E la Fortore Energia si defila

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Oggi il Foggia completerà l’iter per l’iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro.

In giornata il club a Firenze fisserà il primo step che ufficialmente aprirà anche la stagione agonistica 2022-23.
Ieri, invece, è stato il giorno che ha scritto definitivamente la parola fine sull’interessamento della Fortore Energia a subentrare al timone del club rossonero.

In prima serata, infatti, è giunta la nota ufficiale dell’azienda foggiana con la quale può ritenersi chiuso qualunque tipo di interlocuzione fra le parti: “Dopo aver presentato, in data 15 giugno, l’offerta per l’acquisto del pacchetto di maggioranza del Calcio Foggia 1920, ad oggi, il Gruppo Fortore non ha ricevuto alcun riscontro formale dal socio di maggioranza della Corporate Investments Group, se non un generico rifiuto affidato ad un comunicato stampa da parte del presidente, dott. Nicola Canonico - detta il comunicato stampa -. L’impossibilità di valutare con chiarezza la situazione economico/patrimoniale della società Calcio Foggia 1920, i dubbi sollevati dagli organi di controllo della Fortore Energia S.p.A. relativamente alla trasparenza dell’operazione e i tempi troppo ristretti che impediscono una seria e serena programmazione dell’attività sportiva e societaria, rendono inattuabile il proseguimento della trattativa. Per queste ragioni, il Gruppo Fortore considera decaduto ogni suo interesse all’acquisizione del pacchetto di maggioranza del Calcio Foggia 1920 e ritiene, al momento, di non dare più seguito ad alcuna trattativa con i soci della Corporate Investments Group”.
Fin quì la nota della Fortore, che argomenta una decisione che si è resa necessaria anche per via della chiusura totale da parte dell’attuale proprietà a prendere seriamente in considerazione una proposta circostanziata che aveva tenuto conto di quello che, a parere della Fortore, è oggi il reale valore del Calcio Foggia 1920.

Cioè 1,8 milioni di euro, non un cent di più a sentire il presidente del Gruppo Fortore Antonio Salandra, che a più riprese ha lasciato intendere di essere disponibile a sostenere economicamente il club e non le richieste dei soci. Un passaggio della nota diffusa conferma come non si siano creati i presupposti per avere chiara quale sia la reale situazione economica e patrimoniale del club, difficoltà che sono state confermate dagli organi di controllo della Fortore Energia sulla trasparenza di una operazione che fin dall’inizio si è rivelata piuttosto complessa. Valutazione che apre un fronte non di poco conto. In ogni caso non se ne farà nulla, con buona pace soprattutto di Nicola Canonico che fin dal primo momento ha mostrato scarso interesse nei riguardi di una trattativa che di fatto non è mai decollata soprattutto dopo che il patron rossonero ha avuto la certezza che sarebbero stati Zdenek Zeman e Peppino Pavone i due riferimenti sul piano tecnico di Salandra nel caso di positiva conclusione della trattativa.

Partita chiusa ancora prima di iniziare, che i margini fossero risicati era risaputo, solo un’offerta irrinunciabile avrebbe spinto Canonico a desistere. Ma così non è stato, ed allora è stato più semplice respingere al mittente la proposta irrevocabile d’acquisto. Per volere principalmente del patron rossonero. Ma forse anche della controparte che, si fosse mossa sottotraccia e lontano dalle luci dei riflettori, avrebbe raggiunto l’esito sperato. Forse, chissà.