Cade in piedi Rita Acquaviva, fresca direttrice di Distretto

Sanità di Capitanata
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Non solo riammessa in servizio ma destinata anche a incarico apicale: queste le disposizioni che la Asl Foggia ha riservato a Rita Acquaviva, la (ex) responsabile area tecnica dell’Azienda sanitaria di Capitanata finita il 13 dicembre scorso agli arresti domiciliari (poi revocati) nell’ambito dell’inchiesta Icaro.

Secondo la Procura la dipendente avrebbe creato con Roberto e Roberta Pucillo (padre e figlia), titolari della Alidaunia, società attiva nel trasporto aereo, una “corsia parallela riservata” volta a rendere la società “predestinata” ad aggiudicarsi le gare, all’insaputa dei suoi futuri o attuali concorrenti. Corsia, questa, costellata di discovery indebite, di raccolta e recepimento di bozze di capitolati, nonché di suggerimenti alle stazioni appaltanti.

Con ciò suggellando un’alleanza definita dai magistrati “contro natura”, la quale, pur non sfociando in una decisione favorevole ai “predestinati”, avrebbe comunque minato alle fondamenta e alterato l’intero corso delle gare attenzionate. Nello specifico, i Pucillo in relazione alla gara per l’affidamento del servizio di elisoccorso ordinario bandita dalla Asl in cui Acquaviva era Rup, dal valore di oltre 36 milioni di euro, sarebbero stati i ghost writers del capitolato speciale e del disciplinare di gara, avendone materialmente curato la predisposizione. Dalle intercettazioni riportate nell’ordinanza delle misure cautelari, è emerso l’intenso rapporto tra Acquaviva e i Pucillo con scambi di materiali, documenti, files, conversazioni proprio concernenti la gara in questione. La donna si è recata più volte nella sede della società.

Da qualche settimana al posto dell’ingegnera, alla direzione dell’area tecnica è stato designato il facente funzioni Pietro Zaccaro che ha assunto anche il ruolo di Rup in tutte le gare che seguiva Acquaviva.

Alla dipendente indagata è stato applicato l’istituto della rotazione straordinaria, prevista per i reati di natura corruttiva dal testo unico del pubblico impiego. In parole povere, un dipendente pubblico soggetto a procedimento penale per specifici reati, deve essere destinato, se possibile, ad altro incarico. La rotazione straordinaria si colloca nell’ambito delle misure in materia di prevenzione della corruzione che vedono nella Legge n. 190/2012 e nella normativa delegata da essa scaturente, un sistema di interventi atti ad introdurre, nel diritto amministrativo, una concezione di corruzione in senso non più solo penale, ma anche amministrativo, così come chiesto da numerosi organismi internazionali. Il provvedimento si estende a tutte le figure dirigenziali ed è da ritenersi quale misura amministrativa preventiva a tutela dell’immagine dell’ente.

Il management della Asl Foggia ha quindi pensato di destinare Rita Acquaviva alla direzione del distretto socio sanitario di Cerignola, anche se in via temporanea.

Diverse però le perplessità che questa decisione ha suscitato. Innanzitutto è da precisare che l'art. 3 sexies del decreto legislativo n. 229/99 dispone che l'incarico di direttore del distretto è attribuito dal direttore generale a un dirigente dell'Azienda, che abbia maturato una specifica esperienza nei servizi territoriali e un'adeguata formazione nella loro organizzazione, oppure a un medico convenzionato, da almeno dieci anni, con contestuale congelamento di un corrispondente posto di organico della dirigenza sanitaria.

Ebbene, Acquaviva, laureata in ingegneria civile edile, ha competenze prettamente tecniche e ha ricoperto ruoli confacenti alla sua formazione, non è chiaro quindi come possa avere un incarico di natura amministrativa e sanitaria.

La nota della Asl con cui si propone il conferimento dell’incarico, cita le linee guida dell’Anac sulla rotazione straordinaria al punto 3.5, che in realtà ha contenuti più generici. Invece il punto 3.8 chiede di porre particolare attenzione sulla rotazione straordinaria applicata ad un soggetto titolare di incarico dirigenziale. “La rotazione in questi casi, comportando il trasferimento a diverso ufficio, consiste nell’anticipata revoca dell’incarico dirigenziale, con assegnazione ad altro incarico ovvero, in caso di impossibilità, con assegnazione a funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca o altri incarichi specificamente previsti dall’ordinamento (art. 19, co. 10, del d.lgs. n. 165 del 2001)”, si legge nel documento dell’Autorità anticorruzione. E’ nel Ccnl per i dirigenti Spta all’art. 27, comma 1, lettera C che la legge disciplina le tipologie di incarichi “anche di alta specializzazione, di consulenza, di studio e ricerca, ispettivi, di verifica e di controllo”, vale a dire, posizioni inferiori rispetto a incarichi di struttura complessa ma anche di struttura semplice.

Ma se non c’è un incarico adatto al dipendete da sottoporre a rotazione che si fa? Arriva in soccorso il punto 3.7 delle stesse linee guida Anac, secondo cui l’ipotesi di impossibilità del trasferimento d’ufficio debba essere considerata, purché si tratti di ragioni obiettive, quali l’impossibilità di trovare un ufficio o una mansione di livello corrispondente alla qualifica del dipendente da trasferire. Non possono valere considerazioni sulla soggettiva insostituibilità della persona. “In caso di obiettiva impossibilità, il dipendente è posto in aspettativa o in disponibilità con conservazione del trattamento economico in godimento” dice l’Anac. C’è da chiedersi se non fosse questa l’ipotesi da applicare ad Acquaviva, invece che destinarla all’amministrazione di un distretto.

Fonti interne alla Asl riferiscono che serpeggi un certo malcontento, soprattutto tra i dipendenti ancora sospesi, con addebiti peraltro meno gravi rispetto alle accuse da cui dovrà difendersi Acquaviva, che alla fine sembra essere caduta in piedi.