Eureka!, Furore tenta di ''avvicinare'' l'Europa alle aziende pugliesi

Lunedì 5 Luglio 2021
Che si creda o meno, la Puglia, purtroppo, resta ancora una delle regioni maggiormente distanti dall'Europa. Lo dicono i dati, il mezzogiorno italiano e, in particolar modo le aziende pugliesi e di Capitanata, perdono ogni giorno importanti occasioni per cambiare davvero le cose.

Eppure i soldi ci sono e i talenti non mancano. Bisogna solo drizzare le orecchie, rimboccarsi le maniche e darsi da fare pur di non perdere importanti investimenti che l'Europa, appunto, destina ogni anno alle nazioni.

Proprio con l'obiettivo di rovesciare questa prassi, accorciando di fatto le distanze con Bruxelles, si sono svolti, per la sua seconda edizione, il progetto Eureka! I love learning l'iniziativa dell'europarlamentare Mario Furore e fortemente voluta per incentivare le aziende regionali e soprattutto di Capitanata.

"Purtroppo i pugliesi si cimentano ancora troppo poco soprattutto sui fondi a gestione diretta che rappresentano oggi una gran bella opportunità dal punto di vista del territorio perché finanziano programmi sull'ecologia, sull'innovazione e sulla ricerca scientifica che davvero possono dare una svolta e un'economia reale a questi territori - esordisce a l'Attacco l'europarlamentare foggiano - ci sarebbe poi tutta la partita dei fondi strutturali, fondi europei gestiti però dai Ministeri e dalle regioni. Basta osservare ciò che è successo col Psr, dove abbiamo detenuto la maglia nera nella spesa dei fondi per l'agricoltura".

Proprio su tale aspetto ci sono stati degli interventi da parte di agricoltori che hanno lamentato questa incresciosa situazione. Insomma l'obiettivo è quello di invertire la tendenza. Come? Attraverso la formazione e l'informazione come suggerito dallo stesso Furore che ha poi aggiunto: "Bisogna anzitutto investire su una classe generazionale nuova di euro-progettisti a disposizione degli enti e delle aziende. Chi entra oggi a lavorare nella Pubblica Amministrazione deve saper progettare ed avere una connessione con l'Europa o non si va da nessuna parte", rincara Furore.

Per l'occasione è stato proprio il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, in collegamento da Roma, ad inaugurare la seconda edizione di Eureka! I love Learning che, considerando le restrizioni da Covid-19 ha comunque registrato numeri importanti.

"C'è stata una bella risposta - commenta - sono tanti gli imprenditori che sono curiosi di cimentarsi con la progettazione europea. Spesso si hanno idee ma non si sa da dove cominciare. Oltre alle aziende di Capitanata abbiamo registrato la presenza di UnionCamere Puglia e in collegamento sono state invitate tutte le Confindustria e le Confcommercio pugliesi. Ci sono stati imprenditori di tutta la regione".

Primo step: tener d'occhio i progetti europei. "C'è un portale della Commissione europea che si chiama Funding and Tender portals che dà la misura di quelli che sono i progetti da seguire - spiega Furore - bisogna inoltre avviarsi quanto prima e cercare partners esteri (il progetto a gestione diretta richiede almeno due partneship con altri Paesi membri dell'Unione, ndr): Cin sono fondi che permettano al collaborazione anche con quei Paesi che vogliono entrare nell'Unione Europea, come la stessa Albania e quindi all'opportunità per la Puglia di stringere accordi con i Paesi balcani".

I lavori si sono concentrati sui settori chiave della ricerca scientifica, dell'innovazione e della Green Economy con autorevoli ospiti della BEI, la Banca Europea per gli investimenti, e della Commissione Europea ed esperti in materia di euro-progettazione.

È stato previsto anche un focus sulla Legge Ue sul clima che impegna a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e richiede alle imprese di cambiare la propria politica in materia di economia circolare. "Abbiamo voluto innescare un circuito virtuoso - conclude Furore - la provincia di Foggia, la Puglia e il Sud possono e devono fare la loro parte, invertire la tendenza e primeggiare nelle graduatorie di merito della Commissione Europea".

Mauro Pitullo