Emiliano punta (ancora) sul civismo: “Parte laboratorio”

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Il colpo d’occhio nella sala di un albergo cittadino è quello delle grandi occasioni. In platea non solo le rappresentanze politiche delle liste civiche che si sono rivelate fondamentali per la vittoria di Michele Emiliano alle regionali di un anno fa

ma, a vario titolo, la presenza spontanea di gruppi di amministratori comunali, di sindaci, assessori ed ex che non sono espressione dei partiti tradizionali quanto di un civismo diffuso che si modifica geneticamente per trasformarsi in un elemento di peso in vista delle prossime scadenze elettorali.

Alcuni definiscono la federazione delle civiche battezzata l’altra sera alla presenza dell’on. Francesco Boccia, del presidente Michele Emiliano e del suo fido Procacci, come la terza gamba della coalizione che vede il Pd da una parte con una soglia rappresentativa minima del 17% circa e il Movimento 5 stelle, dato in caduta libera secondo le ultime proiezioni. In Puglia nasce il laboratorio politico che potrebbe essere sdoganato come modello di riferimento nazionale anche in altre regioni d’Italia con una forza aggregatrice che nella nostra regione è molto forte o quantomeno determinante negli indirizzi di governo.

"Come dimostra l'esperienza pugliese – sottolinea l’on. Francesco Boccia - si può vincere portando anche elettori conservatori e condividere valori progressisti come è accaduto sulla difesa dell'ambiente con la lotta iniziata anni fa per la decarbonizzazione, le battaglie a favore della sanità pubblica e gli investimenti ad alta innovazione tecnologica che hanno trasformato intere aree artigianali e industriali". "La crescita della Puglia sempre costantemente sopra la media nazionale - ha evidenziato - è la dimostrazione che ci può essere una guida politica innovativa di centrosinistra. Da 15 anni a questa parte nelle coalizioni che guidano questo processo in Puglia il comune denominatore è il ruolo centrale del Pd. Per questo siamo qui, per portare questa esperienza dentro il perimetro politico del Pd guidato da Enrico Letta".

"La coalizione per l'Italia e per la Puglia – annuncia dal palco il governatore Michele Emiliano - nasce nel dialogo stretto tra il Pd e il M5S, e in generale con tutti coloro che decideranno di allearsi con questa coalizione. Una coalizione che si prepara alle elezioni politiche, e che in Puglia, questa volta, spera di riuscire a vincere. Non siamo mai riusciti a vincere le politiche e speriamo di riuscirsi questa volta grazie a questa grande alleanza".

“E’ questo è il senso di una giornata che si potrà ripetere in ogni regione d'Italia dove il civismo – conclude il presidente - avrà le caratteristiche sufficienti a costruire alleanze con i grandi partiti che compongono attualmente una parte della coalizione di governo".  Un concetto che condivide pienamente Rosario Cusmai di Puglia Civica: “è l’unica strada per consentire di dare voce unica alle tante espressioni civiche del territorio, lo dimostra la presenza di amministratori che non hanno una collocazione”.

“La Federazione – precisa Cusmai - non è una sommatoria di chi ha partecipato alle elezioni regionali, ma si pone l’obiettivo di dare spazio anche a chi un anno fa aveva intrapreso altri percorsi. I dati pugliesi dimostrano, al netto del Pd, che le forze civiche hanno un margine del 30% e dunque rappresentano un modello federativo da seguire in altre regioni italiane attraverso una struttura a livello nazionale. Non dimentichiamo che almeno il 40 per cento dei sindaci italiani, secondo i dati Anci, è espressione di movimenti alternativi ai partiti tradizionali”.

Al battesimo della Federazione non sono mancate defezioni di rilievo, a cominciare da Alfonso Pisicchio di Senso Civico che ha una opinione del tutto opposta sul laboratorio pugliese: “Nulla di nuovo. Ci saremmo aspettati dalla riunione delle liste, (con alcune di esse abbiamo condiviso il percorso elettorale alle ultime elezioni regionali), un segnale pregno di contenuti che riguardano i cittadini e i propri territori e non mero tatticismo in previsione di future scadenze elettoralistiche. Voglio ricordare che l’obiettivo primario delle liste civiche nasce dalla volontà di rispondere concretamente alle esigenze dei territori e dei cittadini cercando di dare risposte serie alla risoluzione dei loro problemi e soprattutto in modo differente dai partiti di interpretare i loro bisogni. Mi auguro che la volontà del presidente Emiliano sia di riprendere il percorso dei contenuti senza distrazioni, e noi di Senso Civico non faremo mancare il nostro contributo e saremo disponibili a riprendere un dialogo serio e costruttivo per il nostro territorio”.

Nel parterre non c’era neanche Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto e punto di riferimento per Italia in Comune: “Non abbiamo partecipato alla manifestazione perché abbiamo creato un altro percorso a livello nazionale e stiamo verificando l’opportunità su Roma con altre forze centriste di creare una lista nazionale fortemente improntata alla transizione ecologica, ai temi ambientali ma anche con una grande attenzione allo sviluppo economico. L’esperienza federativa dell’altro ieri narra di una traccia che non porterà la gente a votare e a credere nella politica, a credere in un riscatto delle comunità. I pugliesi vivono un periodo che credo sia il peggiore degli ultimi anni sotto il profilo della recrudescenza delle organizzazioni criminali. Ho sentito e letto le dichiarazioni durante la manifestazione e ho anche sentito un gran parlare di tattiche, Emiliano si dichiara militante del Pd ma anche portatore del civismo e mediatore tra il Pd e il M5s. E’ una tattica lucida ma ho non ho sentito nessuna spinta ideologica per portare gente a interessarsi della politica e a credere nuovamente nei valori della politica. Stiamo vivendo un momento molto particolare, il rincaro dei prezzi si sta facendo sentire e si teme la depressione sotto il profilo economica. Credo che in questo momento al di là della tattica i cittadini vogliano sentir parlare d’altro, dei propri bisogni. Non ho sentito quella spinta motivazionale che possa portare alla nascita di un nuovo Movimento al di là di una lucida tattica che sfrutta una legge elettorale bieca e non vicina ai bisogni delle persone. E proprio per questo c’è bisogno che la gente torni ad appropriarsi della vita della comunità e della politica stessa”.