Concorsi, le polemiche non si placano: ora richieste di annullamento

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Le garanzie di totale regolarità nell’espletamento dei concorsi, fornite per conto della Provincia di Foggia dal segretario generale Giacomo Scalzulli su queste colonne e dall’ex magistrato Massimo Lucianetti (presidente della commissione esaminatrice delle due procedure per amministrativi), non placano le polemiche né convincono alcuni candidati dell’esercito dei 1.974 che hanno provato a conquistare i dieci, ambitissimi posti di lavoro a Palazzo Dogana. Il posto fisso fa gola a tutti, specie oggi, anche a chi sembrava destinato a una brillante e lucrosissima libera professione.

Concorsi che hanno sollevato perplessità sia per l’unica prova scritta scelta come modalità di svolgimento sia per la valenza autonoma delle domande di inglese e informatica, sia infine per la presenza tra i primi classificati di nomi vicini alla politica (come le sorelle Ilaria e Maria Laura Mari, rispettivamente cognata e moglie del segretario provinciale di Forza Italia Raffaele di Mauro, e Ilaria D’Urso, figlia dell’ex assessore Pd Peppino, oggi presidente del Teatro Pubblico Pugliese).

Nel mondo politico foggiano ci sono diverse voci critiche, dagli eletti M5S (che stanno pensando ad un’interrogazione parlamentare) all’ex consigliere comunale meloniano Giuseppe Mainiero. Proprio l’ex candidato sindaco della civica “Foggia in testa” ha esortato i concorsisti dubbiosi a chiedere a Palazzo Dogana di annullare le procedure.

“Grazie al prezioso impegno di un amico che ha raccolto la mia provocazione, si è prodotto un atto di revoca in autotutela che ogni candidato alle selezioni tenute dalla Provincia di Foggia può fare proprio. I profili di illegittimità che si sono evidenziati sono stati raccolti dalle testimonianze di alcuni candidati”, afferma Mainiero. “Chiunque voglia, può utilizzarlo sottoscriverlo e protocollarlo alla Provincia di Foggia. Sarebbe utile inviarlo a mezzo pec alle Prefettura di Foggia-ufficio enti locali, al Ministero degli Interni e al ministro della Funzione Pubblica. Il cambiamento necessita dell’impegno di tutti ed è un tratto culturale che va costruito. Una Capitanata migliore c’è!”, conclude il commercialista foggiano. L’atto è stato preparato da un “esperto di procedure pubbliche”, spiega Mainiero a l’Attacco, e andrebbe inviato al dirigente del Personale dell’amministrazione provinciale (che attualmente, ad interim, è il responsabile della Stazione unica appaltante, l’ingegnere Giuseppe Cela) e al responsabile dell’anticorruzione.

La richiesta riguarda tutte e 4 le procedure concorsuali, tutte per esami e per posti a tempo pieno (36 ore settimanali) e indeterminato, che hanno visto un’altissima partecipazione: 257 domande per il concorso relativo ai tre posti di istruttore direttivo tecnico, categoria giuridica D, posizione economica D1 con riserva di un posto per i volontari delle forze armate; 145 domande per il concorso per due posti di istruttore tecnico, categoria giuridica C, posizione economica C1; 604 sfidanti nel concorso per due posti di istruttore direttivo amministrativo, categoria giuridica D, posizione economica D1; infine 1.098 candidati per il concorso per tre posti di istruttore amministrativo, categoria giuridica C, posizione economica C1, con riserva di un posto per i volontari delle forze armate.

La presunta illegittimità riguarderebbe vari tipi di violazione di legge. “Il concorso pubblico per istruttore direttivo tecnico riporta alcuni titoli di laurea (tra l’altro triennali) che non consentono al partecipante di poter apporre firme su provvedimenti di natura tecnica che il servizio a cui viene assegnato richiedono: Scienze e Tecnologie Agrarie, Ingegneria dell'informazione; Scienze e tecnologie informatiche; Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura”, si legge nella bozza di atto. “E’ notorio che un laureato triennale nelle suddette materie non può firmare pareri tecnici, permessi, autorizzazioni, che un istruttore direttivo tecnico è chiamato a rilasciare nei settori tecnici dell’Amministrazione provinciale, quali il settore dell’ambiente, della viabilità o dell’ufficio delle autorizzazioni sismiche (ex Genio civile). Tutte gli enti locali, nel reclutare gli istruttori direttivi tecnici, richiedono espressamente la laurea in Architettura o Ingegneria civile/edile/ambientale”.

Poi, ad agosto 2021 sono stati pubblicati dalla provincia avvisi di modifica e riapertura termini del bando del concorso pubblico. In particolare per l’istruttore direttivo tecnico, l’avviso del 21 luglio ha riportato varie modifiche: è stata soppressa la prova preselettiva, le prove d’esame sono state sostituite con l’unica prova scritta.

Ebbene, secondo chi chiede la revoca sarebbero stati violati due punti dell’avviso di modifica. “La prova scritta si svolgerà con l’ausilio di strumenti informatici e digitali e avrà una durata di 60 minuti”, si diceva.

Ma “la prova è stata svolta interamente col metodo tradizionale cartaceo. Nessun dispositivo elettronico (tablet o altro) è stato messo a disposizione dei candidati. La modalità di svolgimento è stata del tutto cartacea, con tanto di bollino con codice a barre affisso a ciascun documento di concorso da parte del candidato. Esclusivamente la modalità di verifica delle prove, a detta della società SeleTEK, è stata svolta con correttori automatici”, si sottolinea.

Il secondo punto è la previsione, nell’avviso di modifica, che “nell’ambito della medesima prova si procederà all’accertamento della conoscenza della lingua inglese e delle tecnologie informatiche più diffuse”.

“L’accertamento della conoscenza della lingua inglese e delle tecnologie informatiche è stata decisa il giorno della seduta di concorso senza alcun preavviso né pubblicato sul sito dell’ente né trasmesso ai candidati”, continua l’atto di richiesta di annullamento.

“A seguito delle rimostranze di due candidati, prendeva la parola non la commissione ma un responsabile della società SeleTEK che invitava testualmente “a fare le polemiche dopo” e rassicurava i candidati a voce alta con la seguente frase: “Le domande di inglese e informatica sono facili”. Ciò detto, sempre il responsabile della società SeleTEK comunicava ai candidati, violando il principio di idoneità, che in caso di 2 risposte errate su 4 (materie informatica e inglese) da parte dei candidati, la prova tecnica delle 40 domande non sarebbe stata neanche corretta. E’ evidente che il candidato ha il diritto di essere valutato sia sulle idoneità sia sulla prova tecnica, per consentirgli la possibilità di ricorrere, nel caso, come accaduto, che qualche domanda delle idoneità di inglese ed informatica fosse viziata dal fatto che più risposte potessero essere corrette”.

La replica di SeleTEK e della Provincia è nota: si è fatto riferimento ad una sentenza del Consiglio di Stato, massimo giudice amministrativo, che rispetto alla concorsista ricorrente contro il Comune di Pescara intervenne nel 2020 per una procedura attinente “una prova orale e non una unica prova scritta a risposta multipla come nel caso di fattispecie”. “Pertanto il candidato ha il diritto di essere valutato per la prova tecnica a prescindere dalla prova di idoneità di inglese e informatica”, conclude la richiesta di annullamento.