L’atteso addio di Piazzolla alla Capitanata, croce (senza delizia) della sanità del territorio

Sanità di Capitanata
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Da tempo si sapeva che il direttore generale della Asl Foggia, il barlettano Vito Piazzolla, avesse i giorni contati in Capitanata: giunto al suo secondo mandato consecutivo non avrebbe potuto essere designato ancora, per legge. Eppure si vociferava che a Bari stessero pensando ad un ulteriore periodo di reggenza, nominandolo commissario straordinario, carica già rivestita sei anni fa, prima di diventare dg. Anche in Azienda sembrava un fatto scontato ma, colpo di scena, lunedì arriva la delibera di giunta regionale che invece nomina commissario Antonio Nigri, già direttore sanitario della stessa Asl.

“Un fulmine a ciel sereno anche per lo stesso Piazzolla”, rivelano beninformati a l’Attacco ma tant’è. Lo psicologo barlettano torna al suo vecchio incarico in Aress lasciando un’eredità poco lusinghiera nell’ambito della sanità foggiana. La sua gestione è stata spesso duramente criticata da addetti ai lavori e osservatori, anche da queste colonne. Come ad esempio ha fatto più volte Dino Marino, già presidente della commissione sanità in consiglio regionale con Nichi Vendola governatore, nonché amministratore di vecchio corso nella sua San Severo, il cui ospedale è stato spesso al centro di criticità e problemi di efficienza.

“Bilancio dell'amministrazione Piazzolla assolutamente negativo – ha ribadito Marino -. Mi auguro che Nigri, che fino ad oggi ha lavorato al fianco di Piazzolla, oggi abbia contezza di tutti i problemi che su questo giornale e che a più riprese io stesso ho messo in evidenza, vengano risolti. Spero che ci sia un cambiamento reale, a favore in particolare dei cittadini di Capitanata. Spero che le responsabilità del decadimento dell’assistenza a cui abbiamo assistito in questi anni, siano da attribuire solo all'ex direttore generale e che il nuovo commissario prenda il toro per le corna e inizi un vero cambiamento. Sono fiducioso, Nigri è un'ottima persona ma adesso è tutto da vedere”. Gestione fallimentare anche per Elena Gentile, già assessora regionale alla sanità, europarlamentare, nonché medico.

Medicina del territorio e attività ospedaliera

In questi anni le strutture della Asl si sono caratterizzate per l’erogazione di prestazioni a singhiozzo, aperture e chiusure di reparti a fasi alterne. Non sono mancati accesi consigli comunali dedicati al tema della sanità del territorio, comitati di cittadini furiosi, sindaci insofferenti, pazienti arrabbiati ed esasperati che spesso hanno rimesso all'attenzione dell'opinione pubblica, anche tramite l'Attacco, le loro doglianze e le loro difficoltà nell'ottenere risposte sull'assistenza, mobilitazioni nelle aree più periferiche del Gargano e dei Monti Dauni e continue sollecitazioni degli amministratori. Piazzolla poi è stato il dg che ha “perso” uno dei 4 ospedali della provincia, il Lastaria di Lucera. Per quanto sia stata salutata come una operazione vincente, di fatto, la Asl ha abdicato alla gestione di un presidio molto importante.“E’ la cifra di come la Regione Puglia abbia certificato l'incapacità di Piazzolla a rivitalizzare un presidio sul quale io avevo lavorato, facendo convenzioni con l'Asl ai tempi di Manfrini dg – ha ricordato Gentile -. C'era già una trama da cui partire, che poteva essere sicuramente migliorata ma invece hanno scelto di fare quell'operazione (la cessione al Policlinico Riuniti di Foggia, ndr), andata a tutto vantaggio di una sola branca della medicina”. Ma più di tutto, secondo la politica cerignolana, a Piazzolla è mancata la visione: “Foggia poteva diventare il territorio dove sperimentare l'innovazione, su impulso della Asl, un direttore che ha una visione va in Regione e propone. Il rapporto tra direzione generale e struttura politica istituzionale deve essere di osmosi continua, nel senso che il manager fotografa la situazione, va a Bari e ne parla, cercando modelli e soluzioni. Sarebbe potuto fiorire un polo di specializzazione, un modello di presa in carico, in particolare della popolazione più anziana che sui Monti Dauni ad esempio presto diventerà un gravissimo problema da gestire. Assistenza digitalizzata, monitoraggio in remoto, uso di droni per trasportare farmaci a domicilio: sono solo alcune delle idee che si sarebbero potute sperimentare. Non solo, la medicina che in passato aveva avuto slanci e segnali di nuova attuazione è ripiombata in questi anni nella mediocrità. L’ho potuto constatare nell’ospedale di Cerignola: lo avevo lasciato un gioiellino e ora vive tempi cupi. Non mi pare poi che negli altri ospedali le cose vadano meglio”.

Personale e attrattività dell'Azienda

Più volte è stata registrata l'assenza di candidati ai concorsi della Asl, segno tangibile della scarsa attrattività delle strutture dell'Azienda che spesso vanno in sofferenza proprio per la mancanza di personale. “I giovani professionisti cercano di entrare in presidi che offrono la possibilità di imparare, di crescere – ha ricordato Elena Gentile -, basta citare l'ultimo caso del concorso per anestesisti: nessun medico alla Asl e oltre 30 candidati alla stessa procedura bandita dal Policlinico Riuniti. Basterebbe solo questo per dire quanto è stato inadeguato il dg”. La carenza di personale presto si manifesterà in tutta la sua gravità anche nel reparto maternità dell’ospedale di San Severo. “I ginecologi stanno per andare in pensione – ha fatto notare Dino Marino -, cosa ha fatto la direzione in vista di questo? Che ne sarà del servizio se non ci sono specialisti? Perché non sono stati fatti concorsi?”.  Una disaffezione che viene confermata anche dal gran numero di dimissioni da parte degli operatori sanitari che hanno deciso di lasciare la Asl Foggia, pur avendo contratti a tempo indeterminato. “Anche la qualità dell'ambiente lavorativo ha lasciato sempre a desiderare quindi qui rimane un medico del posto, che ha famiglia, altrimenti si va via – ha aggiunto Gentile -. Non si valuta tanto il trattamento economico, che più o meno è sempre lo stesso nella sanità pubblica, quanto la qualità dell'organizzazione del lavoro, della gratificazione personale, cose che alla Asl Foggia non ci sono state in questi anni”.

Covid

La pandemia ha travolto il sistema sanitario mondiale, un nemico nuovo e sconosciuto ha messo a dura prova gli operatori e i sistemi organizzativi ma anche in questo caso l'Asl di Piazzolla non ha brillato per efficienza e capacità. Più volte su queste colonne si sono evidenziati i numeri dei contagi e della diffusione della malattia molto più alti rispetto ad altre province del centro sud. Ma resterà emblematica, come momento di imbarazzo (e di resa) dell'Azienda, la lettera intercettata da l'Attacco, firmata da Vito Piazzolla e dallo stesso direttore sanitario Antonio Nigri, con la quale si invitavano le famiglie a portare a casa gli anziani ricoverati nelle Rsa, nel bel mezzo della prima ondata. “Una caduta anche formale, di stile e di approccio – incalza Gentile -. Per non parlare di tutto il disagio vissuto nelle strutture private abbandonate a loro stesse, rimaste senza personale perché contrattualizzato dalla Asl, peraltro a tempo determinato e oggi fuori dalle strutture. Capisco che questa cosa ha travolto la banalità della routine giornaliera e dell’organizzazione complessa però bastava guardare quello che stava accadendo, ad esempio, in Lombardia dove tutto più o meno è cominciato e andare a mettere mano nella riorganizzazione di quel modello. Anche quella è stata una spia di qualità dell'operatività del manager. La lettera resta comunque l'emblema dell'inadeguatezza della direzione strategica”. Gli strascichi della pandemia, benché lo stato di emergenza sia cessato da diverse settimane, si fanno ancora sentire, come ha dimostrato il susseguirsi di segnalazioni da parte degli utenti che ancora non riescono ad avere risposte dal sistema sanitario provinciale, ancora non del tutto a pieno regime, con personale a orari ridotti, limitazioni ancora presenti e soprattutto lunghissime liste di attesa per avere le prestazioni.

Inchieste giudiziarie

Piazzolla comunque tornerà in Capitanata, se non altro ad affrontare il processo per l’affaire dell’internalizzazione del Cup. Deve difendersi dalle accuse di aver assecondato le richieste avanzate da Angelo e Napoleone Cera (quest’ultimo consigliere regionale di maggioranza ai tempi del fatto, ndr), in violazione di obblighi di legge, e disposto il blocco o comunque la sospensione del processo di internalizzazione del Cup. L’iter sarebbe stato prossimo alla definizione ma la condotta del pubblico ufficiale non avrebbe permesso ciò ed anzi avrebbe consentito alla Gpi, la società che gestiva il servizio in appalto, considerata vicina ai Cera, secondo la ricostruzione dell’accusa. Più recente invece l'indagine sulla gara multimilionaria dell'elisoccorso, bandita dalla Asl, ritirata per l’interessamento della Procura e di recente riproposta. Ha destato molto scalpore quanto emerso dalle carte dell’inchiesta, nelle quali si legge di un rapporto di grande vicinanza tra Piazzolla e lo stesso Roberto Pucillo, imprenditore della Alidaunia, finito a dicembre agli arresti domiciliari (poi revocati) nell’ambito della stessa inchiesta giudiziaria, come raccontato da l’Attacco in anteprima.

“La magistratura farà il suo corso, non è un tema di discussione che mi appassiona, quello che mi preme evidenziare è che la qualità di un’organizzazione si valuta dalla gestione applicata alle zone più problematiche ed è mia opinione che proprio in quelle aree della provincia Piazzolla non abbia fatto bene, per questo io non lo ringrazio. Mi auguro che il prossimo dg non sia il frutto della solita, odiosa contrattazione politica. La politica non c’entra, si dia luogo alla migliore delle scelte, altrimenti verrà meno tutto”, ha concluso Elena Gentile.