Onorevole Marialuisa Faro: “Queste sono le ragioni del mio distacco dal MoVimento 5 Stelle”

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“Io sono entrata nel Movimento 5 Stelle perché per me aveva le potenzialità per fare qualcosa di rivoluzionario, per portare una ventata di novità nelle istituzioni. E così è stato: abbiamo raggiunto traguardi innegabili, e sono felice ed orgogliosa di aver aggiunto il mio piccolo contributo”. E’ la premessa di Marialuisa Faro nell’incontro con la stampa convocata a Foggia

per spiegare le ragioni del suo passaggio al neonato gruppo Insieme per il Futuro, “non una scissione ma un processo naturale, anche se doloroso, di separazione tra una componente più dinamica che si presta ai cambiamenti e una che non lo fa”, le sue parole.

“Nel 2018, con l’apertura alla società civile si era fatto un grande passo verso un nuovo percorso, ma da quando Luigi Di Maio ha lasciato la carica di capo politico il Movimento ha compiuto una inversione a U, nella visione e negli obiettivi politici. L’essere la principale forza di governo imponeva dei cambiamenti, che il Movimento non ha saputo supportare. Dopo una pandemia lunga due anni, e con una guerra in corso in Europa, lo scenario di fondo è completamente cambiato e sono necessarie nuove soluzioni al passo con i tempi, risposte che non possono più essere quelle di 10 anni fa. Negli ultimi giorni lo scontro è esploso perché rispetto all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e alla possibilità da parte dell’Ucraina di difendersi, lavorando in parallelo per arrivare a una soluzione diplomatica, non era più tollerabile da parte nostra una posizione ambigua” ha spiegato l’on. Faro, respingendo le accuse di ‘tradimento’ e opportunismo.

“Diventare forza di governo impone responsabilità, e maturità. Non è possibile stare al governo e continuamente, quotidianamente picconare il governo per mera propaganda, su temi delicatissimi come la guerra e la crisi economica ed energetica, cercando lo scontro in modo strumentale per acquisire consenso, mettendo a rischio il Paese” ha spiegato.

“La conoscenza ti permette anche di cambiare opinione e linea, a volte, senza che questo debba essere visto e interpretato come uno scandalo: ma un Movimento immutabile nelle sue dinamiche ha determinato il primo scollamento. Se prima eravamo il nuovo, adesso non lo eravamo più, e bisognava chiedersi il perché” ha continuato: “dopo gli Stati Generali le fratture sono aumentate, a partire dal rapporto con la base, con gli attivisti. Ho ammirato Giuseppe Conte per la sua attività di presidente del consiglio che prendeva decisioni importanti per senso di responsabilità, ma sono rimasta invece delusa dal Conte capo politico, molto cambiato e lontano dal suo stesso modello” ha continuato.

Non ritiene di avere ‘cambiato casacca’: “sto con le persone che il Movimento lo hanno fondato, fino alla fine ho dato il massimo. Con esponenti di governo stimati ed apprezzati perché concreti, che hanno portato grandi risultati al Paese (un lavoro evidentemente non considerato e non apprezzato dalla nuova classe dirigente del Movimento, da Giuseppe Conte e dai suoi vice) e per questo ci siamo staccati, per dare stabilità e continuare a costruire. Io sono in Parlamento per lavorare e onorare il mio mandato, con l’attenzione in particolare dedicata al Gargano, al collegio nel quale sono stata eletta e alla provincia di Foggia”.

Il primo mandato, che la protegge dall’accusa di aver agito per interesse personale. “Siamo in 40 nella mia situazione, non era certo il limite del doppio mandato la nostra preoccupazione. Ma proprio per questo posso esprimere liberamente la mia opinione in merito: uno non vale uno perché le competenze acquisite possono restare a disposizione delle istituzioni, delle pubbliche amministrazioni, e sarebbe un peccato perdere un bagaglio così prezioso per una regola che può essere ricalibrata con buon senso e lungimiranza”. Non si sente sfiorata nemmeno dalle accuse di chi sostiene sia stata una scelta calcolata, la sua, in funzione della ricandidatura: “ero l’unica portavoce eletta nel Gargano, avrei avuto certamente più possibilità restando nel Movimento che rischiando un salto nel vuoto in un progetto tutto in divenire”, la sua replica.

“Ma Insieme per il Futuro non è un partito ma un contenitore da riempire, inclusivo, senza pregiudizi, aperto alla parte più viva dell’Italia, ai territori e alle amministrazioni, per proporre soluzioni innovative e lungimiranti. Nasciamo per rafforzare il governo, in un momento delicatissimo per il Paese e per l’Europa, con una serie di preoccupanti emergenze alle porte. In Parlamento, ma per propagarsi ai territori, articolato in una rete accomunata da energia e volontà di proporre soluzioni in grado di andare oltre l’immediato. Invito amministratori, imprese, cittadini ad unirsi a noi, a rendere ancora più esaltante la sfida che ci attende, che affrontiamo con consapevolezza, coraggio e determinazione”.

Un ultimo sguardo al passato. “Non rinnego nulla di quello che ho fatto finora, e non attaccherò mai né i miei colleghi, né gli attivisti. Non ho mai detto nemmeno una parola su coloro che se ne sono andati prima di me, perché avevano le loro ragioni, e io non mi permetto di giudicare nessuno”.