Dall'azienda CaiPet, lettiere per topi di laboratorio. E' seconda in Italia a produrre per il settore della ricerca scientifica

Venerdì 2 Aprile 2021
CaiPet srl è una giovane realtà aziendale di San Severo. Nasce nel 2011 e in occasione del decennale, ha legittime mire espansionistiche, soprattutto sui mercati esteri. CaiPet è una delle due aziende italiane che realizza, fondamentalmente, lettiere per topi. Lettiere particolari per i roditori da laboratori scientifici e centri ricerca. La fabbrica e la sede legale sono a San Severo, l'interfaccia commerciale è a Roma.

CaiPet nasce dall'idea imprenditoriale dei fratelli Corrado e Maria Grazia Caiafa e si pone come obiettivo la soddisfazione delle esigenze di mercato dei laboratori di ricerca in Italia e all'estero. Attualmente riesce a dare servizi più completi, al di là della "particolare" lettiera.

"Presto contiamo di poter soddisfare anche il mercato domestico, considerando l'aumento dei piccoli 'amici a 4 zampe' nelle nostre abitazioni (gatti, criceti, coniglietti, ecc.) - ha esordito a l'Attacco, Corrado Caiafa, legale rappresentante dell'azienda - Principalmente lavoriamo nel settore pubblico (università, Istituto Superiore di Sanità, case farmaceutiche, ecc.) ma abbiamo anche commesse con realtà private. In Italia siamo solo in due a fornire questo tipo di prodotto specifico".

Il "perché" della particolarità della lettiera per topi da laboratorio di ricerca, lo spiega a l'Attacco, Maria Grazia Caiafa, responsabile commerciale di CaiPet: "L'idea di fare lettiera per topi da laboratorio è nata da un contatto con un veterinario di un grande centro di ricerca a Roma. Di lì il progetto, lo studio di tutto quello che serviva per mettere su l'azienda. La nostra è una storia in continua evoluzione. Ci miglioriamo anno per anno. Siamo nati per fare solo un prodotto e poi abbiamo messo su un'ampia scelta per il cliente. La lettiera per il topo da laboratorio è importante perché il grazioso animale ci passa tutta la giornata, ci fa il nido e fa crescere anche la famiglia. Quindi - ha continuato - non deve avere odori, deve garantire la salubrità degli ambienti e non deve generare polveri, anche per evitare problemi agli impianti di aspirazione del laboratorio. La materia prima è il legno ma la nostra azienda guarda anche all'ecologia e usa scarti di legno vergine che, diversamente, non troverebbero nessun altro impiego. Il legno viene lavorato per gli scopi aziendali legati all'esigenza del cliente e del benessere dell'animale".

Una realtà aziendale in espansione, in un momento molto difficile per l'economia: "Fare impresa non è facile, soprattutto al Sud dove, a volte, non trovi nemmeno l'indotto per fare impresa - ha confermato Maria Grazia Caiafa - Ma i nostri standard sono molto rigorosi. Per garantire la qualità della nostra lettiera, facciamo effettuare regolarmente analisi microbiologiche e pesticidi attraverso laboratori indipendenti e certificati. Questi controlli garantiscono l'assenza di contaminanti nella materia prima e assicurano la qualità per il suo utilizzo perché il benessere del topo che contribuisce alla ricerca scientifica è importante. Oggi la nostra azienda offre ai clienti una gamma di prodotti dalla lettiera che va messa nella gabbia del topo all'arricchimento ambientale. Cioè una serie di prodotti per il benessere dell'animale (dal tubo di carta ai bastoncini di pioppo passando per la carta nido) da quando la direttiva europea 2010/63/UE ha obbligato i laboratori di ricerca ad adottarli. Ad alcuni laboratori forniamo anche il mangime. Negli anni abbiamo ampliato il ventaglio di prodotti, sempre con gli stessi standard di qualità. In un anno, lavoriamo circa 40.000 tonnellate di prodotto, tra lettiere e prodotti per il benessere dell'animale".

Sperando che, nella tragedia, la pandemia abbia insegnato che le risorse da dedicare alla ricerca sono fondamentali per tutta una serie di situazioni, a comunicare dalla "fuga dei cervelli". Le conclusioni di Maria Grazia Caifa: "I fondi del Recovery Plan possono salvare la ricerca italiana. Mentre altri Paesi europei, come Francia e Germania, pensano di utilizzare il finanziamento per la ripresa dopo la pandemia di Covid-19 per potenziare il loro sistema della ricerca, l'Italia, invece, rischia di restare inesorabilmente indietro, rinunciando a potenziare un settore cruciale per lo sviluppo e la ricchezza del Paese. Avere più fondi per la ricerca permetterebbe di assegnare finanziamenti per i giovani ricercatori su progetti selezionati con criteri meritocratici, di arruolare più dottori di ricerca e ricercatori a tempo pieno con nuovi concorsi e potenziare le infrastrutture. La CaiPet se lo augura e vuole aiutare la ricerca".
(Beniamino Pascale - l'Attacco)©