Perchè Foggia e Catanzaro sono sempre definite le città più “brutte”. C’è di mezzo anche la politica

Foggia
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Furti d’auto all’impazzata. Con tanto di denunce sui social. Si cerca con targa e modello per restituzione, cavallo di ritorno, pezzi di ricambio, varie ed eventuali. Ora c’è anche il brindisi alla legalità di Gianmichele Romano, che propone come ricompensa a chi trova i ladri regolarmente denunciati alle forze dell’ordine, ma archiviati perché non identificati, giornata alla spa con tanto di bottiglie e calici. Ognuno, insomma, si arrangia con le armi che ha a disposizione. Pubblica le immagini delle sue telecamere, perché quelle in città non bastano, non sono sufficienti.

Il Procuratore Ludovico Vaccaro da tempo lo dice. Accendiamo la videosorveglianza a Foggia, datemi dei droni, fatemi lavorare per poter vigilare e controllare, trovare e arrestare. Ma niente. E chissà se poi l’anziano che ha minacciato di morte lo stesso Procuratore la scorsa settimana è stato trovato. Siamo al limite e il cartello wanted ideato da Romano, con tanto di foto, reato, autorità a cui è stato denunciato e opzione ricompensa – la bollicina in spa – è la dimostrazione. Come si fa poi a prendersela con Giuseppe Cruciani quando dice che nessuno verrebbe a Foggia a passare qualche giorno in relax? Brutta è brutta, dice lui, ma la qualità della vita? Ormai ognuno è costretto a pensare per sé, per non farsi rubare l’auto, per non farsi rubare in casa. La Zanzara punge e punge sul vivo.

Perché farà anche le sue battute, come lo stesso giornalista dice – ma non senza un fondo di ragionevolezza. “Non possono essere solo battute, perché danneggiano l’immagine di queste città, scoraggiano, fanno danni insomma. La Calabria e la Puglia hanno molte zone d’ombra, costruite da chi ha responsabilità politica e amministrativa, oltre che dalla malavita, ma non vanno giudicate per essere belle o brutte. Giudichiamo la qualità delle persone invece, spingiamole a diventare migliori. Basta slogan”, dice a l’Attacco Francesco Pellegrini, direttore del giornale I Calabresi. “Sono cosentino, ma non ho un rapporto di ostilità con Catanzaro. Più che un duo di città più brutte, credo sia un terzetto: Potenza, Foggia, Catanzaro. Foggia non la conosco, non vorrei emettere giudizi che ne trancino l’immagine, quindi non posso emettere giudizi, ma certo le tre città non gareggiano fra le città più belle d’Italia. Non c’è dubbio che c’è un effetto collaterale. Cruciani? Non credo sia solo una battuta, credo però che pur ammettendone la bruttezza, le città non vadano giudicate dal lato estetico. Lo disse Sergio Abramo, Sindaco di Catanzaro, a sua volta in una polemica del 2017 per una storia simile”.

Allora fu un discusso articolo del giornalista reggino Felice Manti, a innescare la polemica, dicendo che gli abitanti di Catanzaro erano discriminati più dei gay, per la bruttezza della loro città. E Abramo, che allora era Sindaco, si scagliò contro questa pubblicità negativa. “Abbiamo cercato di migliorare Catanzaro – disse - ma non potrà mai candidarsi a ospitare un flusso turistico rilevante”. Pellegrino lo spiega bene: “Ogni città ha i suoi problemi e fra questi il più rilevante è quello di assicurare un’alta qualità della vita, di assicurare dei buoni amministratori e una buona politica. Rispettabile e rispettosa. Anche se non conosco Foggia, come dicevo, ma Catanzaro sì, da quello che leggo sui giornali di certo rispetto a queste qualità ed esigenze, non ci siamo proprio, a Catanzaro come a Foggia”.

Nella polemica tempo fa entrò anche Vittorio Feltri, dicendo che i foggiani erano fra i peggio vestiti, quando definì Conte “un signore gradevole, addirittura benvestito, nonostante sia di Foggia”. Feltri? Lasciamo perdere, conclude il direttore de I Calabresi. “Meglio non citarlo. E’ al limite del vituperio. Certo parliamo di città che non hanno componenti paradisiache, ma lui lascia che si costruisca una montagna di pregiudizi. Dannosa. Perché poi quando i pregiudizi diventano realtà nell’immaginario delle persone, diventa tardi. E quindi ha ragione chi dice che non è uno scherzo”.

Cruciani, ma perché hai detto che Foggia è una delle città più brutte d’Italia?

Ma no, dai, sono giochi radiofonici, nascono a volte da una casualità. C’è una notizia di cronaca, di costume, si riprende e si fa la battuta.

Sì ma alla fine sempre Foggia e Catanzaro accomunate da questo triste destino.

Perché sono sempre ultime nelle classifiche. Ecco perché ho detto che Foggia se la gioca con Catanzaro. Ed è successo di tutto. Mi scrivono ancora. Insulti, minacce e cazzate varie di ogni genere. Ma è la vita social, che ci vuoi fare. C’è anche un bambino di undici anni che descrive le bellezze di Foggia e mi manda testi, foto, racconti. Perché poi le reazioni sono le più diverse.

Ti contestano, insomma, in modi diversi?

Sì, dal più classico sciacquati la bocca se devi parlare di Foggia, fino alle peggiori cose. Ma fa un po’ parte del costume anche questo. E’ un atteggiamento un po’ meridionale, che non condivido e che non mi appartiene quello di difendere a tutti i costi l’indifendibile. La propria città, come se ne va del loro onore personale. Io se mi dicono che Roma fa schifo perché c’è l’immondizia non mi offendo.

Ma in difesa della propria città, i più numerosi e calorosi, sono stati i foggiani o quelli di Catanzaro?

Catanzaro. Ma scherzi… Eh… Non ti sto a raccontare… Che poi la cosa era nata per una vicenda di Easy Jet ed era questa domanda: Ma tu ci sei stato a Catanzaro? E così era nata la battuta. Ma chi cavolo vuoi che ci vada a Catanzaro, che è davvero brutta?

Catanzaro come Foggia quindi. A Catanzaro la polemica non è nuova. Tempo fa Felice Manti ha scritto che quelli di Catanzaro sono più discriminati dei gay ed è giusto che li finanzino con dei fondi, per aiutarli a superare la cosa.

Sì, fu una polemica pazzesca, ma la ricordo ancora. Ma la battuta era divertente, ci stava tutta. Catanzaro è brutta. E Foggia anche. Sì, Foggia avrà dei suoi angoli affascinanti, ma resta uno dei capoluoghi di provincia più brutti. E’ respingente. Come devo dire…

Ci sei stato?

Sì, sì, certo, e diverse volte. Ma per farvi capire cosa voglio dire: non è che c’è un flusso di turisti che arriva a Foggia per vedere Foggia. Cioè non è che uno dice “ora mi prendo due giorni, un fine settimana e vado a visitare Foggia”. La provincia sì. Il Gargano. Ci sono tanti posti che uno dice “ora prendo e vado, perché sono belli, c’è il mare, monumenti e borghi belli”. Ma il capoluogo no. Bari sì, Lecce sì, per restare in Puglia, ma Foggia proprio no. A Foggia non esiste. Cioè non ho mai sentito nessuno dire questa cosa. Perché la città in sé è una roba bruttina. Ma non è che è sola. Ci sono altre città brutte. Catanzaro l’abbiamo detta. Ma poi c’è Enna, anche Campobasso non è che è il massimo. Ci sono altre anche al Nord. E voglio aggiungere che oltre alla bruttezza del posto, gli abitanti di Foggia non sono proprio fortunati a vivere in posto dove la qualità della vita è pure bassa. Ora si arrabbierà il mio amico Franco Ordine, che non mi ha ancora chiamato per rimproverarmi di quello che ho detto nei giorni scorsi. Lui, siamo grandi amici, Foggia la difende sempre. E’ nato lì, è super tifoso della squadra di calcio, e come chi è nato lì, trova la bellezza in tanti posti a Foggia. Lo dico perché davvero mi arrivano, oltre alle foto e agli insulti, anche foto dei monumenti, scorci belli, immagini carine. Mi sono sentito anche con un imprenditore che ha un albergo e una spa e ha dichiarato in una intervista di volermi querelare perché ha detto che se io dico che Foggia è brutta la gente non va al suo albergo e io l’ho chiamato.

Gianmichele Romano. Lui ha pubblicato la foto del ladro che tenta di continuo di rubare a casa sua e nel suo albergo.

Sì. Ma lo vedi allora che Foggia oltre che essere brutta è anche un posto dove si vive male?

Ma la telefonata andrà in onda? Che vi siete detti?

Ma no, lui ha detto che non è vero che voleva querelarmi, che però devo venire a Foggia. Non è stato combattivo a difendere la sua tesi della querela. Devo dire che l’avrei preferito. L’hai detto, almeno sostienilo. O se non l’hai detto e lo pensi… è l’occasione per dirlo a me. Molti invece fanno così. Sparano grosso e poi quando li chiamo si cagano sotto. Ma va bene lo stesso.

Tornerai a Foggia?

Ma no…