Le garanzie di totale regolarità nell’espletamento dei concorsi, fornite per conto della Provincia di Foggia dal segretario generale Giacomo Scalzulli su queste colonne e dall’ex magistrato Massimo Lucianetti (presidente della commissione esaminatrice delle due procedure per amministrativi), non placano le polemiche né convincono alcuni candidati dell’esercito dei 1.974 che hanno provato a conquistare i dieci, ambitissimi posti di lavoro a Palazzo Dogana. Il posto fisso fa gola a tutti, specie oggi, anche a chi sembrava destinato a una brillante e lucrosissima libera professione.

Sono trascorsi alcuni giorni dall’operazione Radici – sul sistema messo in piedi da imprenditori, agronomi e dirigenti regionali per ottenere illecitamente i fondi pubblici del PSR Puglia – ma quanto scoperto da Procura di Bari e Guardia di Finanza è ancora l’argomento caldo nel Gargano e in tutta la Capitanata.

E’ stato inviato e segnalato anche al presidente della Regione Michele Emiliano l’approfondimento dedicato ieri da l’Attacco alla aggiudicazione - da parte della General Service Group srl di Gigi Colucci, marito della segretaria del Pd di Capitanata Lia Azzarone – della mega gara da oltre 9,7 milioni di euro del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano per i lavori relativi ad una “Rete di acquedotti minori nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano con l'utilizzo di risorse idriche locali. Schema Sud 2° Lotto - Ulteriore Estendimento”. Fondi comunitari, quelli del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020, transitati tramite la Regione Puglia.

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