Sequestrato un milione di euro a un cittadino lucerino residente a Riccione

Mercoledì 2 Giugno 2021
Il 25 maggio scorso il Tribunale di Bologna, sezione misure di prevenzione, ha confermato il lavoro investigativo svolto dalla Polizia di Stato, emettendo il provvedimento di confisca dei beni già sequestrati a fine gennaio scorso nei confronti di un cittadino italiano, originario di Lucera ma residente da diversi anni a Riccione, accogliendo interamente le richieste avanzate dal Questore di Rimini, Francesco De Cicco.

La "squadra", nei giorni scorsi, ha provveduto alla notifica del citato provvedimento ablativo all'uomo, un pregiudicato di 59 anni, al quale sono stati confiscati i beni: dieci immobili (tra abitazioni e alcuni box auto) ubicati nella provincia di Rimini, nel comune di Riccione, in quello di Milano, Assago e Lodi, un autoveicolo e cinque conti correnti nonché cassette di sicurezza contenenti oro e denaro in contante, già oggetto di sequestro. Il valore si avvicina al milione di euro.

L'operazione è scattata all'alba di venerdì 28 maggio e ha visto complessivamente impegnati una ventina di agenti della Questura di Rimini, con il coinvolgimento di personale delle Questure di Milano e di Lodi.

La Divisione anticrimine della Questura di Rimini ha impiegato circa otto mesi a effettuare mirate e complesse indagini che hanno interessato le vicende giudiziarie e l'analisi patrimoniale del soggetto, ricostruendo 40 anni di vita dello stesso e dimostrando che la sua attività illecita era iniziata già dai primi anni '80 e che gli esigui redditi percepiti dalle poche attività lecite intraprese dall'uomo e dal suo nucleo familiare non erano in alcun modo sufficienti ad assicurare neanche un livello di vita di pura sussistenza.

In particolare, la Questura ha riscontrato le diverse condanne del medesimo per reati di sfruttamento della prostituzione, contro la persona (sequestro di persona e minacce) e spaccio di sostanze stupefacenti, ha dimostrato come i negozi giuridici dispositivi dei beni volti al conferimento di alcune proprietà ai figli e parenti - non gravati da precedenti penali significativi - fossero solo un espediente per realizzare una intestazione fittizia.