Ortopedia San Severo a rischio, dopo due anni il primario lascia il reparto: “Situazione insostenibile”

Sanità di Capitanata
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Addio al reparto di ortopedia all’ospedale Masselli Mascia di San Severo. La Asl Foggia ha infatti preso atto e ha accettato l’istanza di dimissioni volontarie dall’incarico quinquennale di direttore di struttura complessa di ortopedia e traumatologia presentate da Giovanni Mollica, dirigente medico ortopedico. L’incarico era stato conferito nell’ottobre 2019 e dopo poco più di due anni è giunto al termine.

E’ stato stabilito che l’ultimo giorno di lavoro del primario sarà il 21 marzo. E poi?

Il timore è che il reparto si trasformi in un semplice ambulatorio, timore peraltro già paventato da alcuni comitati cittadini a conoscenza delle criticità della struttura.

Secondo beninformati le dimissioni di Mollica sarebbero state più che altro un gesto provocatorio, mirato a smuovere un po’ le acque in direzione generale. Effetto che a quanto pare non è stato sortito.

L’ortopedico avrebbe più volte sollecitato i decisori (a vari livelli, da quello comunale per arrivare anche al regionale) per poter risolvere le criticità più volte messe in evidenza, in primis relative alla carenza di personale. “In pratica doveva fare tutto lui – riferiscono dall’ospedale -, la situazione era diventata insostenibile soprattutto negli ultimi sei mesi durante i quali ha dovuto fare ambulatorio, sala operatoria, intramoenia e così via”. Mollica avrebbe avanzato inoltre proposte per implementare il servizio, anche alla luce del recente restyling del reparto rimesso a nuovo dopo la dismissione dei posti letto Covid: pareti ritinteggiate, letti nuovi automatizzati di ultima generazione, comodini, aste flebo e chi più ne ha più ne metta.

Ma sembra che le richieste del primario siano rimaste lettera morta. “Cosa hanno fatto alla Asl per trattenerlo, visto che sono già pochissimi i medici, hanno provato a fargli cambiare idea?”, è la domanda che si pongono cittadini e addetti ai lavori. A quanto pare l’ortopedico, molto apprezzato per le sue qualità professionali, è stato immediatamente reclutato dal Policlinico Riuniti di Foggia, dove dovrebbe continuare a svolgere le sue attività.

Senza Mollica al reparto di ortopedia di San Severo per ora resta solo un altro medico a fare attività ambulatoriale ma null’altro.

Nel frattempo monta la preoccupazione e torna lo spettro del depotenziamento dell’ospedale di San Severo. Negli anni più volte è stato lanciato l’allarme, da cittadini, da comitati e associazioni, da sindacati e politici. Di tanto in tanto la Asl annuncia chiusure temporanee di reparti, accorpamenti di strutture o sospensioni di prestazioni, monta la protesta, pezzi di politica cavalcano l’onda del dissenso, rientra l’emergenza e tutto torna nel silenzio.

“Nel frattempo - fanno notare alcuni osservatori - poco o nulla si fa per risolvere il problema, ci viene ripetuto che mancano i medici ma di questo passo la sanità pubblica finirà per essere un enorme contenitore di personale amministrativo. Che ne è dell’assistenza di prossimità se non si potenziano gli ospedali del territorio? Cosa succederà a tutte quelle persone che hanno bisogno di cure ma non hanno i mezzi economici per rivolgersi ai privati?”.

Le difficoltà al Masselli Mascia non riguardano solo l’ortopedia, da anni annaspano la ginecologia e il punto nascita che registra numeri sempre più bassi. Anche la pediatria è stata di recente oggetto di sospensioni. Senza anestesisti anche gli interventi chirurgici sono difficili, se non impossibili da realizzare con il risultato che le liste d’attesa si allungano.

“Meno prestazioni significa andare progressivamente verso la chiusura, si dirà che il servizio è inutile e quindi va soppresso ma il punto è dare gli strumenti, personale e mezzi per poter svolgere le attività con continuità”, hanno fatto notare i sanseveresi.

Ferma anche la realizzazione della stroke unit, istituita da mesi solo sulla carta e mai effettivamente partita per il trattamento delle patologie neurologiche come ictus e disturbi cerebrovascolari acuti al momento trattati solo nella neurologia del Policlinico Riuniti di Foggia. Una battaglia di civiltà, come è stata definita da medici e politici su queste colonne, vinta ma solo a livello amministrativo.

E a farne le spese sono, come sempre, i cittadini.

In questo contesto non mancano le difficoltà determinate dalla pandemia che ancora imperversa. Pur non essendo un ospedale Covid, non inserito cioè nella rete regionale dedicata alla cura dei contagiati, anche al Masselli Mascia vanno seguiti specifici protocolli, uno di questi riguarda l’accesso al pronto soccorso. E’ previsto infatti che, sia al paziente che all’eventuale accompagnatore, venga fatto il test antigenico, non essendo il presidio dotato dell’estrattore per i tamponi molecolari. A quanto trapela, la gestione delle attese sta diventando per gli operatori molto complicata, vista l’insofferenza manifestata dagli utenti, soprattutto quelli muniti di certificazione verde. Il timore è che l’insofferenza possa sfociare in atti di violenza verbale ma anche fisica.