Dopo il reportage, spariscono le prostitute da via Scillitani. “E’ rimasto solo un trans”. Ordinanze non pervenute

Foggia
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Non si vedrebbe da alcuni giorni, in via Scillitani, il gruppo di giovanissime ragazze di etnia rom dedite quotidianamente alla prostituzione in pieno giorno e in pieno centro città. A farlo sapere esercenti, residenti e persone che per lavoro o per hobby frequentano abitualmente quella strada. l’Attacco è tornato sul posto, ieri mattina, ad una settimana dal primo sopralluogo. Durante quella prima verifica, le stesse persone ascoltate ieri avevano confermato la presenza delle ragazze, che sosterebbero quasi tutti giorni, da mezzogiorno alle prime luci della sera, nel tratto di marciapiede che costeggia la villa comunale, all’altezza dell’incrocio con via Monte Sabotino.

“Dopo l’articolo che avete pubblicato, in questi giorni non ho più notato la loro presenza– afferma un barista che lavora in zona -. Ho inoltre notato un maggior pattugliamento delle volanti della Polizia municipale”.

La settimana scorsa, l’Attacco aveva avuto notizia di “un incontro convocato in Prefettura, a cui – era stato riferito dalla fonte - avrebbe partecipato anche la commissaria Magno”: proprio lo stesso giorno della pubblicazione del reportage su queste colonne. Una circostanza, però, smentita dal capo di gabinetto della stessa Prefettura, che, contattato ieri, ha risposto: “Non si sono tenuti tavoli tecnici sul tema. Bisognerebbe provare a chiedere, eventualmente, in Questura”.

l’Attacco ha allora provato a contattare anche la Questura, dove non è stato possibile parlare con il responsabile di gabinetto. Uno dei poliziotti a presidio di piazza Cavour, di fronte alla villa comunale, ascoltato ieri mattina, ha riferito che, al momento, dalla centrale non è stata comunicata alcuna ordinanza ufficiale in merito ad un più stringente controllo del fenomeno in quella zona.

Anche se non vi sono notizie certe su un’eventuale azione di contenimento, prefettizia o amministrativa che sia, sembra comunque che qualcosa sia cambiato.
A confermare l’interruzione dell’“abitudine” delle ragazze rom anche due addetti comunali alla sosta: “Abbiamo effettuato servizio in quest’area sia ieri che stamattina. Non si sono viste. Fino a qualche giorno fa, invece, le vedevamo sempre. Una volta ci hanno detto che vengono da Trani, ma non sappiamo se sia vero. In tutti i modi, a prostituirsi è rimasto un trans, anche lui un habituée di via Scillitani. Lo vediamo ancora”.

La notizia è stata confermata anche da altri residenti, e verificata, inoltre, da l’Attacco, che, a mezzogiorno di ieri, lo ha visto spuntare ed è stato pure invitato dal transgender a “consumare”. Con un cenno della mano, come si fa di solito con i potenziali clienti.

Tutta l’indagine era partita da una segnalazione di un lettore il quale, provocatoriamente, con una mail di denuncia inviata in redazione, aveva proposto “di modificare il nome di via Scillitani in via del Meretricio, in quanto, quotidianamente, soggiornano prostitute dalla mattina alla sera, creando continuo imbarazzo ai genitori che passano di lì con i propri figli, ma ciò che è più comico, è che a pochi metri (piazza Cavour), zona antistante la villa comunale, c'è quasi sempre un posto di blocco delle forze dell’ordine”, aveva sottolineato il lettore.

La settimana scorsa, quindi, il primo sopralluogo de l’Attacco, si era sviluppato a metà mattinata. A dire il vero, nessuna presenza né movimento circospetto. Ma la conferma era arrivata da più fonti. “E’ ancora troppo presto, di solito arrivano in tarda mattinata. L’ora di punta è nel primo pomeriggio. Un fenomeno che avviene a tutt’oggi, quasi quotidianamente”, aveva rivelato il titolare del bar sito a poche decine di metri dall’hot spot.
Tutte le fonti ascoltate avevano confermano l’etnia rom e la giovanissima età delle regazze.

Un altro barista, il cui bancone è posizionato quasi vista fronte, in una circostanza, ha chiesto ad una di esse quanti anni avesse. “Mi ha risposto 19 anni. Ma io non ci ho creduto. Era palese che fosse minorenne. Mi ha detto anche che aveva un figlio di 4 mesi. Restano tutto il giorno – continua - qui in zona. E la clientela c’è eccome. Poi verso le 20.30-21 vanno via”.
Nessuna delle fonti ascoltate, però, aveva saputo dire con certezza se ci sia qualcuno a monte, uno o più sfruttatori.

Gli anziani che trascorrono il loro tempo all’interno della villa comunale, nel cortiletto di pertinenza dell’Asd Cral Ataf, poi, avevano raccontato che qualche volta poteva capitare che le ragazze si recassero nell’area di intrattenimento del circolo per chiedere di andare al bagno, un bicchiere d’acqua. Del fenomeno hanno mostrato di avere contezza anche due carabinieri di passaggio a piedi su via Scillitani.

“In passato abbiamo ricevuto diverse segnalazioni – ha spiegato, la settimana scorsa, uno di loro -. Le giovani sono state identificate e più volte allontanate dalla zona. Si tratta di ragazze di 18-20 anni. Alcune di loro abitano con le famiglie in via Meridiana, alle spalle della Chiesa delle Colonne. La prostituzione in sé non è un reato. Al più, in alcune circostanze, un illecito amministrativo. Cosa diversa è il favoreggiamento, l’induzione o lo sfruttamento della prostituzione. Che è perseguibile penalmente ma che necessita di prove sul condizionamento, sul supporto effettivamente prestato all’attività di meretricio, o sulla dazione di denaro, provento dell’attività, che la prostituta eventualmente versa nelle tasche del suo sfruttatore. Fatti, questi, finora non ancora accertati. E’ stato anche complicato, in alcune circostanze, verificare che le ragazze effettivamente si prostituissero”.