KULTURKRITIK | Prevenzione e salute, un fatto culturale

Venerdì 9 Aprile 2021
L'11 Aprile del 1947 l'Italia aderisce all'Organizzazione Mondiale della Sanità. L'OMS istituita ufficialmente nel 1948 con sede a Ginevra, conta l'adesione di ben 194 Stati Membri. Da circa 70 anni il 7 Aprile di ogni anno viene celebrata la giornata internazionale della salute. Questo secondo anno di pandemia causata dal virus, ci ha permesso di riflettere su molte cose, non da ultimo sul valore concreto della salute. Ma nella nostra cultura quanto peso effettivo diamo al benessere psico-fisico? Potrebbe venirci in aiuto la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che nel 1948 definisce la salute come "uno stato di completo benessere fisico, sociale e mentale, e non soltanto l'assenza di malattia o di infermità. La salute viene considerata non tanto una condizione astratta, quanto un mezzo finalizzato ad un obiettivo che, in termini operativi, si può considerare una risorsa che permette alle persone di condurre una vita produttiva sul piano individuale, sociale ed economico. La salute è una risorsa per la vita quotidiana e non lo scopo dell'esistenza. Si tratta di un concetto positivo che valorizza le risorse sociali e personali, oltre alle capacità fisiche." Dunque ci appare evidente come lo stato di benessere di un individuo sia determinato da più fattori connessi tra loro: condizioni sociali ed economiche, ambiente fisico, stili di vita individuali, eccetera. La promozione della salute non è un processo isolato e limitato ad una sensibilizzazione intermittente, ciò che manca è la reale consapevolezza che non vi è benessere se non si predispone i contesti di vita ad essere anche luoghi di salute. I nostri stili di vita e le nostre abitudini sembrano rincorrere un benessere più effimero, che contempla l'essenza di malattia e non considera la stretta correlazione fra i tre livelli psico-fisico-sociale. La malattia non è solo di natura organica, Martin Seligman fondatore della psicologia positiva, aveva già posto l'accento sull'importanza dei contesti di vita, mostrando il filo conduttore che unisce salute, benessere e prevenzione, focus dei suoi studi. L'OMS è abbastanza chiara quando afferma che "La prevenzione primaria è volta a prevenire l'insorgere iniziale di una malattia. La prevenzione secondaria e terziaria sono invece volte ad arrestare o a ritardare le malattie già esistenti e i loro effetti". Eppure la prevenzione primaria non sembra godere dello stesso successo delle altre due. I nostri stili di vita sono del tutti lasciati al caso, l'informazione mediocre e incompleta di cui siamo spesso i malcapitati destinatari ci spinge sempre più distanti dalla missione iniziale di alfabetizzazione alla salute, e la mancanza di una Health Education concreta ne è la prova. La dittatura del farmaco ci lascia credere che un equilibrio psico-fisico sia perseguibile attraverso l'assenza di un sintomo, delegando alle industrie farmaceutiche il controllo della nostra salute. Ma quest'ultima non è solo un fatto sanitario, è un diritto e un bene individuale e collettivo, è una risorsa per la società. Come viene confermato dal nuovo modello di politica europea Health 2020: "i governi spendono per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie solo una piccola percentuale del fondo sanitario che hanno a disposizione". La salute dunque non è solo una questione sanitaria, ma è influenzata dalla cultura e dalle scelte politiche, diventa fondamentale affrontare le disuguaglianze sociali che contribuiscono a ritardare il ricorso ai servizi sanitari, e creare le condizioni necessarie per poter compiere delle scelte di vita sane e consapevoli. Secondo il Rapporto sullo Sviluppo Umano del 2003 (Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite): "L'istruzione, la salute, la nutrizione, l'acqua e l'igiene si completano l'uno con l'altro e gli investimenti fatti in ognuno di questi settori contribuiscono a migliorare i risultati negli altri". Una società per definirsi sana deve occuparsi della salute dei suoi membri cominciando a considerare contesti e comportamenti. La Dichiarazione di Mosca sugli Stili di Vita Salutari e sul Controllo delle Malattie non Trasmissibili (2011) afferma: "un cambio di paradigma è indispensabile di fronte alle sfide imposte dalle Malattie non Trasmissibili, dal momento che queste malattie non sono solo causate da fattori biomedici ma possono anche essere causate, o fortemente influenzate, da fattori comportamentali, ambientali, sociali ed economici". 
Simona Regina