Ministero e Procura di Foggia (e ora anche la Lega) vogliono fare luce sulla gestione dei 20 milioni per l'isola di San Nicola

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Si sono attivati sia la Procura di Foggia che il Ministero della cultura per far luce sulla maniera in cui sull’isola di San Nicola, mediante la Centrale unica di committenza Isole Tremiti, si stanno gestendo i 20 milioni di euro arrivati nel 2016 per il recupero del complesso abbaziale e, più in generale, dell’isola. A dirlo è stato lo stesso Dicastero guidato da Dario Franceschini, che ha confermato la notizia – data da l’Attacco settimane fa – dell’arrivo a San Nicola ad aprile di uomini del Comando Carabinieri Tutela patrimonio culturale nucleo di Bari.

Una risposta fortemente attesa sull’arcipelago, ma anche da tutti quelli che conoscono e amano le Diomedee e hanno espresso preoccupazione per le forti polemiche e richieste di trasparenza in merito alle procedure di gara, alle aggiudicazioni, al giro limitato di imprese e tecnici, al lavoro dei funzionari di Comune e CUC, all’immutabile commissione di gara, ad alcuni interventi (come quello sulle antiche mura dell’area portuale, la cui intonacatura ha destato aspre rimostranze).

Il Ministero ha finora ricevuto ben due interrogazioni sulla vicenda a lungo approfondita su queste colonne: una della senatrice M5S Gisella Naturale, l’altra della deputata Lega Anna Rita Tateo. L’interrogazione è stata presentata dalla Lega “a seguito della sottoscrizione, da parte di alcuni cittadini, di una petizione sulla piattaforma change.org per chiedere alle autorità competenti un’attenta verifica dello stato dei luoghi”.

I salviniani (il senatore Roberto Marti, la deputata Tateo, l’europarlamentare Massimo Casanova, il coordinatore provinciale di Foggia Daniele Cusmai, il coordinatore cittadino Isole Tremiti Gabriele Fentini) hanno ringraziato la sottosegretaria Borgonzoni in virtù della quale “non solo è stata richiamata l’attenzione sullo sviluppo del territorio ma anche sulla regolarità degli interventi effettuati sino ad ora e su quelli in cantiere”.

Ebbene, una prima risposta è arrivata dall'Ufficio legislativo del Ministero della cultura che, con riferimento all'atto di sindacato ispettivo, rispetto alla verifica dei progetti approvati per le isole Tremiti con fondi CIPE 2016, ha ricordato in primis come siano arrivati tali fondi. Ma ecco cosa il Ministero ha rivelato sui sopralluoghi e sulla decisione, anche della Procura foggiana, di attivarsi.

“Il 5 aprile scorso si è tenuto un incontro presso la sede della Soprintendenza a Foggia tra il funzionario e responsabile territoriale della SABAP e il progettista, il direttore dei lavori e il rappresentante dell’impresa esecutrice, durante il quale, ribadite dalla Soprintendenza le prescrizioni date sin dall’inizio circa le modalità di intervento di ripristino dell'intonaco a calce di colore bianco sulle murature - così come dimostrano le stampe di fine ‘800 e le iconografie del tempo, si è giunti all’accordo per cui l'impresa esecutrice si è impegnata a presentare altre campionature di intervento che allineino lo stato di fatto a quanto prescritto, al fine di “attenersi al criterio generale di conservare il più possibile le patine e le disomogeneità proprie del valore dell'antichità che la struttura esprime nel suo complesso. In generale, la scarnificazione delle malte e degli intonaci originali dovrà essere limitata alle sole parti il cui stato conservativo sia talmente precario da non permetterne il consolidamento, la conservazione e il restauro”.

Le suddette campionature saranno quindi visionabili in un sopralluogo in situ tra le parti, in modo da scegliere la soluzione più idonea dal punto di vista tecnico prima di procedere su tutta la muratura”. Il Ministero ha poi affermato, nella risposta fornita dal proprio Ufficio legislativo, che “il 12 e 13 aprile il Comando Carabinieri Tutela patrimonio culturale nucleo di Bari, su incarico della Procura della Repubblica di Foggia, e la Soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, hanno svolto un sopralluogo congiunto sull'isola, con particolare riguardo ai luoghi interessati dai suddetti interventi”.

In quell’occasione “si è preso atto che alla data del 12 aprile risultano avviati i seguenti lavori: “isola di San Nicola, riqualificazione area marina zona magazzini. Macroarea A intervento A2”; “isola di San Nicola, recupero degli spazi pubblici e arredo urbano delle aree relative alla vasca, polveriera, cameroni, marina sud. Macroarea B intervento B2”. Mentre alla stessa data risulta completato l'intervento di “valorizzazione e messa in sicurezza dei percorsi e sentieri dal complesso abbaziale all’elisuperficie. Macroarea D intervento D1”. “I restanti interventi autorizzati ma non ancora cantierizzati riguardano nel complesso le parti maggiormente degradate dell'isola di San Nicola, compreso il complesso abbaziale”, ha aggiunto l’Ufficio legislativo del Ministero. “Il sopralluogo, inoltre, ha consentito la verifica delle occupazioni di suolo pubblico da parte degli esercizi commerciali e ricettivi. Di queste sono attualmente in corso le verifiche di legittimità”.

Infine, “per quel che riguarda la gestione del finanziamento, le procedure di appalto e lo svolgimento delle gare, la Soprintendenza non ha esercitato e non esercita alcun ruolo, essendo la sua competenza limitata alle sole funzioni di tutela stabilite dal codice. Si rileva, infine, come il Ministero abbia intrapreso tutte le iniziative necessarie di competenza al fine di garantire il corretto impiego delle risorse stanziate a favore dell'intervento denominato Isole Tremiti-San Nicola”.