Appalti, Tutolo non fa sconti: “Azzarone lasci la segreteria del Pd”

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Sta scatenando reazioni, nel mondo politico, la rivelazione da parte de l’Attacco dell’aggiudicazione - da parte della General Service Group srl di Gigi Colucci, marito della segretaria del Pd di Capitanata Lia Azzarone – della mega gara da oltre 9,7 milioni di euro del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano per i lavori relativi ad una “Rete di acquedotti minori nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano con l'utilizzo di risorse idriche locali. Schema Sud 2° Lotto - Ulteriore Estendimento”.

Fondi comunitari, quelli del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020, transitati tramite la Regione Puglia. Una vittoria preceduta nei mesi precedenti da insistenti pronostici, ora avveratisi, in favore di General Service Group, una delle due imprese del Gruppo Colucci.

L’aggiudicazione è avvenuta per l'importo di 7.686.096,54 euro, calcolato sull'importo a base d'asta (inclusi gli oneri della sicurezza diretti soggetti a ribasso) di 9.631.941,33 euro, al netto dell'importo degli oneri di sicurezza indiretti non soggetti a ribasso pari a 105.515,17 euro, e quindi complessivamente 7.791.611,71 euro.
General Service Group, alias Colucci, è arrivata prima col punteggio di 92,79, grazie ad un ribasso del 20,20%.
L’offerta tecnica è stata valutata col massimo punteggio (80,00), un fatto più unico che raro. Quella economica ha ricevuto 12,79 punti.

La notizia è arrivata sul tavolo del presidente della Regione Michele Emiliano e alcuni beninformati garantiscono che nello stesso Pd ci sarebbero malumori per sospetti e imbarazzi generati da tale situazione. Ma adesso c’è chi chiede espressamente che Azzarone lasci la guida del Pd di Capitanata.

E’ il vulcanico consigliere regionale Antonio Tutolo, abituato a parlar chiaro e a dire ciò che pensa.
“È chiaro che c'è un problema”, afferma a l’Attacco Tutolo. “Per me c'è, eccome. Questo territorio, la nostra provincia, adesso più che mai ha un maledetto bisogno di chiarezza. Tali ambiguità non fanno bene, innanzitutto non fanno bene al Pd dove c'è tanta gente che crede nel partito e non vuole che ci siano situazioni che oggettivamente non sono il massimo. E’ del tutto legittimo da parte di qualcuno voler fare attività di impresa, ci mancherebbe altro”, continua l’ex sindaco di Lucera.

“Ma è inopportuno fare l'una e l'altra cosa. Per me Azzarone dovrebbe lasciare l'incarico di segretaria provinciale del Pd, togliendo la sua stessa parte politica, il suo partito e l’intero centrosinistra da una condizione oggettiva di ambiguità e imbarazzo”. Per Tutolo “è una questione di opportunità politica, una cosa che oggi pare dimenticata da tutti”.
“Mi chiedo perché non fare un passo”, prosegue il consigliere regionale ex della civica di Emiliano CON. “Io non sono nessuno per chiedere le dimissioni di Azzarone ma probabilmente sarebbe opportuno un passo indietro. Lo si deve alla gente, agli elettori, a tutti i cittadini. Sicuramente sarebbero maggiormente tutelate anche le altre imprese”.

L’anomalia del Consorzio è in chi ha individuato i tre commissari di gara. Come presidente fu scelto l’ingegnere Mario Tardugno (esperto di idraulica, ex dipendente del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara), componenti la dottoressa Carmela Pedone (dipendente del Consorzio per la Bonifica della Capitanata) e l’ingegnere Giovanni Marinelli (ex dipendente del Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia). Alla seduta del cda parteciparono il presidente Giovanni Terrenzio e i consiglieri Giosuè Del Vecchio, Antonello Gentile, Franco Schiavone, Domenico Vincenzo Cusmai e Luigi Santoro. Assenti in tre: Generoso Rignanese, assessore Pd del Comune di Monte Sant’Angelo; il vicepresidente Michele Palmieri; Leonardo Rinaldi.
“Non so se è legittimo l'atto fatto dal cda del Consorzio di bonifica montana del Gargano”, commenta Tutolo.

“Qualche perplessità ce l'ho su un cda che nomina la commissione giudicatrice di una gara. Non sono un avvocato ma non mi risulta che gli organi politici possano decidere i commissari di gara. La legge dice che sono altri a doverlo fare. In tanti anni da sindaco non mi sono mai sognato di farlo. Credo che per analogia debbano applicarsi le stesse regole al Consorzio di bonifica, un ente che gestisce fondi pubblici. Un passo indietro di Azzarone sarebbe opportuno e anche gradito da molti elettori e militanti del Pd, che magari non lo dicono espressamente ma lo pensano. Il tema c'è tutto”, ribadisce.

“La Capitanata non ha bisogno di simili situazioni. Questo è il mio pensiero, che sento di esprimere liberamente, pur sapendo che determinerà forti reazioni contro di me. Non me ne importa. L'Attacco ha posto una questione che per me non è di lana caprina, né fuori dal mondo. La discussione per me va fatta”. L’intervento di Tutolo è il secondo sulla vicenda dopo quello dell’europarlamentare M5S Mario Furore, che aveva giorni fa citato il caso Colucci-Consorzio nel commentare la sconfitta dei dem a Manfredonia, riportandolo come fatto emblematico della diversità di posizioni e visioni tra MoVimento e Pd.

“Avere una forza sana e onesta come il M5S dovrebbe imporre come minimo delle riflessioni in casa foggiana dem, un cambio di paradigma, essere leali nei rapporti di vicinato, spogliarsi di una visione personalistica della politica: ultimo esempio amaro tra i tanti è quello della settimana scorsa, in cui i cittadini sono stati mortificati dall’ennesimo atto di spavalderia affaristica targata Pd”, aveva affermato Furore.

“Al Consorzio di bonifica montana del Gargano, infatti, un cda politico - prorogato un anno fa grazie ad un emendamento del Pd pugliese – ha nominato la commissione tecnica che ha aggiudicato, guarda caso, un appalto milionario all’impresa di famiglia della segretaria provinciale dem Lia Azzarone. Una coincidenza non solo molto strana ma che getta strane ambiguità sulle modalità di una commissione tecnica nominata da un cda politico, cosa che nemmeno nel più piccolo Comune di Italia sarebbe possibile, ma nel regno di Piemontese evidentemente sì. Sarebbe interessante capire cosa ne pensa l’Anac”, era stata la conclusione di Furore.