DARe, addio a dg, comitato e revisori. Statuto modificato. Asse Sinigaglia-Rotice

Giovedì 3 Giugno 2021
Cambia profondamente lo statuto del DARe Puglia, il Distretto Agroalimentare Regionale di cui è socia di maggioranza col 10,6% del capitale sociale l'Università di Foggia. Le modifiche - che attengono alle tipologie di soci, agli organi, al capitale sociale - sono state approvate dal cda dell'Ateneo lo scorso 26 aprile.

Il DARe nacque dalla trasformazione del Biopolo Dauno, società consortile a responsabilità limitata, fu creata nel 2004 con il sostegno dell'Università di  Foggia  nell'ambito  del  Programma  Regionale  Azioni  Innovative  - P.R.A.I. Oggi è una  società  consortile  a  responsabilità  limitata,  che  rappresenta l'interfaccia  per  il  trasferimento  tecnologico  del sistema  della  ricerca pugliese verso il sistema agroalimentare. L'Ateneo daunio non solo detiene la più rilevante quota di partecipazione tra i soci del DARe ma anche la  maggioranza relativa delle quote societarie appartenente alle Università pugliesi.

Le modifiche statutarie sono state proposte ai soci nell'assemblea dei soci del 6 maggio scorso. Si ampliano la missione e oggetto sociale: il DARe si propone e svolge, senza scopo alcuno di lucro, varie  attività  per  realizzare  un Distretto tecnologico e produttivo nel settore agroalimentare ed ora anche agroindustriale in Puglia. Scompaiono il direttore generale (l'ultimo è stato il professore Unifg Gianluca Nardone, attuale direttore del Dipartimento regionale dell'Agricoltura), il Comitato tecnico scientifico e il collegio sindacale o sindaco unico. La società potrà volontariamente nominare un Comitato tecnico scientifico e, se non obbligatorio, un organo di controllo. Spariscono le tipologie di soci ammessi tra gli organismi pubblici  e  privati  con  sede anche  secondarie in  Puglia: il vecchio statuto richiedeva che si trattasse di Università, Politecnici e altre istituzioni universitarie pugliesi, enti  pubblici  o  privati qualificabili come  "organismi  di ricerca", enti  pubblici  (territoriali  e  non  territoriali)  non ricompresi nelle categorie precedenti, organismi  privati  iscritti  nel registro delle imprese, associazioni di categoria e altri soggetti non iscritti al registro delle imprese e comunque non ricompresi in una delle precedenti categorie. Tra il 2011 e il 2018 il DARe Puglia ha chiuso i bilanci quasi sempre in perdita (-35.397 euro, -308.186 euro, -216.898 euro, -179.278 euro, -297.809 euro, 47.605 euro nel 2016, -175.463 euro nel 2017, -159.443 euro nel 2018, -22.422 euro nel 2019).

Il passivo è aumentato esponenzialmente: 2.222.601 euro nel 2011, poi 2.095.474 euro, 19.369.678 euro, 18.565.458 euro, 14.345.888 euro, 12.455.258 euro, 11.318.095 euro e infine 10.914.521 euro al 31/12/2018. Nel 2015 l'Ateneo mantenne la partecipazione, oltre che per motivi strategici, anche perché la società si era adoperata per variare la composizione  degli  organi  di  governo  e  ridurre  il  numero  degli  amministratori  da  un  massimo  di  21  ad  un  massimo  di  11  membri. A fine 2018 il cda del DARe deliberò di  riconoscere  l'esistenza  di  perdite  per  598.094 euro,  di  ripianare  parte della  perdita,  mediante  l'utilizzo  della  riserva  legale  di  108.849 euro e  di  ridurre  il  capitale  sociale  di  500mila euro, portandolo da mezzo milione di euro ad appena 10.755 euro. In seguito, a marzo 2019, fu  deliberato  di  aumentare  il capitale  sociale  fino  a 250mila euro. Il cda dell'Ateneo a maggio 2019 approvò il mantenimento della  partecipazione  dando  atto che  era  in  corso  un'operazione  di  ricapitalizzazione volta  a  sostenere  le  iniziative  di  riorganizzazione  e  di  sviluppo funzionali alla continuità e alla operatività aziendale. Una ricapitalizzazione che era finalizzata anche a scongiurare la perdita per il sistema universitario pugliese di fondi ministeriali per circa 10 milioni di euro. L'attuale cda - in carica dal giugno 2019 fino al 31 dicembre 2021 - è presieduto dall'ex prorettrice Milena Sinigaglia, direttrice del dipartimento DAFNE, e ha come consiglieri tre assindustriali: l'ex presidente di Confindustria Gianni Rotice, Leonardo Boschetti e Maria Pia Liguori. Tali incarichi sono a titolo gratuito.

Il legame tra Sinigaglia e Rotice appare saldissimo. Il nuovo presidente di via Valentini Vista Franco, Dimauro - come aveva anticipato, dietro le quinte, il presidente onorario e reggente Zanasi - ha annunciato da subito di volere che l'ingegnere sipontino (che ha abbandonato col suo gruppo l'associazione degli industriali) lasci i cda in cui fu eletto (DARe, Camera di commercio, Unifg) pena il venir meno dei rapporti tra tali realtà e Confindustria. Dal canto suo, Sinigaglia ha deciso di aggiungere ai propri, molteplici incarichi anche la presenza nella neonata associazione fondata da Rotice, D'Alba e altri fuoriusciti da Confindustria. Si tratta di Impresa Puglia, organizzazione presieduta da D'Alba alla quale aderiscono imprese di tutti i settori merceologici e dei servizi, professionisti ed enti accomunati dall'obiettivo di favorire il progresso e lo sviluppo delle imprese.
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