Il Commissario chiede la luna per la gestione dello Zaccheria

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Ora è tutto chiaro. E tutto torna. Ci sarebbe una ragione recondita per la quale il Calcio Foggia 1920 non avrebbe partecipato al bando d’asta del fallimento dell’US Foggia

per l’assegnazione degli arredi e delle attrezzature presenti all’interno dello stadio Zaccheria. Suppellettili che lo scorso aprile sono state assegnate per la modica ed irrisoria cifra di 2mila euro ad un privato (parrebbe un’azienda messinese, che il prossimo 4 luglio arriverà in città con un tir per spogliare gli uffici e le palestre del club).

A Nicola Canonico & C. però nel frattempo non interesserebbe più conservare gli uffici all’interno della struttura di Viale Ofanto, il Foggia già da qualche tempo è infatti alla ricerca di un appartamento in città per ubicare la sua nuova sede. E la location pare fosse stata anche già individuata non più tardi di un paio di mesi fa, prima che all’interno del club si registrasse qualche improvviso ribaltone.
Il patron sembra ormai fermo sulle sue posizioni ed avrebbe maturato la convinzione che, alla luce della richiesta dei commissari (che per la concessione in uso dello Zaccheria per i prossimi tre anni pare abbiano sparato alto, si parla di oltre 240mila euro ndr) valga la pena chiedere l’utilizzo dell’impianto in occasione solo delle gare casalinghe, concordando con Magno e soci una quota forfettaria da corrispondere ogni qualvolta il Foggia sarà impegnato in una partita ufficiale che sia essa di Campionato o di Coppa Italia. In tal modo, dunque, non sussisterebbero più le condizioni per occupare ancora gli altri locali dello Zaccheria destinati ad ospitare uffici, palestre e magazzini.

Dopo 30 anni, i commissari hanno approvato il regolamento per l’affidamento in gestione e la concessione in uso degli impianti sportivi cittadini. Che sono stati classificati in impianti sportivi di rilevanza imprenditoriale e privi di rilevanza economica, in quanto non generano introiti sufficienti a coprire i costi di gestione. Alla prima categoria appartiene lo stadio Pino Zaccheria, per il quale evidentemente è stato predisposto un tariffario che improvvisamente creerebbe qualche imbarazzo di troppo al club di Nicola Canonico, che si ritrova a dover fronteggiare un costo non preventivato. Il Foggia così sarebbe intenzionato a chiedere di utilizzare lo stadio in fitto, e nel frattempo si è messo alla ricerca di una nuova sede sociale.

Che in un primo momento era stata individuata in Via D’Adduzio, lì dove oggi ha trovato sede la Fondazione La Capitanata per lo Sport.
Quei locali pare che fossero stati messi nella disponibilità del Calcio Foggia 1920 da Fedele Sannella, ex patron del club rossonero, grazie all’interessamento diretto di Bellisario Masi.
Che poi però avrebbe deciso di privilegiare la Fondazione. I bene informati sostengono anche che sia stata quella la goccia che ha fatto traboccare il vaso e incrinato definitivamente i rapporti fra Canonico e l’ex vice-presidente onorario.

Che avrebbe successivamente spinto Masi ad uscire definitivamente di scena, in concomitanza anche con il divorzio da Zeman e Pavone.