Campagna abbonamenti al Giordano a rilento. A dieci giorni dall’avvio resta vuoto circa metà teatro

Foggia
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C’è sempre stata la corsa agli abbonamenti per garantirsi una poltrona per la stagione del teatro Giordano di Foggia. Tutti in città ricordano i disordini e le lunghe file al botteghino da parte degli appassionati alla ricerca della tanto agognata sottoscrizione.

Tanto è vero che a partire dal 2019 si è resa necessaria la vendita online dei biglietti, come mise in evidenza il dirigente comunale del servizio durante la conferenza stampa di presentazione del cartellone di quell’anno, Carlo Dicesare: “Vendere online gli abbonamenti della prossima stagione teatrale è stata una necessità per via della distorsione avvenuta negli anni precedenti, in cui si creavano file ingombranti. Si tratta di una scelta utile e trasparente”.

Ma a quanto pare di quello slancio culturale è rimasto poco. E’ infatti partita a rilento la campagna abbonamenti di quest’anno. A dieci giorni dall’avvio delle sottoscrizioni, il teatro è rimasto semi vuoto in entrambi i turni. Se da un lato la platea si è di giorno in giorno riempita, dall’altro i palchetti sono rimasti deserti (come si evince dalle due foto in pagina estrapolate dal sito ufficiale di vendita biglietti, Vivaticket: i puntini colorati rappresentano le poltrone ancora disponibili, dato aggiornato alle 12 di ieri).

Lo scenario è ancora più sconfortante se si pensa che dei complessivi 280 posti occupati (sul totale delle 470 poltrone del Giordano), circa un centinaio era stato già reso indisponibile all’acquisto ancora prima dell’apertura ufficiale del botteghino lunedì della scorsa settimana. Il che ridurrebbe ancor di più il numero di persone che effettivamente ha acquistato l’abbonamento. Un po’ peggio è andata per il secondo turno, che ha raggiunto 270 sottoscrizioni, sempre però considerando i circa cento posti sottratti alla vendita.

Come detto, non sono stati venduti i posti dei palchi, sebbene il valore dei biglietti è identico a quelli di platea: 284,54 euro a persona in I e II fila; per i palchi di III fila il prezzo scende a 216,24 euro ma neppure questo risparmio ha incoraggiato gli spettatori.

“Non è come accendere o spegnere un interruttore”, è stato il commento di alcuni operatori culturali foggiani, delusi dal calo di adesioni. “Incoraggiare le persone a partecipare alla vita culturale e sociale di una città richiede impegno, fatica, sacrificio, comunicazione e promozione. Non si può pensare di affidare tutto alla pagina Facebook del teatro, che peraltro non è mai davvero decollata negli anni. Evidentemente qualcosa è venuto meno quest’anno e i risultati si vedono. Fa male però vedere il Giordano semi vuoto, tra l’altro alla vigilia del primo spettacolo, in programma venerdì e sabato”.

A calcare le scene per primi saranno Paolo Fresu e Ugo Dighero in esclusiva regionale con Tango Macondo liberamente ispirato all’opera "Il Venditore di Metafore" di Salvatore Niffoi (ed. Giunti) con musiche originali di Paolo Fresu, che accompagna lo spettatore in un viaggio tra parole e suoni, tango e musica popolare, scrittura e tradizione orale.

Costo complessivo del cartellone a carico del Comune di Foggia è di circa 220 mila euro. Un investimento importante, all’altezza della città capoluogo che nel suo ruolo di riferimento della provincia dovrebbe fare da traino ed esempio al territorio.
Ma sulla gestione del teatro ultimamente, come raccontato a più riprese su queste colonne, molte ombre sono state gettate, a partire dalla concessione degli spazi per attività culturali alla disponibilità dei biglietti.

Ha destato più di una perplessità e qualche battuta dal sapore amaro quanto evidenziato da l’Attacco la scorsa settimana. A distanza di dieci giorni infatti non è stato ancora chiarito per quale ragione quei cento biglietti siano stati sottratti alla vendita per abbonamento. Se si tratta di posti riservati alle autorità la proporzione di uno su cinque è parsa eccessiva, tanto più se si pensa che molti posti (ad esclusione dei palchi centrali) erano in platea, anche in ordine sparso: un paio in una fila, alcuni altri in un’altra e praticamente tutte le poltrone delle file in fondo alla sala.

“Forse si sarebbe dovuto prendere in considerazione il fatto che siamo ancora in pandemia e che magari gli spettatori avrebbero avuto qualche resistenza ad acquistare posti in palchetti senza sapere con chi avrebbero diviso gli spazi e che la platea sarebbe stata prediletta”, fanno notare alcuni osservatori. Ma tant’è. Restano ancora oscuri i criteri che regolano la gestione dei biglietti.

Di solito, i teatri delle città più importanti rendono pubblici regolamenti e linee guida che disciplinano la policy sui biglietti omaggio e sul courtesy ticketing per regolarizzare e rendere trasparenti i criteri attraverso i quali offrire gratuitamente o a prezzi scontati i biglietti del teatro. Il web ne è pieno, come si può facilmente notare con una sommaria ricerca. Di regolamenti relativi al Giordano di Foggia non vi è traccia, almeno su internet.