Foggia, sarà un mercato last-minute?

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Di questo passo sarà mercato last-minute. E francamente c’era da aspettarselo, visto che gli affari (o presunti tali) si fanno sempre sul filo del gong, quando si spera di strappare le condizioni migliori.

Inutile farsi illusioni, allora, il Foggia i suoi obiettivi (4/5, a sentire il patron) li metterà a segno solo nella prossima settimana, che poi è quella che porterà alla conclusione della sessione invernale del calciomercato. E al massimo, da quì alle prossime ore, in entrata potrà registrarsi non più di un arrivo.
Con ogni probabilità si tratterà di Alberto Rizzo della Juve Stabia, che domenica scenderà per l’ultima volta in campo con la maglia delle Vespe, e che il giorno successivo sbarcherà in Puglia. Molto probabilmente per sostituire Nicoletti, che potrebbe finire in B e consentire al club subito una buona plusvalenza.

Ci sarà ancora da pazientare, ed in fondo è tutto nella norma, se si considera che di soldi in generale ne girano sempre meno, che il mercato di riparazione spesso si fonda sugli scambi, e che dalle parti di Viale Ofanto non è che si abbia tanta voglia di aprire i cordoni della borsa. Soprattutto adesso che Nicola Canonico avrebbe scoperto un buco di 1,2 milioni che non aveva messo in preventivo, facendo raddoppiare la debitoria.
Fino a prova contraria sarà pure così, ma l’ultima sortita del presidente è stata letta da più parti come la presa di coscienza di chi mette le mani avanti ed invita a muoversi con estrema prudenza. Perché i conti non tornano, e il patron non è venuto certo a Foggia a regalare soldi a nessuno.

A Zeman però qualche rinforzo di qualità bisognerà pure garantirlo per metterlo nella condizione nella seconda parte di stagione di migliorare la classifica e possibilmente fare anche meglio di quanto fatto finora. E così alla fine sarà. Senza possibilmente urtare la suscettibilità del numero uno rossonero, che ha deciso di seguire questa fase del mercato in prima linea, e in qualche misura di orientare le scelte. Perché i soldi ce li mette lui, e con il giocattolino intende divertirsi...
Della lunga lista di potenziali obiettivi che il ds Peppino Pavone ha in agenda e che contempla almeno una cinquantina di nomi, sì e una decina sono davvero entrati nel mirino del Foggia, quelli reali sono rimasti secretati (giustamente) perché è improduttivo farli finire sotto la luce dei riflettori, e “renderli pubblici serve solo a farne lievitare il prezzo”, ripeterebbe fino alla noia Canonico. E allora meglio, molto meglio muoversi sotto traccia ed ufficializzare i loro nomi solo a trattativa conclusa.

Il Foggia per la verità da un momento all’altro spera di poter chiudere per Diego Peralta, l’esterno d’attacco della Ternana che proprio nell’ultimo turno di B è andato in gol con la maglia degli umbri, e che da qualche tempo è finito nelle mire del club dauno. Pareva tutto fatto, il 25enne attaccante argentino di Posadas dopo essersi messo alle spalle il Covid-19 era pronto a fare le valigie e a firmare coi rossoneri un contratto per i prossimi 6 mesi, con diritto di riscatto per il Foggia e di controriscatto per gli umbri. Un po’ sulla falsariga della operazione condotta sempre con la Ternana in estate per Alexis Ferrante, che pare abbia caldeggiato l’arrivo dell’ex compagno di squadra. Ma tutto d’un tratto il tecnico Lucarelli (che nel frattempo è finito sulla graticola e la cui posizione non è più così salda in panchina) avrebbe posto il suo veto alla partenza del giocatore. Che così ora si ritrova ostaggio del suo club di appartenenza. Ecco perché il Foggia continua a tenere calda la pista che porta a Luigi Cuppone del Cittadella, che sarebbe il profilo idoneo per l’attacco rossonero in quanto oltre che funzionale al 4-3-3 è capace di ricoprire i tre ruoli d’attacco. Oltretutto Canonico lo conosce bene dai tempi del Bisceglie, e lo riaccoglierebbe a braccia aperte a Foggia. Ma il giocatore è titubante, per arrivare alla corte di Zeman avrebbe chiesto 70mila euro (a Cittadella ne guadagna 80 all’anno), e quindi anche in questo caso la trattativa si sarebbe arenata sul più bello.

L’altra novità che è tale ma fino ad un certo punto, è che Toni Markic alla fine potrebbe anche restare. Pareva destinato a cambiare aria, di lui si erano perse le tracce dopo la figuraccia di Palermo nella quale il difensore bosniaco era apparso nettamente in difficoltà rispetto all’idea di calcio di Zeman. Era uscito dai radar per qualche mese, si vociferava che fosse un malato immaginario in attesa di una nuova sistemazione. Ed invece le parole del suo presidente lo hanno riabilitato, al punto che sarà con ogni probabilità proprio lui il quarto difensore centrale fino a fine stagione. Con buona pace del Foggia e del suo patron, che in caso di partenza del suo pupillo avrebbe incassato una nuova sconfitta. Strategicamente insopportabile in un momento come questo.