La morte di Cipriani, il latinista con la passione per arte e teatro

Giovedì 8 Aprile 2021
La scomparsa di Giovanni Cipriani, ordinario di letteratura latina, già prorettore ed ex preside dell'allora Facoltà di Lettere dell'Università di Foggia, ha suscitato numerose reazioni nel capoluogo daunio.
Maria Luigia Cirillo, versatile artista foggiana, lo affiancò quando era assessore alla cultura col sindaco Orazio Ciliberti.

"Ricordo perfettamente quel periodo. Gianni fu scelto per occuparsi della programmazione culturale cittadina", racconta a l'Attacco Cirillo. "La sua ambizione maggiore fu quella di fare della facoltà di lettere una fucina di eventi culturali di ampio respiro, scegliendo il teatro come settore in cui far convergere gran parte degli stimoli culturali. Una delle caratteristiche maggiori del suo operato da assessore fu quella di tenere le porte sempre aperte all'ascolto delle diverse istanze, un modo aperto di fare politica". Ma la collaborazione e la frequentazione finirono per interrompersi a causa di fattori esterni.
Controverso fu il rapporto tra la pittrice foggiana e il docente recentemente scomparso. Il motivo della rottura fu, a quanto fa sapere Cirillo, il coinvolgimento in un'operazione culturale, che finì per escludere la stessa artista, dell'antropologa Patrizia Resta, docente ordinario dell'ateneo daunio. "Il nostro rapporto fu sempre molto schietto, ma purtroppo ebbe una battuta d'arresto quando Gianni mi chiese del materiale circa i riti magici del territorio di Capitanata per allestire una mostra che divenne poi argomento di uno studio condotto con Resta. Da allora ci perdemmo di vista, pur nutrendo l'uno per l'altra sempre grande stima".

"La giunta guidata da Orazio", continua Cirillo, "era formata da grandi sognatori. Non mancarono scelte che finirono per essere contestate e incomprese dalla comunità, a partire dalla partecipazione di Sergio Rubino ad un evento culturale organizzato alla Città del Cinema, criticato per il cachet alto che il regista chiese. Ma con quell'evento Gianni aprì a collaborazioni di livello tra l'Unifg e la città di Foggia e gli artisti. Conosceva molto bene le dinamiche del mondo accademico, entro cui sapeva destreggiarsi come nessuno, come se ci fosse nato. Sapeva come arrivare al potere".

Stefania Creatura, docente di lettere al liceo Pavoncelli di Cerignola e ex allieva, si laureò con Cipriani: "Era uno dei docenti che preferivo maggiormente. Di lui apprezzavo le capacità didattiche in grado di far appassionare alla disciplina e rendendola attuale".

"Medea, Didone, Fedra e le altre. Delle eroine classiche sapeva creare arabeschi, unendo i versi alla forza icastica di un dipinto, le rivisitazioni moderne all'acribia filologica", afferma a l'Attacco Rossella Palmieri, docente di letteratura teatrale in Unifg.

"Sapeva spingersi sempre un passo in là, ibridando forme e stili, la musica al teatro. Su quest'ultimo, condivisa passione, non sono mancate divergenze e prese di posizione differenti. Se questo personale ricordo ha la pretesa di essere autentico, come lo è, è doveroso ricordare tanto le divergenze di pensiero, pur preziose, quanto le convergenze. Due in particolare. La prima è racchiusa in un bel volume a sua cura: L'antiquité face à face. Il Grand Tour e l'esperienza del classico. La nostra condivisa passione per il teatro si era estesa anche alla civiltà francese e con grandissima e generosa apertura accettò nella miscellanea un mio lavoro su Musset, autore francese ancora poco studiato nel suo lato 'classico'. Accanto a questa condivisione c'è quella eminentemente teatrale, in occasione della sua messa in scena del Miles gloriosus di Plauto. Avrebbe applaudito dalla platea con la gradevolezza di un sorriso, lo stesso che vidi un giorno nei corridoi del Dipartimento di Lettere prima della lezione. Era un mattino di gennaio, prima della pandemia: ancora una volta, curiosamente, le nostre strade tra l'antico e il moderno si incrociavano. Capitavamo sempre, infatti, in aule diverse, nelle prime ore del mattino per le nostre rispettive lezioni. Gli dissi in quella circostanza di essere un'allodola, di trarre il meglio dalle prime ore del giorno. È stato il suo ultimo sorriso, forse una bella concessione, chissà, a uno spirito un po' ribelle".
Nessun commento ha voluto offrire l'ex Magnifico Giuliano Volpe.
(Claudia E. Ferrante - l'Attacco)©