Di Donna deputata, l’ipotesi che non piace al centrodestra. “Non cambierebbe nulla rispetto alle comunali 2023”

Foggia
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Michaela Di Donna è stata solo informata delle dimissioni di Elio Vito”. Così, a l’Attacco, il livello regionale di Forza Italia spiega la telefonata fatta nelle scorse ore dal gruppo parlamentare azzurro alla ex dirigente foggiana del partito, cognata dell’ex Sindaco Franco Landella con cui passò in Lega nell’estate 2020. “Ho un grande rispetto per il collega Elio Vito, accanto al quale mi siedo”, afferma l’onorevole Mauro D’Attis, coordinatore regionale di Forza Italia. “Le dimissioni del parlamentare non sono immediate né irrevocabili. Devono essere accettate dalla Camera con voto d’aula a maggioranza.

La questione va calendarizzata e poi votata. Non c’è alcun ruolo, in questa vicenda, del coordinamento regionale pugliese di Forza Italia. E’ una questione tutta parlamentare”, conclude D’Attis.

A Foggia l’ipotesi dell’ingresso di Di Donna in Parlamento ha scatenato numerose reazioni, appena si è saputo delle dimissioni annunciate da Vito, secondo eletto nelle fila di Forza Italia nel collegio uninominale di Lecce, dietro il quale nel 2018 si piazzò la foggiana. Di Donna arrivò dunque terza nel listino bloccato, ora però potrebbe approdare alla Camera fino alle elezioni politiche del 2023. Può trattarsi di pochi mesi o, nella migliore delle ipotesi, di circa un anno. E, ovviamente, poi Di Donna potrebbe rendersi subito indipendente rispetto a Forza Italia oppure – nella logica delle ambizioni per le politiche – restarvi per strappare una ricandidatura. Ma c’è anche chi, realisticamente, ricorda i tempi parlamentari e ritiene che il voto non avverrebbe se non tra chissà quanti mesi.

Sinistra Italiana, tramite il segretario provinciale Mario Nobile, parla di “un incubo: Di Donna porta Landella in Parlamento”.

“Cognata dell'ex Sindaco di un Comune sciolto per mafia, arrestato, indagato e dichiarato impresentabile Franco Landella, sorella di Daniela Di Donna indagata per corruzione e figlia di un ex indagato per corruzione. Non solo per Foggia, ma per tutta l'Italia la Camera dei deputati deve negare o ritardare il più possibile l'accettazione delle dimissioni ed impedire la resurrezione del duo Di Donna-Landella verso le elezioni comunali dell'autunno prossimo”, tuona Nobile.

Dello stesso avviso l’ex candidato sindaco Giuseppe Mainiero, feroce oppositore di Landella fuori e dentro l’aula consiliare: “Se fossero confermate le dimissioni dI Vito, Foggia dopo 7 anni di Landella si ritroverebbe Di Donna deputata. Vi prego, risparmiate alla nostra comunità l'ennesima prova di sopravvivenza. Un hashtag per Foggia: #vitoripensaci, Foggia te ne sarà grata”.

E nei partiti di centrodestra che ragionamenti si fanno in queste ore? Nessuno crede che Landella possa essere rigenerato politicamente in vista delle elezioni comunali, che verosimilmente si svolgeranno a novembre 2023. “La situazione non cambierebbe. Landella comunque vuole dimostrare che il centrodestra senza di lui non esiste”, afferma a l’Attacco una fonte di Fratelli d’Italia. “E’ ovvio che la cognata parlamentare andrebbe a ringalluzzirlo ulteriormente. Ma la situazione delle dinamiche relative alle comunali foggiane si sposta di un centimetro. Il centrodestra deve presentarsi come totalmente rinnovato e scollegato rispetto alla famiglia Landella-Di Donna, altrimenti sarebbe un suicidio politico. Per quanto il centrodestra sia specializzato nei suicidi politici, basti pensare a quando riuscimmo a perdere contro Gianni Mongelli…Se la nuova legge elettorale prevederà le preferenze Forza Italia avrà bisogno dei voti di Landella e Di Donna, del resto Forza Italia nella sua storia ha dimostrato di essere tutto e il contrario di tutto”.

Scomparso dalla scena pubblica ormai da un anno, Landella non ha mai abbandonato l’idea di essere parte della coalizione del 2023. “In tutti i partiti ci sono suoi emissari che lanciano segnali”, spiega un beninformato. In FdI è l’ex assessore landelliano Cicco D’Emilio la persona che fa da tramite, mentre altri (come Oronzo Orlando, rimasto nel cda di Amiu Puglia dopo l’abbandono del partito) “hanno il piede in due scarpe: lasciano FdI e poi continuano a voler condizionare il partito e a chiamare Fitto”.

“Anche Fratelli d'Italia”, si sottolinea, “deve capire cosa fare, lo schema del centrodestra vincente rischia di essere un ricordo del passato. I cambiamenti che si avranno nel 2023 saranno molto significativi ma di certo, se vuole vincere a Foggia, il centrodestra deve immaginare qualcosa di completamente diverso rispetto al passato”.

No comment dai due consiglieri regionali che ambiscono a candidarsi alle politiche, ovvero il forzista manfredoniano Giandiego Gatta e il meloniano foggiano Giannicola De Leonardis, ma gli addetti ai lavori del centrodestra danno per scontato che i due si siano già fatti sentire da chi di dovere. “Alle elezioni politiche, se ci sono le preferenze, devono tutti riparametrare le proprie forze e un Landella vivo fa paura”, sottolinea una seconda fonte. “Il suo bacino elettorale c’è ancora, eccome. La prova provata è data dai 700 voti disgiunti dati a Splendido ed Emiliano alle regionali del 2020: un soggetto che ha la capacità di disgiungere il voto è davvero forte elettoralmente, ha vere truppe cammellate. E, del resto, la politica di Landella è quella di una volta, fatta in strada”.

“È una fortuna mai vista quella che si presenta a Michaela Di Donna”, osserva un ex amministratore e big della decaduta maggioranza consiliare, escludendo lo zampino di Landella. “Vito si dimette per ragioni che non c'entrano niente con Foggia, è stato messo da parte e bistrattato. Ora è possibile che si avvicini a Calenda. Se Di Donna entrasse in Parlamento qualcosa potrebbe cambiare, nel tempo a disposizione potrebbe intessere relazioni. Ma oggi lei e Landella non hanno rapporti col livello regionale di Forza Italia”.

I beninformati affermano che “a Foggia contano solo Giandiego Gatta e l’avvocato Tonio Ciarambino: il primo è nemico storico di Landella, mentre il secondo ha vari motivi per avercela con lui”.

Di più: nel 2014, quando si ventilava l'ipotesi di Ciarambino come candidato Sindaco del centrodestra ci sarebbero state minacce verbali al penalista affinché si facesse da parte. “In FI non ricandiderebbero certamente Di Donna alle politiche. In FI regionale dietro le quinte hanno affermato, anzi, che è una fortuna essersi liberati di Landella…A Foggia”, continua l’ex eletto di centrodestra, “nessuno crede che Landella abbia i voti di prima. Il suo bacino elettorale si è molto assottigliato, egli stesso si dice deluso per i molti che lo hanno abbandonato. I bacini elettorali prezzolati si sono già accasati altrove, non ha più le leve che poteva muovere da sindaco né le relazioni del suocero punto. Alcuni suoi ex consiglieri e assessori, che erano suoi soldati in aula, sono spariti, da Di Pasqua a Bove, a Cangelli. La sua idea fissa sono le liste civiche, voleva farne 3-4 forti per poter contare alle comunali 2023 ma è difficilissimo che ora riesca a resuscitare politicamente. Ormai lo considerano tutti fuori dai giochi”.