Salvemini spostata ma il danno è ormai fatto. L’ira delle associazioni

Foggia
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Il nuovo assetto organizzativo decretato dalla triade commissariale del Comune di Foggia non ha placato le polemiche e le recriminazioni delle parti sociali. La tanto contestata dirigente Silvana Salvemini, assunta da Franco Landella per le Politiche sociali e poi riconfermata dalla commissaria Magno, è stata spostata alla guida della prima area amministrativa con i servizi di Archivio e Protocollo – Messi Notificatori – URP Politiche Abitative Stato Civile – Elettorale e Leva Servizi Demografici – Anagrafe – Statistica e Censimento e ad interim anche le Politiche Giovanili, la Sicurezza e l’Ambiente di Lavoro.

Tutto risolto? Macché. L’ultima poderosa accusa arriva dal mondo delle associazioni cittadine da sempre in prima linea sulle tematiche sociali e dell’accoglienza: Fratelli della Stazione ed Avvocati di Strada.   

Nel loro ultimo numero della rivista Foglio di via - distribuito gratuitamente da oggi a cura dei senza dimora e dei poveri che nell'attività di distribuzione trovano una piccola occasione di reddito - denunciano senza giri di parole “la dirigente ed il suo infallibile staff dei disServizi Sociali al Comune di Foggia”, colpevoli di non aver fatto nulla per attuare il Piano Sociale Regionale delle Politiche Sociali.

Una grave mancanza che si somma alla colpevole inerzia che ha determinato la perdita dei fondi PNRR destinati ai progetti Housing First per persone senza fissa dimora. Si tratta di un modello di successo sperimentato negli USA, in Canada ed in molti Paesi europei inclusa l’Italia. In pratica, le persone con anni di vita in strada o a serio rischio di perdere l’abitazione ricevono dai Servizi sociali territoriali l’opportunità di entrare in un appartamento autonomo senza passare dal dormitorio godendo dell’accompagnamento di una equipe di operatori sociali direttamente in casa.

“Gli Ambiti Territoriali, per quanto riguarda la promozione dell’inclusione sociale ed il contrasto alle povertà, sono chiamati ad attivare o dare continuità a servizi come il Pronto Intervento Sociale, la residenza per le persone senza dimora, i centri servizi dedicati al contrasto della povertà e della marginalità (sulla scia del nostro Centro Diurno “Il Dono” attivo da ormai 4 anni ma che nessuno del Comune di Foggia si è mai degnato di venire a conoscere) e l’Housing First. Ma Foggia resterà vedova ancora una volta su questo servizio. Come per tanti altri servizi di welfare che qui in città non sono partiti o sono stati interrotti, o di cui non si hanno notizie”, hanno dichiarato i responsabili delle associazioni, facendo riferimento anche al bando sul Pronto Intervento Sociale, andato deserto per motivi burocratici e criteri troppo stringenti.

“I Servizi Sociali guidati finora dalla dirigente Salvemini non sanno, non capiscono, non approfondiscono l’importanza del servizio che Housing First riveste nel contrasto alla povertà e alla marginalità adulta”, il tutto nonostante gli 81 milioni di euro per i progetti del PNRR in materia di welfare ed inclusione sociale destinati per gli ambiti territoriali della Regione Puglia.

Dati di denuncia sono arrivati anche dalla Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora che ha rilevato un trend relativo a questa inefficienza. Se i senza dimora di Foggia resteranno a guardare, altri Comuni proveranno ad offrire percorsi di accoglienza ed inclusione abitativa e sociale.

E’ il caso del Comune di Cerignola che ha presentato il progetto ed ottenuto un finanziamento di 710 mila euro per l’Housing First, con cui si attiveranno procedure per l’autonomia abitativa con personale dedicato che si occuperà di trovare assistenza alloggiativa di ampio respiro fino a 24 mesi.  

Emiliano Moccia, responsabile del giornale Foglio di via, ha scritto nel proprio editoriale: “Per questi disgustosi risultati dobbiamo ringraziare solo la dirigente Salvemini ed il suo staff dell’Ufficio di Piano”. E si chiede: “Ma davvero per Marilisa Magno, commissario prefettizio del Comune di Foggia, è tutto normale? E’ giusto che vada così? E’ giusto che non si facciano controlli negli uffici comunali che stanno facendo precipitare ulteriormente le problematiche sociali della città? Possibile che a pagare siano sempre i cittadini e non chi amministra la cosa pubblica, anche se commissario prefettizio?” L’Attacco lo ha raggiunto telefonicamente per chiedere integrazioni visti i recentissimi sviluppi relativi alla riorganizzazione del personale.

“La speranza è davvero che si faccia molto meglio di così”, afferma Moccia. “La situazione è drammatica ed altri purtroppo hanno difficoltà nel denunciare, ma siamo arrivati ad un punto nel quale non si può più tacere. Le diverse realtà del settore lavoravano senza ricevere i pagamenti, oppure con inspiegabili ritardi, in una situazione di profonda precarietà ed impossibilità di programmazione. Sono molte le insolvenze, andrebbero quantificate. A Foggia continua a non esserci un Piano per il freddo per potenziare i posti letti nei periodi in cui ci sono i maggiori rischi. Per fare un confronto, a Bari ci sono 600 posti letto per i senza fissa dimora, a Foggia sono 15. E poi è desolante la totale indifferenza verso le nostre realtà, addirittura anche quando segnaliamo casi specifici di emergenza abbiamo trovato davanti un muro di silenzio ed insensibilità. La morte di Giovanna e come siamo stati ignorati totalmente in quell’occasione resteranno un qualcosa di indimenticabile ed imperdonabile”, conclude Moccia.             

E’ evidente che l’esasperazione del mondo del sociale pare non essere passata inosservata questa volta. La trasformazione della struttura burocratica è solo all’inizio ma le ferite sulla carne viva del tessuto sociale sono ancora aperte e sanguinanti.