Acqua calda al Convitto Bonghi. “La Provincia non esiste, abbiamo segnalato alla Prefettura”

Spesa Pubblica
Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

“Ci vediamo costretti, nostro malgrado, ad evidenziare una situazione spiacevole, una delle tante nel panorama dei rapporti tra scuola ed enti pubblici territoriali di riferimento, che riguarda la nostra scuola”.

Esodisce così la professoressa Mirella Colli, rettore del Convitto Bonghi.

“Come noto, infatti, nel mese di ottobre ultimo scorso, la nostra scuola, ligia al dovere di effettuare controlli periodici sull'acqua, considerata la presenza del Convitto e del Refettorio, si vedeva costretta a chiudere battenti per quasi due settimane per permettere interventi di bonifica e di sistemazione dell'impianto idrico, che spettano all' Ente Provincia che gestisce i fondi dedicati alla manutenzione degli Istituti scolastici superiori dell’intero territorio. In verità gli interventi tampone sono stati effettuati con tempestività (il giorno successivo alla chiusura), ma con la prescrizione di non erogare acqua calda (soprattutto nelle camere e nelle docce degli allievi) fino a nuova disposizione. Tale previsione, con tutti i disagi del caso, avrebbe dovuto consentire di intervenire con decisione sul sistema idrico della scuola, con sostituzione dei serbatoi di riserva, con sostituzione di guarnizioni e terminali di docce e rubinetti, e con l’installazione di un sistema a raggi UV nel locale caldaia per scongiurare definitivamente qualunque problema”.

“Dopo l’intervento choc di emergenza e dopo il cambio di guarnizioni e di alcuni terminali nelle stanze dei ragazzi e nelle docce - continua - tutto si è fermato e, a distanza di oltre un mese dal problema, dalla Provincia abbiamo visto soltanto la presenza di un referente che doveva effettuare un sopralluogo per i lavori (sic!) effettuati.
La situazione si sta facendo ancor più incandescente perché le famiglie degli alunni convittori, giustamente, cominciano a protestare nei nostri confronti. Noi che siamo davvero in mezzo a una vicenda che ha dell’incredibile. Questo perché la Provincia ormai latita al telefono, cestina sistematicamente le Pec della nostra scuola senza neppure aprirle. Uno sgarbo istituzionale che non ha eguali e non ha bisogno di essere commentato. Ci è rimasta la segnalazione agli uffici della Prefettura, fatta tre giorni fa, che speriamo riesca a muovere le acque per una situazione che lede l’immagine di tutta la comunità scolastica e non solo”.

“Un'ultima considerazione la facciamo in merito all'atavica carenza di fondi che negli anni ha colpito ciascun settore della Pubblica amministrazione, causa che spesso determinava rifiuti garbati nell' affidamento di lavori per sistemare le nostre disastrate scuole. A quanto pare, però, nell' ultimo anno di fondi dedicati alle scuole ne sono arrivati e sarebbero anche consistenti. Ci chiediamo allora qual è la causa ostativa per intervenire a favore di un Istituto scolastico che è un fiore all' occhiello per l’intera provincia da almeno 150 anni?
Questo comunicato rimane il nostro ultimo spiraglio da cui lanciare la nostra disapprovazione e il nostro risentimento, nella speranza che chi di dovere almeno abbia il tempo di leggere il giornale o un sito di informazione web, certi che chi avrà letto non dovrà essere costretto a scoprire l'acqua calda”.