Senza bomber è un Foggia monco. Per essere competitivi ai massimi livelli serve un ultimo sforzo

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Ancora un ultimo tassello e poi sarà per davvero Foggia-grandi firme. Ma perché non si parli di bella incompiuta, ora serve l'affondo decisivo. Il più complicato da mettere a segno, ma quello che può regalare la più grande soddisfazione, e dare un senso finalmente compiuto a quello che è stato finora il mercato sfavillante dei rossoneri.

Ormai ci siamo, all’appello manca solo la ciliegina sulla torta, ovvero il bomber da doppia cifra che consenta al Foggia di fare il definitivo salto di qualità. E che si chiami Ferrante, o magari Santaniello, poco importa. Quella casella vuota fa specie, e presto va riempita. Lo chiede a gran voce Boscaglia, che comincia a pregustare la possibilità di guidare una squadra di valore assoluto, e l'ha capito anche il club, che sa perfettamente che per puntare ad una stagione coi fiocchi non può certo fare affidamento sui gol dell'italo-nigeriano Ogunseye, che per quanto si sia presentato ai suoi nuovi tifosi nel migliore dei modi, non sembra poter garantire i gol che servono per tentare la scalata alla B.

Per chiudere il cerchio manca ancora l'ultimo nome altisonante in grado di infiammare una tifoseria che già sogna ad occhi aperti, Nicola Canonico sinora ha sorpreso tutti per la tempestività con cui ha condotto le operazioni di mercato che hanno cambiato profondamente il volto del Foggia. Ora però è chiamato all'ultimo sacrificio (e che sforzo!) sul piano economico per consegnare nelle mani di Boscaglia quella che sembra avviata a diventare una autentica corazzata. In grado di giocarsela alla pari con le superfavorite Catanzaro e Crotone.

Il patron è stato di parola e non gli si può rimproverare nulla: tutti gli obiettivi messi nel mirino sono stati puntualmente raggiunti, anche a costo di esborsi che inevitabilmente andranno ad incidere (e pesantemente) sui costi di gestione attuali e futuri. Ma Canonico è fatto così, vuole vincere la sua personale scommessa che ha avviato dal giorno in cui ha deciso di rompere definitivamente con Pavone e Zeman.

E per riuscirci quest'anno non baderà a spese: "Tanto se sarò in grado di costruire una grande squadra, gli introiti si moltiplicheranno, e quindi il gioco varrà la candela". Deve essere stato pressappoco questo il ragionamento che la proprietà si è fatto per impiantare il Foggia del nuovo corso e per smentire i più scettici. E il primo riscontro che lascia intuire che la strategia messa in campo può risultare vincente arriva direttamente dalla campagna-abbonamenti.

Dove in pochi giorni si è già superata quota mille, e in proiezione (magari con l'arrivo del bomber di razza) si spera di superare quota 4mila sottoscrizioni. Davanti il club ha adesso ancora quasi un mese per colmare l'ultima lacuna e posizionarsi in prima fila nella griglia di partenza del campionato.

Ma serve l'accelerata decisiva per far alzare l’asticella delle ambizioni: dopo Nobile, Malomo, Odjer, Peralta e Schenetti, che costituiranno l'ossatura portante del nuovo Foggia assieme a Garattoni, Sciacca, Di Pasquale, Petermann e Curcio, serve piazzare il colpo finale. Lì davanti, dalla cintola in su la squadra comincia ad assumere le sembianze di una big, con Peralta, Curcio e Schenetti liberi di orchestrare nella metà campo avversaria lo spettacolo sembra garantito.

E’ chiaro poi che toccherà poi a Boscaglia fare in modo che i singoli interpreti diventino squadra assemblandosi fra di loro e metabolizzino lo spartito. Così com’è però il Foggia è monco, e necessita dell’ultimo ritocco di qualità per spiccare definitivamente il volo.

Alexis Ferrante alla fine resterà solo un sogno di mezza estate, per l’attaccante argentino la Ternana si è irrigidita ed ha alzato la posta. Difficile però che il club rossonero venga incontro alle richieste degli umbri, soprattutto dopo che ha optato per non far valere il diritto di riscatto fissato a 300mila euro. Servirà un’alternativa, dunque. Che sia valida e soprattutto sostenibile sotto il profilo economico.

Il Foggia sembra non aver fretta, e continua a dragare il mercato alla ricerca di quel profilo che risulti funzionale ad un sistema di gioco nel quale la punta vertice deve essere in grado di capitalizzare la mole di gioco prodotta dalla squadra.

Un nome che nelle ultime ore sembra essere entrato nei radar rossoneri è quello del 32enne Emanuele Santaniello della Turris (27 presenze ed 11 gol nell’ultima stagione). Il Foggia ci starebbe facendo su un pensierino concreto, anche se il club corallino non sembra molto propenso a disfarsi a cuor leggero del suo bomber scelto.

La trattativa è in piedi, e si attendono a stretto giro evoluzioni. Canonico non vorrà certo che si dica che per il centravanti ha avuto il braccino corto…