Ministero e Regione aprono alle visite dei parenti nelle strutture per anziani. Ovunque, tranne alla Fondazione Barone, l'ira di Tutolo

Sanità di Capitanata
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Si è recato direttamente sul posto questa mattina, il consigliere regionale Antonio Tutolo che da mesi si batte per ripristinare l’accesso, in sicurezza, dei familiari dei pazienti ricoverati nelle strutture socio assistenziali per anziani e fragili.

Alcuni cittadini che hanno i propri cari ospiti della Rssa Fondazione Maria Grazia Barone di Foggia si sono rivolti al consigliere, il quale stamattina ha provato a chiedere spiegazioni alla governance della struttura, senza esito. Da qui la decisione di rivolgersi alle forze dell’ordine. Agenti di polizia sono intervenuti, raccogliendo elementi e dichiarazioni delle parti.

Le rimostranze del consigliere si fondano su quanto fissato da una recente circolare del ministero della salute, recepita anche dalla Regione Puglia.

“Il ministero della salute – si legge nella nota – ribadisce come la normativa vigente preveda che debba essere garantito il ripristino dell’accesso di familiari e visitatori presso le strutture sopra menzionate (strutture di ospitalità e di lungodegenza, residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture socio-assistenziali, strutture riabilitative, strutture residenziali per anziani e comunque a tutte le strutture residenziali di cui all’art. 44 del DPCM 12.01.2017, ndr) riconoscendo, su tutto il territorio nazionale, ‘il diritto alla continuità delle visite di familiari e visitatori, con cadenza giornaliera, consentendo loro anche di prestare assistenza quotidiana nel caso in cui la persona ospitata non sia autosufficiente’”.

“Tuttavia, in relazione allo specifico contesto epidemiologico, la stessa normativa prevede che il direttore sanitario di una struttura possa adottare eventuali misure precauzionali più restrittive, previa comunicazione al competente dipartimento di prevenzione della Asl competente per territorio”.

“Tuttavia, se le motivazioni di rischio sanitario fornite dal direttore sanitario sono ritenute prive di evidenze scientifiche, il dipartimento di prevenzione emana, entro tre giorni, un provvedimento motivato che vieta l’applicazione di misure più restrittive”. Il direttore sanitario risponde di eventuali violazioni di legge.