Cifarelli, dalla Juventus alla Nuova Daunia Foggia

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‘Divertirsi’ è la parola d’ordine di Rodolfo Cifarelli, che ha fatto finora da leit-motive alla sua carriera calcistica.

Ex laterale di fascia sinistra (quello che un tempo era più semplicemente chiamato terzino), classe 1995, ora è alla corte della Nuova Daunia Foggia in Prima Categoria dopo aver girovagato per l’Italia ed essere cresciuto nel settore giovanile della Juventus. Da Antonio Conte, allenatore dei bianconeri in serie A, a Mario Lannunziata (attuale tecnico dei neroverdi) il passo è stato tutto sommato breve: in mezzo un lungo viaggio punteggiato da tappe avvincenti ma anche da momenti bui come l’infortunio che sul più bello ha di fatto concluso la sua carriera.

Per Rodolfo, che ha il calcio nel proprio dna e che è nipote di Rudi storico segretario del Foggia Calcio degli anni '70 e '80, il pallone ha rotolato da sempre nella sua vita: “Verissimo, al punto che la mia cameretta ne era sommersa”, conferma il diretto interessato. Una passione che già all’età di 6 anni ha preso il sopravvento e l’ha portato al Punto Foggia, dove ha scoperto il suo amore viscerale per il gioco del calcio. Poi a 12 anni, in un’amichevole contro la Cosmano Sport (una delle società giovanili più importanti cittadine ndr) rubò l’attenzione dell’allenatore avversario, che gli chiese se se la sentisse di intraprendere una nuova avventura.

Cifarelli accettò di buon grado, ed è qui che il destino e la sua carriera cominciano ad assumere le sembianze di un sogno. Presto il suo nome inizia a circolare sui taccuini degli addetti ai lavori, e di uno in particolare: “A mia insaputa, per tutta la stagione fui visionato da un osservatore della Juventus, che poi in aprile mi propose di fare un provino per i bianconeri. Accadde tutto in fretta, convinsi il club più titolato d’Italia a tesserarmi, e potete immaginare la gioia mia e quella della mia famiglia e in particolar modo di mio padre che è sempre stato il mio primo tifoso”.

Così ad appena 14 anni Rodolfo si trasferisce a Torino: “Emozione incredibile - ricorda -. Improvvisamente mi ritrovai al fianco di gente che fino a quel momento avevo ammirato solo in tv”. Legherà soprattutto con Federico Mattiello (ora in forza all’Atalanta, e noto soprattutto per due gravissimi infortuni che ne hanno rallentato la carriera), ma sarà a contatto anche con i freschi campioni d’Europa Immobile e Spinazzola: “In convitto passavo molto tempo con loro, soprattutto a giocare a biliardino”. Dai giovanissimi nazionali Cifarelli arriverà fino in Primavera con Fabio Grosso in panchina: “Esperienza unica essere allenato dal giocatore che ha deciso i Mondiali 2006 - sottolinea -. Il mister in quanto terzino sinistro come me mi dava tantissimi consigli. Ci divertivamo tanto, a fine allenamento ci faceva rivedere spesso come aveva battuto il rigore decisivo contro la Francia”.

Il ragazzo pian piano si fa largo, e in primavera l’allora tecnico dei bianconeri Antonio Conte decide di aggregarlo in pianta stabile alla prima squadra: “Lì erano tutti fenomeni, ma Pirlo e Del Piero erano di un livello superiore. Il primo era un giocatore straordinario, anche il passaggio più semplice lo faceva con un’eleganza incredibile. Il capitano, invece, ti riempiva di consigli e trascorreva molto tempo con noi più giovani”. Poi, proprio quando la sua carriera stava per assumere i contorni della favola ecco l’infortunio che cancella il lieto fine: un’anca galeotta lo mette spalle al muro. “Mi operai e stetti fermo quasi otto mesi. La Juventus decise di pagarmi tutte le cure ma poi mi svincolò. Fu un momento particolarmente buio per me, dovevo ricominciare da zero”.

E così, zaino in spalla, iniziò a peregrinare in giro per l’Italia: da Andria a Manfredonia, passando per Piacenza e Legnano. Sempre in D. Qualcosa però in Rodolfo si era irrimediabilmente rotto: “Ogni volta mi chiedevo se veramente ne valesse la pena, ed è stato così che ho deciso di smettere. Ora ho ripreso gli studi e lavoro, ma la passione per il calcio è rimasta intatta”. Si spiega così la recente avventura intrapresa con la Nuova Daunia Foggia. L’amicizia con il tecnico Lannunziata è stata fondamentale per la sua scelta: “Sono qui con l’intento di divertirmi. Ho conosciuto persone bellissime che mi fanno stare bene, dal presidente ai miei nuovi compagni. Siamo un gruppo fantastico. Amici, prima di tutto”. I neroverdi sono secondi nel campionato di Prima Categoria, a sole tre lunghezze dalla capolista Virtus Palese: “L’obiettivo è provare a dire la nostra fino in fondo”. Perché a 26 anni la categoria nonostante tutto, rappresenta un dettaglio quando a prevalere è la passione.

Fabio Trallo