“No comment” dei Cinquestelle, a parlare è soltanto Conte

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Non è neanche il “day after” del Movimento 5 Stelle. Ma nell’arcipelago dei pentastellati sembra sia caduto un meteorite con tutti i danni e gli effetti collaterali.

La diaspora, che già vagava nell’aria da settimane, si è materializzata attraverso il ministro degli esteri Di Maio il quale adesso, con una raccolta di firme, punta a creare una nuova formazione politica in Parlamento con altri 50 desaparecidos. “Insieme per il futuro”, questo il nome della formazione, diventa il titolo di coda e la rappresentazione plastica della scarsa creatività. Nonché l’ossimoro che si divora tutto.

Commenti alla baruffa di casa cinquestelle praticamente inesistenti, i parlamentari non si esprimono ma tra loro c’è chi tenta di fare il gioco delle tre carte e chi attende tempi migliori alla faccia del terzo mandato. In Regione tutto a posto. I consiglieri restano dove sono nella corte di Emiliano e in quella di Conte. L’ex premier, assalito dal drappello di giornalisti e operatori, conferma con decisione: “Il Movimento 5 Stelle rimarrà sempre la prima forza politica, questo lo assicuro a tutta la comunità del Movimento, ad occuparsi di giustizia sociale, transizione ecologica, transizione digitale, beni comuni e tutti i temi che sono l’ossatura fondamentale e la ragione del nostro servizio e della nostra missione in politica. Di fronte agli ultimi eventi certamente è un fatto del quale non va trascurato il rilievo politico perché c’è un nuovo gruppo però noi sicuramente rimaniamo forti con i nostri valori, con i nostri ideali, col nostro progetto”.

Si va dunque avanti, Conte questo concetto lo sottolinea: “Le ragioni per cui i cittadini hanno votato il M5s, le ragioni per cui i portavoce del Movimento a livello territoriale e nazionale stanno lavorando, non sono venute meno. E in linea con i nostri valori e i nostri principi, noi porteremo avanti quel mandato fino alla fine”.

Sui giornali intanto ogni giorno si parla della permanenza nel governo e dei mal di pancia su temi di politica internazionale. “Abbiamo chiarito – dice Conte – e non abbiamo da chiarire ogni giorno quel che invece non è da noi messo in discussione. Questo vale per l’alleanza euroatlantica e per la collocazione europea. Non posso accettare, dopo aver fatto per due volte il Presidente del Consiglio in contesti anche molto difficili, dove venivano delle spinte, quelle sì, che potevano far sorgere qualche dubbio sulla collocazione italiana, ho tenuto sempre la barra dritta. Quindi non posso accettare da nessun punto di vista nessuna lezione e soprattutto non è messa in discussione nessuna nostra collocazione internazionale”.

“Quanto attiene il sostegno a Draghi, questo non è messo in discussione. Anche ieri, dove obiettivamente delle istanze credo assolutamente elementari in un sistema democratico sono state, come dire, un po' conculcate perché chiedevamo né più né meno che un più ampio coinvolgimento delle Camere visto che siamo in una crisi, quello che avviene in tutte le democrazie parlamentari, siamo stati messi molto in difficoltà. Ma come vedete il nostro appoggio a questo governo non è stato messo in discussione”.