Alexis Ferrante, l’ex mancato: “Mi volevano a Catanzaro, poi però...”

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Domenica poteva essere dall’altra parte, a sfidare il maestro Zeman con la maglia del Catanzaro. Poi però è arrivata la telefonata giusta e... “zac, non ci ho pensato su due volte a dire sì al Foggia”.

A svelare il gustoso retroscena alla vigilia del match che mette di fronte i rossoneri ai giallorossi calabresi e che, senza quella fastidiosa penalizzazione, sarebbe a tutti gli effetti scontro al vertice, è Alexis Ferrante. Il nuovo bomber del Foggia giunto l’estate scorsa su espressa indicazione del tecnico boemo.
Anche se patron Canonico sostiene che l’imprimatur sulla scelta spetti a lui.

Questione di punti di vista, sta di fatto che con Ferrante lì davanti il Foggia ha fatto Bingo. Perché se i compagni di reparto continuano a segnare con il contagocce, il 26enne attaccante italo-argentino originario di Buenos Aires si è caricato sulle spalle il reparto avanzato, e con i suoi 9 gol adesso è il vice-capocannoniere del girone.

Certo, ancora distante da Moro del Catania che a quota 16 sembra ormai irraggiungibile, ma se da quattro domeniche di fila va puntualmente in rete qualcosa vorrà pur dire, forse è la conferma che ha un non comune fiuto per il gol.
Qualche tempo fa il suo agente si sbilanciò sul suo conto: “Se non arriverà in doppia cifra vorrà dire che sarà stata una annata fallimentare”.
Parole e musica di Emanuele Chiaretti, oggi dietro la scrivania a curarne gli interessi, e solo qualche tempo fa punta di diamante del Foggia targato Cuoghi-Salerno che nella stagione 2006-07 arrivò ad un minuto dal sogno della B.
Alexis ha fortissimamente cercato il Foggia e chi in età giovanile ha sempre avuto un occhio di riguardo per lui”.

Chiaro il riferimento a Zdenek Zeman, il tecnico con il quale adesso sta riscoprendo il vizio per il gol.
Il Foggia va, in quest’ultimo scorcio di campionato viaggia con regolarità ed ha infilato una striscia positiva di 8 risultati utili consecutivi. Meglio di così...
Vero, sta andando decisamente bene questa parte di campionato, sia per la squadra che per il sottoscritto. Ed ovviamente non posso che augurarmi che vada sempre meglio, anche se sarà il caso di tenere alta la concentrazione e non abbassare la guardia.

Ferrante, nel frattempo, sta dando il suo personale contributo. Soddisfatto del tuo rendimento?
Dico la verità, è difficile giudicarsi personalmente. Certo, sono consapevole che sto facendo bene, ma soprattutto ho la sensazione di migliorare partita dopo partita. Dovessi darmi un voto credo che oscillerebbe fra il 6,5 ed il 7.
Nove centri all’attivo in 15 gare, la media al momento è ottima e lascia supporre che di quì fino alla fine il tuo quoziente realizzativo possa ancora lievitare.
Francamente non mi sono posto un obiettivo, segnare è il mio mestiere ed ovviamente spero di continuare su questa strada. Ma molto più semplicemente vorrei ripagare l’affetto dei nostri tifosi, che sono davvero speciali.

Che effetto ti ha fatto ritrovare Zeman lungo il tuo percorso professionale?
Non vado lontano dalla realtà se dico che qualcosa in passato ho sbagliato, ma ho sempre spazio e tempo per rifarmi. Ecco perché ritrovare Zeman per me è stata una opportunità che non potevo lasciarmi sfuggire. L’esperienza di Roma è stata stupenda ed indimenticabile sotto tutti i punti di vista, per quanto l’abbia vissuta dalla panchina. Ero giovanissimo, ed era normale che trovassi poco spazio. Ma vivere a contatto con così tanti campioni mi ha maturato e mi ha fatto crescere.

A proposito di Roma: qualcuno sostiene che il tridente attuale del Foggia abbia qualche punto di contatto con quello giallorosso del periodo in cui hai c’eri anche tu...
Nel nostro piccolo possiamo assomigliare a quel trio della Roma di Zeman, forse per via di quelle che sono le caratteristiche dei singoli. Io posso solo aggiungere di essere stato fortunato a veder dal vivo campioni del calibro di Totti, Osvaldo e Lamela, ma di quì a poter dire di essere simili a loro francamente ce ne passa....
Come procede, a tuo avviso, il processo di crescita del Foggia?

Credo che ognuno stia facendo del suo meglio, e che più che le individualità serva però il gruppo. E questo discorso vale anche per noi attaccanti: non importa chi faccia gol, fondamentale alla fine è vincere. Esattamente quanto sta facendo ultimamente il Foggia. Sicuramente siamo in una fase di crescita, me ne rendo conto durante gli allenamenti in settimana. Siamo però una squadra costruita praticamente ex-novo ed è normale che non tutto fili ancora per il verso giusto. Abbiamo bisogno del giusto tempo per conoscerci. E poi penso che oltre all’allenamento quotidiano bisogna anche lavorare di testa quando si torna a casa.
Contento di questa scelta?
Molto, sono orgoglioso di essere qui. In estate potevo andare a Catanzaro, la trattativa stava per incanalarsi nel verso giusto e sembravano esserci tutte le condizioni per concludersi positivamente. Ma evidentemente era scritto che dovessi prendere un’altra strada, e così quando si è fato avanti il Foggia, e Zeman, non ci ho pensato due volte a optare per un latro tipo di scelta. Ho fatto più che bene: questa per me finora è stata un’annata stupenda, mi auguro ora che possa proseguire sulla stessa falsariga.

Ora però c’è da affrontare lo scoglio-Catanzaro, gara a rischio anche se loro sono reduci da un momentaccio ed in settimana hanno anche cambiato allenatore.
Sulla carta sono più forti, inutile nasconderlo. Avevano già un’ottima intelaiatura, sulla quale quest’anno hanno inserito alcuni tasselli di spessore che ha permesso loro di compiere il definitivo salto di qualità. Le partite però vanno giocate dall’inizio alla fine, e noi siamo abituati a dare sempre il 110%. Andremo a Catanzaro a fare la nostra partita con l’intento di portare a casa un risultato positivo.