E se Curcio non fosse più intoccabile?

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Tutti importanti, nessuno fondamentale... Figurarsi uno come Alessio Curcio, che solo un anno fa era considerato il faro al centro del villaggio di Marco Marchionni.

E che a Foggia, nella sua seconda stagione in rossonero, si è ritrovato nel bel mezzo di una tempesta. Nella quale un po’ ci si è ficcato da solo. E un po’ lo ha tirato dentro il patron, che ad un certo punto lo ha messo spalle al muro di fronte alle proprie responsabilità. E dopo la notte da incubo di Coppa con la Fidelis, macchiata dal rigore fallito che è costata l’eliminazione, lo ha degradato.

Niente più i galloni di capitano, demansionato a tutti gli effetti.
La premessa basta ed avanza per comprendere come Curcio ormai non sia più un intoccabile. E che probabilmente qualcosa è cambiato anche nelle gerarchie di Zdenek Zeman. Che solo nel luglio scorso ne pretese la conferma perché contava di farne l’emblema del Foggia del nuovo corso e di sfruttarne la fantasia per rendere meno prevedibile il suo tridente. E che cinque mesi dopo comincia ad avere più di qualche perplessità su una scelta che finora non ha pagato.

Il tecnico boemo non lo ammetterà mai, ma è chiaro che dal giocatore più rappresentativo (che si augurava potesse diventare il suo pupillo) si aspettasse decisamente un contributo diverso.
Dentro e fuori del campo.
Sul terreno di gioco soprattutto in termini di rendimento e di realizzazioni (anche se i 6 gol all’attivo a metà stagione non sono un bottino da buttar via), ma anche per l’apporto che si sperava potesse dare per la crescita dei più giovani.
Niente di tutto questo, se non è una bocciatura poco ci manca.

Ed è chiaro che anche il fatto che i vertici societari non siano soddisfatti possa in qualche misura incidere sul futuro del giocatore a Foggia.
Di mezzo adesso c’è pure la parentesi del mercato di riparazione, e tutto può accadere.
Anche che si faccia avanti qualche possibile pretendente, e che tutto torni prepotentemente in discussione.

Ovviamente da Viale Ofanto nessuna conferma, anzi proprio nelle ultime ore il ds Peppino Pavone sull’argomento è stato fermo: “Curcio è incedibile e resta con noi”, ha precisato a chi gli chiedeva lumi val riguardo, ma la realtà è ben diversa, e se all’orizzonte si profilasse per davvero l’ipotesi di intavolare una trattativa il Foggia non si tirerebbe indietro.

Che ormai si stia ragionando in una determinata direzione, che non è certo quella della conferma del fantasista, lo dimostrano proprio le ultime mosse di mercato del club: se infatti da una parte in questa seconda parte di stagione Zeman conta molto sul recupero di Di Grazia, il cui apporto finora è stato praticamente nullo e che sul gong del mercato estivo fu preso proprio per essere l’alter ego di Curcio, dall’altro si infittiscono le voci che vogliono il Foggia tornare alla carica per un nome che, se confermato, darebbe la stura all’ipotesi che per l’ex Catania non c’è più spazio: piace Jacopo Manconi, a Viale Ofanto non ne hanno mai fatto mistero, al punto che la trattativa parrebbe essere nuovamente in piedi.

Non trapelano indiscrezioni, ma l’approdo in rossonero dell’attaccante dell’Albinoleffe che la passata stagione ha realizzato 14 gol e che i questa prima parte in biancoblu ha messo a segno 8 reti in 15 presenze automaticamente finirebbe con l’allontanare Curcio da Foggia.
Semplici fantasie di mercato?

Forse, anche se c’è una strategia di fondo che è stata messa a punto prima della fine dell’anno che prevede innesti di qualità che facciano lievitare il tasso tecnico della squadra.
E proprio in quest’ottica si inserirebbe l’ingaggio di Manconi, che così a 27 anni avrebbe la grande chance sotto la regia di Zeman di trovare finalmente la sua definitiva consacrazione.
Oltretutto l’operazione sarebbe sostenibile, atteso che il monte-ingaggi del Foggia non andrebbe ad appesantirsi ulteriormente trattandosi di un’uscita alla quale farebbe da contraltare un’entrata di pari valore.
Anche se poi ci sarebbe da superare la resistenza dell’Albinoleffe, che l’estate scorsa era disposta a privarsi del giocatore solo a determinate cifre (si parla di non meno di 250mila euro), e che adesso con Manconi in scadenza al prossimo 30 giugno potrebbe anche rivedere le sue iniziali posizioni.

L’eventuale arrivo di un top player per la categoria come Manconi, non escluderebbe la possibilità che Pavone metta a disposizione del suo allenatore anche un altro attaccante, che sarebbe di completamento del reparto.
Luigi Cuppone farebbe al caso, è il profilo individuato che all’occorrenza potrebbe ricoprire tutti e tre i ruoli del tridente, oltre che essere funzionale al 4-3-3 per caratteristiche.
L’operazione è fattibile anche sul piano economico, considerato che per arrivare all’ex Casertana che adesso milita in B con la maglia del Cittadella il Foggia dovrebbe mettere sul tavolo non più di 40mila euro.
Proprio il club di patron Canonico che prova a rinforzarsi, nelle prossime ore sarà chiamato a respingere l’assalto di una società che pare intenzionato ad avanzare una proposta concreta per rilevare Davide Di Pasquale, la grande rivelazione di annata in casa Foggia. Il 26enne difensore originario di Pescara, che Pavone ha prelevato a parametro 0 dalla fallita Sambenedettese, farebbe gola a diversi club di B, e fra questi c’è l’Ascoli che punta a puntellare la sua difesa.

Salvo clamorosi colpi di scena però non se ne farà nulla, perché Di Pasquale viene considerato incedibile da Zeman, che proprio con l’innesto del difensore in coppia con Sciacca è riuscito a garantire una insospettabile solidità difensiva alla sua squadra. E che dunque non immagina nemmeno lontanamente di doversi privare di quello che fino ad oggi è stato di gran lunga il migliore dei suoi per rendimento.
Il boemo, semmai, attende segnali concreti dal mercato in chiave di potenziamento dell’organico, perché è pur vero che al momento il Foggia è stabilmente nel lotto delle pretendenti ai play-off, ma il girone di ritorno sarà tutto un altro campionato, i punti varranno doppio e tutte le pretendenti proveranno a rinforzarsi.