Sospesa dal Tar Puglia la graduatoria Asl per dirigenti amministrativi. Si va al Consiglio di Stato

Sanità di Capitanata
Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Si erano presentati in 122 all’avviso pubblico, per soli titoli, per la copertura a tempo pieno e determinato di 7 posti da dirigente amministrativo, bandito dalla Asl Foggia ad aprile di quest’anno.

Sono stati 119 gli ammessi alla valutazione da parte della commissione giudicatrice. La procedura si è conclusa il 28 giugno con l’approvazione della graduatoria e il conferimento dei relativi incarichi. A settembre, però, la graduatoria è stata modificata, a seguito delle istanze in autotutela di revisione del punteggio pervenute all’U.O. concorsi e assunzioni, mediante le quali alcuni candidati rilevavano incongruenze relative al punteggio attribuito dagli esaminatori. I punteggi di due candidati sono stati rivisti in melius (consentendo a uno dei due di risultare vincitore, anche se in un secondo momento ha rinunciato al posto), uno in peius.

L’esito del ricontrollo dei titoli, però, evidentemente non ha soddisfatto un candidato che si è rivolto al Tar Puglia per far valere le proprie ragioni. Dopo una decina di giorni dalla pubblicazione della nuova graduatoria, infatti, è stato notificato alla Asl l’avvenuto ricorso per l’annullamento della deliberazione con cui l’Azienda ha approvato per l’appunto la graduatoria di merito relativa all’avviso pubblico in questione.

Il tribunale amministrativo il 26 ottobre ha accolto la richiesta e, con propria ordinanza cautelare, ha disposto la sospensione della delibera, fissando la discussione nel merito al 21 settembre 2022.

La notifica da parte del ricorrente principale è stata rimessa all’ufficio gestione risorse umane, per quanto di specifica competenza, unitamente alla diffida ad adempiere notificata alla Asl Foggia da controparte. Il ricorrente ha peraltro chiesto il risarcimento del danno.

Il legale che sta difendendo gli interessi dell’Azienda sanitaria, l’avvocato Leonardo Patroni Griffi del Foro di Bari (al quale è stata già liquidata complessivamente la somma di 12mila euro per la sua attività in questo procedimento), ha suggerito di impugnare l’ordinanza di fronte al Consiglio di Stato e così ha deciso di fare la direzione generale, nella speranza di ribaltare la decisone del Tar e ridare efficacia alla graduatoria, almeno fino all’udienza del prossimo anno.

Nel frattempo l’elenco dei vincitori ha subito nuovamente rimaneggiamenti, per via della rinuncia di tre amministrativi e per la sopraggiunta necessità di reclutare, oltre ai sette originari, altre due unità, necessità rinveniente dalle scoperture del piano di fabbisogno del personale 2019/2021.

Ora si aspetta il verdetto del massimo giudice amministrativo ma nel frattempo addetti ai lavori fanno notare come la decisione di rivolgersi al Consiglio di Stato potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Infatti, se i giudici dovessero confermare i contenuti dell’ordinanza cautelare del Tar Puglia, alla discussione sul merito della controversia la Asl arriverebbe con le armi spuntate e con due pronunce sfavorevoli che lascerebbero ipotizzare anche la successiva soccombenza.

E se da un lato ad ogni concorso e avviso ci sono tanti candidati che decidono di adire le vie legali per far valere le proprie ragioni, dall’altro c’è chi rileva che non è altrettanto frequente trovarsi di fronte alla sospensiva.

I presupposti essenziali di ogni misura cautelare sono il fumus boni iuris e il periculum in mora.

Per quanto riguarda la sospensiva, il fumus boni iuris non consiste “nell'esame della probabilità dell'esito favorevole del ricorso, quanto nella valutazione sommaria della non manifesta infondatezza di esso”.

La valutazione del fumus boni iuris si fa in seguito a sommaria cognitio, nella quale si accerti che il ricorso non sia palesemente infondato, sussistenti i requisiti di ammissibilità e ricevibilità dello stesso. Ciò al fine di evitare l'utilizzo della sospensiva a scopo meramente dilatorio.

Più complesso è il discorso sul periculum in mora. Tale requisito si configura normativamente diverso, a seconda che si tratti di giudizio dinanzi al Tar o giudizio dinanzi al Consiglio di Stato. Per il primo, la legge richiede i “danni gravi ed irreparabili”; per il secondo si richiedono le “gravi ragioni”.

Nel caso delle gravi ragioni, la valutazione si riferisce a norme non giuridiche, è un apprezzamento essenzialmente soggettivo; nel caso della valutazione dei danni gravi ed irreparabili, invece, il parametro della discrezionalità, che viene ad essere utilizzato per indicare la gravità del danno, deve essere integrato dal parametro contenente norme e principi di diritto relativi all'ammissibilità dell'azione cautelare, in ordine ad un accertamento riguardante la reversibilità o meno della posizione vantata.