Il Riuniti perde un (altro) pezzo della sua storia, Ferrandina si dimette e lascia il suo reparto di Ematologia

Sanità di Capitanata
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E’ un epilogo per certi versi amaro e per altri comprensibile quello legato alla vicenda di ematologia del Policlinico Riuniti di Foggia. I termini della questione sono ormai noti, come raccontato su queste colonne con dovizia di particolari, nei mesi scorsi l’Azienda ospedaliera ha espletato la procedura per individuare il nuovo direttore della struttura, a capo della quale come facente funzione c’era Celestino Ferrandina, stimato e apprezzato professionista, messo però da parte dall’allora direttore generale Vitangelo Dattoli.

A nulla sono valsi gli appelli, le richieste e le sollecitazioni provenienti dal mondo dell’associazionismo, della società civile, della politica e di alcuni sindacati rivolti al manager, affinché si mantenesse lo status quo nelle posizioni apicali del reparto. Eppure Dattoli ne avrebbe avuto facoltà, considerato che Ferrandina rientrava nella terna di idonei da cui discrezionalmente il dg avrebbe potuto legittimamente pescare. Invece la scelta è caduta in via prioritaria su Arcangelo Liso, professore universitario che ha poi rinunciato all’incarico e in seconda battuta la direzione è stata affidata a Lorella Melillo, attuale primaria di ematologia.

Era l’aprile dello scorso anno, Ferrandina nonostante tutto ha continuato a prestare servizio in reparto ma evidentemente non con un animo sereno, ha resistito qualche mese ma poi ha deciso di rassegnare le sue dimissioni. Già da qualche giorno ha infatti iniziato la sua attività in una clinica privata del capoluogo, nella quale, riferiscono a l’Attacco fonti vicine al dottore, ha recuperato la perduta serenità e dove ha trovato un ambiente più aderente alle sue esigenze.

E così il Policlinico perde un (altro) pezzo della sua storia.

La nascita del reparto di ematologia presso il Riuniti appartiene infatti a quella stagione durante la quale illuminati (e lungimiranti) professionisti della città hanno innescato quella spinta propulsiva che ha trasformato quello che era un ospedaletto di provincia in una struttura con specialistiche d’eccellenza che hanno arricchito il territorio in fatto di offerta sanitaria.

Era il 1989 quando Michele Monaco, compianto primario, venuto a mancare a maggio 2020, diede vita all'ematologia di Foggia e al suo fianco per 30 anni c’è stato proprio il dottor Ferrandina. Fino ad allora i cittadini di Capitanata erano costretti, anche per una semplice analisi, a recarsi altrove, lontano da casa. Il dottor Monaco non fu il solo, la città ricorda illustri personaggi come i medici Donato De Matteis, Antonio Passione, Domenico Faleo e altri che portarono specialistiche di rilievo agli Ospedali Riuniti, che prima avevano solo i reparti di medicina, ginecologia, chirurgia e ortopedia. Solo grazie all’impegno di questi medici foggiani si istituì la gastroenterologia o la nefrologia, per fare solo un paio di esempi. Si tratta di una generazione di figli di questa terra che hanno lavorato per migliorare le condizioni, anche sociali, dei cittadini, facendo fare un salto di qualità all'ospedale.

Grazie a questo senso di appartenenza e amore per le proprie radici è stata portata a Foggia una branca specialistica fino ad allora ignota: l’ematologia. Sono gli stessi protagonisti che fondarono, quasi contestualmente, la sezione foggiana della Ail, Associazione Italiana lotta alle Leucemie. Oggi l’eccellenza del reparto discende da quell’impegno, espressione del territorio e dalla sinergia del lavoro tra struttura ospedaliera e associazione di volontariato che in tutta Italia affianca le strutture di ematologia, con un contributo che è stato fondamentale nella crescita di questa specialistica in Italia in generale e tanto più nella realtà foggiana.

Celestino Ferrandina continuerà il suo impegno nell’Ail al fianco dei malati con iniziative e attività collegate alla sua professione, anche se lontano dal “suo” reparto.