla consigliera Pillo (ma anche dagli altri consiglieri di Città Libera) circa la concessione dei buoni 'a ditte amiche e compagni lavoratori in servizio' sia intervenuta nel pieno della legittimità".

"Ci ha fatto sorridere che un 'sindaco impacciato' - continuano i rappresentanti di Città Libera - non sia stato in grado di rispondere chiaramente nell'immediato ma si sia riservato di rispondere previa 'consultazione' e relazione della Pillo. 'Come gruppo consiliare dei Democratici Insieme, in attesa di risposta, non ci presenteremo alle sedute consiliari alle quali sarà presente la consigliera Pillo': ha sottolineato D'Apice. Una minaccia ridicola nei confronti di una consigliera scomoda, una vera spina nel fianco dell'attuale maggioranza che mal sopporta critiche puntuali e circostanziate e vorrebbe tapparle la bocca con metodi antidemocratici al limite della legalità e dell'agibilità democratica garantita ad ogni rappresentante del popolo troiano".

"Non voglio minacciare nessuno ma 500 persone mi hanno votato. Io ho basato tutta la mia attività politica solo sulla mia onestà e credibilità; se la consigliera Pillo ha certezza di queste cose, dica quello che sa. Se è successa una cosa del genere me ne vado a casa": ha tuonato l'assessore Fausto Aquilino avvertendo di essere pronto a dimettersi, secondo quanto riferito dalla stessa opposizione. "Non dubitiamo della buona fede di alcuni consiglieri di maggioranza, in primis di D'Apice e di Aquilino ma è chiaro che ci siano mal di pancia nella maggioranza e quindi 'la busta alla Pillo, la lettera al sindaco' - fanno notare ancora la Città Libera -. Ci vogliono vedere chiaro anche loro. Ma poi, non presentarsi in consiglio comunale significherebbe bloccare le attività amministrative: Cavalieri se lo può permettere? Se quindi, realmente come dichiarato, vogliono salvare l'onorabilità del consiglio comunale, a D'Apice e Aquilino, non resta che proporre una commissione consiliare di inchiesta e magari dare loro stessi la disponibilità a farvi parte: noi senz'altro non faremo mancare il nostro apporto. Ma ne avranno il coraggio?".

"La maggioranza non dispone di alcun potere o signoria sulla minoranza, e non darò - ribatte la stessa Pillo - alcuna risposta alla provocatoria e irrituale richiesta, non per mancanza di dati, (l'elenco dei beneficiari conferma, senza tema di smentita, ogni mia affermazione), ma per essere in linea sia con disposizioni di legge Tuel e di regolamento comunale, sia con le più elementari regole del gioco democratico". "Sfidiamo - rilanciano la consigliera e Città Libera -, sindaco ed assessori a costituire una commissione d'inchiesta al fine di verificare se una sola delle accuse riportate nei post non trovi riscontro nell'elenco dei beneficiari dei buoni spesa. Nelle democrazie occidentali è la minoranza che, nel suo ruolo di controllo e di proposta, interroga la maggioranza".

Per Pillo l'interrogazione è irricevibile e strumentale, "considerato che in tutti gli 8 mila comuni italiani a post e manifesti, le forze politiche chiamate in causa rispondono con identici strumenti, propongono commissione di inchiesta o si rivolgono a chi di competenza, se ritengono che le notizie non corrispondono al vero". "In più - incalza la consigliera - ha in sé un messaggio minatorio, ricattatorio e lesivo del mio ruolo istituzionale. Si tenta di coartare la volontà di una rappresentante del popolo, ritenuta forse scomoda, annullando la sua capacità di azione, proposta, critica politico-amministrativa e determinazione. Va da sé che a difesa delle mie prerogative di consigliere comunale, dell'agibilità democratica che va garantita senza se e senza ma a tutti i rappresentanti del popolo, della libertà di espressione tutelata dalla Costituzione italiana, del libero svolgimento delle mie funzioni, porterò tale squallido e liberticida tentativo di mettermi il bavaglio e limitare il mio diritto di critica politica all'attenzione di tutte le istituzioni democratiche e della giustizia italiana ed europea".

Cinzia Celeste