Foggia, è il tempo delle scelte

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Promossi e... bocciati. Il rientro in sede si avvicina, ed è tempo di prime valutazioni ad ampio raggio in casa Foggia.

Boscaglia può ritenersi moderatamente soddisfatto del lavoro svolto a Camporosso in questi primi 11 giorni di ritiro, il gruppo reagisce bene alle sollecitazioni del tecnico gelese, ed anche il primo test stagionale è stato nel complesso soddisfacente.
Anche se sempre di calcio d'agosto si tratta, e quindi è meglio non sbilanciarsi troppo. Contro il Pordenone a fare testo sono stati soprattutto i secondi 45', nel corso dei quali si sono visti all'opera quasi tutti i potenziali titolarissimi: promosse difesa e centrocampo, da rivedere invece la prima linea, che pur mettendo in vetrina l'italo-nigeriano Ogunseye (autore dello spunto decisivo che è valso la vittoria), resta un reparto incompleto.

La difesa è parsa già ben rodata attorno alla coppia Malomo- Sciacca, ma anche Di Pasquale e l'ultimo arrivato Papazov (il bulgaro classe 2001 si è legato al Foggia sino al giugno 2025 ndr) nella ripresa hanno tenuto testa agli avanti di una pari grado che in un paio di circostanze ha dovuto misurarsi con le prodezze di Nobile, al debutto in maglia rossonera e già padrone assoluto dell’area di rigore.
In mezzo al campo su tutti l'ex Palermo Odjer, subito a suo agio in fase di interdizione e rilancio davanti alla difesa, bene anche Frigerio che si è disimpegnato con buona personalità, mentre è apparso ancora in ritardo di condizione Petermann. Sottotono invece Di Noia e Peschetola, quasi mai entrati nel vivo della manovra.

Ma Il test di sabato scorso è servito anche a Boscaglia per approfondire la conoscenza di quegli elementi in prova che il club dovrà valutare di qui fino alla conclusione della prima fase del ritiro.
Due di essi (il portiere croato Guc e il difensore centrale Papazov) proseguiranno la loro avventura con il Foggia, per il difensore rumeno Barac, l'attaccante svedese Lindholm ed il centrocampista Ferrigno invece disco rosso, difficile che per i tre si possa prefigurare la permanenza.

Discorso a parte merita poi Oliver Kragl, che dopo il tira e molla col presidente Canonico aveva accettato di aggregarsi al gruppo in Friuli con l'intesa che, laddove fosse riuscito a convincere Boscaglia, avrebbe strappato un biennale.
Il tedesco di Wolfsburg col Pordenone è partito dall'inizio sul versante di sinistra dei tre della trequarti, ha evidenziato di essere in crescita sul piano fisico, ma non ha inciso più di tanto.
Boscaglia, che da bordo campo ne ha seguito le evoluzioni, non è rimasto particolarmente impressionato, l’ex Avellino sarebbe oltretutto di difficile collocazione tattica nel 4-2-3-1. Di quì le perplessità legate anche ad una adattabilità più generale al progetto che presenta inevitabilmente qualche cono d’ombra.
Più no che sì, dunque, l'impressione è che Kragl per la seconda volta consecutiva vedrà svanire la possibilità di tornare a vestire la maglia del Foggia. E a farsene una ragione alla fine sarà anche Canonico, convinto com’era di poter dimostrare che la scorsa stagione fu un errore non tesserarlo.

La rinuncia ormai pressocchè certa a Kragl, apre le porte all’arrivo di Andrea Schenetti, in predicato di sbarcare in Puglia già da qualche settimana, e che viene dato in arrivo in ritiro.
L’annuncio ufficiale a questo punto sarà una semplice formalità, il trequartista 30enne milanese appena svincolatosi dalla Virtus Entella nello scacchiere rossonero non agirà da sottopunta (in quel ruolo il preferito resta il capitano Alessio Curcio), ma il suo raggio di azione dovrebbe focalizzarsi sul versante sinistro dell’attacco, lì dove Kragl pare non sia riuscito a convincere.

Schenetti è un altro puntello di qualità che va ad irrobustire un organico che già può far leva sugli innesti di Nobile, Malomo, Odjer e Peralta, e sullo zoccolo duro composto da Garattoni, Nicolao, Di Pasquale, Sciacca, Petermann e Curcio.
E a proposito proprio degli ultimi quattro, che sono in scadenza nel prossimo giugno e che stanno discutendo con il club per ottenere il prolungamento (con tanto di adeguamento), sembrerebbe che l’arrivo a Camporosso del presidente Canonico abbia sortito l’attesa fumata bianca. Ancora nessuna conferma ufficiale, ma soprattutto per Curcio nelle ultime ore sarebbero stati fatti sensibili passi in avanti per la sua riconferma, dopo le voci insistenti che lo volevano in partenza vero altri lidi. La forbice della differenza fra domanda ed offerta si sarebbe assottigliata ed ora filtra un certo ottimismo. Ma anche per Sciacca, Di Pasquale e Petermann c’è la volontà del club di venire incontro alle richieste dei giocatori e di trovare un punto di intesa: Nicola Canonico, che domenica sera ha lasciato il ritiro ed è rientrato a Bari, se n’è tornato a casa dunque con qualche certezza in più. Ha visto la sua creatura al debutto piegare il Pordenone (che non è proprio l’ultimo arrivato) al termine di una prova di carattere.

Ed ora sa anche (probabilmente) che i suoi pezzi pregiati non si muoveranno da Foggia.