Elezioni Provincia di Foggia, il PD è ufficialmente fuori. Accolto ricorso del consigliere Florio, per la lista di Gatta

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia si è pronunciato per due dei tre ricorsi presentati da alcune liste, o candidati,

per le esclusioni dalle prossime elezioni provinciali foggiane del 30 gennaio prossimo in cui si rinnoverà il Consiglio.

Clamoroso ma vero: il TAR ha rigettato il ricorso del PD, quindi non potrà prendere parte alle elezioni provinciali per il rinnovo del Consiglio di Palazzo Dogana.

Il TAR Puglia – sezione terza, presieduta dall’ex sindaco di Foggia Orazio Ciliberti - ha rigettato il ricorso dei dem, che era stato presentato da Vittorio Presutto, Mariarita Valentino, Generoso Rignanese, Marcello Moccia, Emilio Di Pumpo, difesi dal noto amministrativista Nino Sebastiano Matassa.

La lista era stata ricusata dall’ufficio elettorale della Provincia perché le firme sono state autenticate da Presutto, nella sua qualità di consigliere comunale di Serracapriola ma al di fuori del territorio del Comune stesso.

Dando ragione alla Provincia, il TAR ha stabilito che “è incontestato il fatto storico che Presutto abbia esercitato i propri poteri di certificazione al di fuori del proprio ambito di competenza territoriale”.
Una sconfitta su tutta la linea per il Pd e c’è già chi chiede se un simile errore – che costerà anche le elezioni per la presidenza - non imponga le dimissioni alla segretaria provinciale Lia Azzarone.

E’ stato invece accolto il ricorso del consigliere comunale sanseverese Giovanni Florio, che era stato escluso dall’ufficio elettorale dalla lista del presidente Gatta “Per la Capitanata” poiché “la dichiarazione di accettazione della candidatura non risulta regolarmente autenticata”. Il TAR lo ha riammesso alla competizione affermando che “non può ritenersi viziata l’autenticazione della firma del ricorrente per il fatto che egli abbia compilato il modulo di accettazione della candidatura in un momento precedente e in un luogo diverso da quello in cui poi lo ha sottoscritto innanzi al presidente della Provincia che, nella sua veste di pubblico ufficiale, ha provveduto ad attestare l’autenticità della sottoscrizione avvenuta in sua presenza”. “Ne deriva l’illegittimità dell’esclusione, stante il rilevato difetto di motivazione”, la decisione del giudice amministrativo.

Ora si attende la decisione sul ricorso presentato dalla Lega Salvini Premier che, perdendo 2 candidati, era scesa sotto la soglia minima di 6 stabilita dalle norme.