Anche Pavone vuota il sacco

Calcio
Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Dopo Zeman, anche Pavone vuota il sacco.

E le stilettate che hanno raggiunto Nicola Canonico, che in diretta tivù lunedì sera aveva appena messo la parola fine alla possibile cessione del club, lasciano il segno. Perché fanno rumore. E gettano ulteriori ombre sull’operato del patron rossonero, oltre che sul futuro del Foggia.

Il giorno dopo le scintille scoppiate nel corso del talk-show andato in onda su una emittente locale, il ds barlettano preferisce non alimentare una polemica che però di fatto è ormai divampata.
E che inevitabilmente si porterà dietro strascichi velenosi: “Chi mi conosce sa che non mi piace apparire, ma stavolta sono stato letteralmente tirato per i capelli - dice ancora visibilmente contrariato Peppino Pavone, al quale Canonico ha provato a mettere il bavaglio e a negargli la replica -. Accetto tutto, non che si mettano in discussione le mie competenze e la mia professionalità. Soprattutto se le accuse arrivano dal signor Canonico, che non mi sembra nel calcio abbia fino ad oggi dimostrato granché”.

Pavone dopo lo sfogo ci ha dormito su ed ha smaltito la rabbia, ma la delusione resta ed è profonda per quello che è stato l’epilogo della sua avventura con il Foggia: “Con il nostro operato abbiamo io e Zeman abbiamo tutelato la società, è stato fatto un gran lavoro che è stato unanimemente riconosciuto. Peccato che a non accorgersene sia stato il solo Canonico”.
Non si spinge oltre il dirigente barlettano, che ne avrebbe di argomenti da mettere sul piatto della bilancia a margine di una stagione difficilissima. Nella quale la coesistenza con la proprietà è stata insostenibile fin dal primo momento.

Quello che aveva da dire, seppure per sommi capi, Pavone lo ha sintetizzato nell’intervento telefonico su FoggiaTv per replicare alle accuse del presidente, che ad un certo punto lo ha chiamato pesantemente in causa per calunniarlo e deriderlo pubblicamente. E per criticarne l’operato.
E’ stato a quel punto che Pavone ha chiesto di intervenire in diretta per difendersi.

E per mettere spalle al muro Canonico: “Questo signore non ha depositato il mio contratto per risparmiare sulle tasse - ha attaccato -. Sarebbe stato costretto a fare un’altra fideiussione sforando il milione di euro, ed io da gentiluomo ho accettato la sua proposta. Lui, però, poi non ha mantenuto fede alla parola data. Ho tutto documentato, anche la copia del contratto sottoscritto”.
Pavone, insomma, con la sua sortita fuori programma, ha inteso sbugiardare quello che ormai è a tutti gli effetti il suo ex datore di lavoro. Anche se proprio Canonico, prima di uscire di scena, ha provato a ricordargli che essendo ancora sotto contratto (quale?) avrebbe dovuto chiedere regolare autorizzazione al club prima di rilasciare qualunque tipo di dichiarazione.

Ma il ds era un fiume in piena, ed incurante del maldestro tentativo del patron di cucirgli la bocca, ha voluto fare anche alcune precisazioni in merito all’allestimento della squadra che ha partecipato all’ultimo campionato: “Questo signore dice che ha speso tanto, ma non è così. Il Foggia ha tesserato undici calciatori al minimo federale per proteggerlo in quanto pensavamo avesse speso tanto per l’acquisizione del club. Cosa non vera, come poi abbiamo tutti appreso. Il Foggia è costato non più di un milione e mezzo, mi dà gran fastidio che si dica che si sia speso il doppio o addirittura il triplo. Sono tutte menzogne”.
La rivolta di Pavone, che per la prima volta ha osato prendere le distanze ufficialmente dalla società e chiarire qual è la sua posizione, ha scatenato un’inevitabile onda di reazioni a catena sul web.
Tutti, o quasi, dalla parte dell’ideologo di Zemanlandia, mediaticamente Nicola Canonico ne è uscito con le ossa rotte. Ancora una volta i suoi modi non sono piaciuti: “Comportamento inammissibile, è stato superato il colmo - il refrain che ha preso ad impazzare sui social - . Calpestato un pezzo di storia del Foggia, Pavone non meritava un simile trattamento”.
La levata di scudi di Peppino Pavone, per quanto necessaria, non servirà ad ogni modo a cambiare la sostanza delle cose.

Perché il patron imperterrito andrà avanti per la sua strada. Convinto com’è di essere dalla parte della ragione, e di poter quindi continuare a dettare le regole.
Ostinatamente darà quindi corso al suo progetto, oggi il Foggia concluderà regolarmente l’iter per l’iscrizione al prossimo campionato, sarà il segretario Severo a consegnare a Firenze il plico che certificherà la partecipazione dei rossoneri al torneo di C.
Quindi l’imprenditore barese comincerà a dragare il mercato alla ricerca di quei profili che riterrà più idonei per assemblare una formazione che, secondo i suoi desiderata, dovrà essere in grado di puntare in alto.

Facendo leva su quali competenze diventa difficile stabilirlo.
Ma Canonico è così, divide et impera.
Come solo lui sa fare...